24.2 purtroppo una novità negativa ...virginia è stata derubata e la sua missione è in crisi..ce lo dice lei stessa dallo spazio facebook del circolo pertini

e adesso anche col diario n° 3 che vedrete più sotto


Mi scuso con chi mi segue e con tutti coloro che mi hanno scritto perchè non so quando potro rispondere perchè ieri sera sono entrati in casa nostra e ci hanno rubato tutto, quindi non abbiamo più computer, foto, caricabatterie ed altro. Al momento non abbiamo neanche il materiale per continuare a lavorare quindi stiamo valutando tutte le opzioni, compreso il rientro in Italia;
Virginia

I DIARI DI VIRGINIA DAL MADAGASCAR

 

da elbareport 

VIRGINIA CAMPIDOGLIO, FORMAZIONE UNIVERSITARIA IN MADAGASCAR

diario1

Scritto da Stefano Bramanti Lunedì, 25 Febbraio 2013 09:56

Non sono tanti gli studenti che per completare gli studi universitari vanno in Madagascar. Virginia Campidoglio ha fatto le valige, ha preso libri ed attrezzature varie e vivrà per tre mesi sull'isola di Nosy Be e ad Ambanja, per un tirocinio universitario del corso di laurea pisano in "Scienze per la Pace: cooperazione internazionale e mediazione dei conflitti".
Dottoressa in scienze della comunicazione con la triennale, impegnata a gestire il Forum dei giovani, sul sito del circolo culturale Sandro Pertini, già esperta di missioni in Congo con Elba No Limits e altre attività in Senegal, ora accresce il suo curricolo, con impegni rivolti al recupero di ragazzi in difficoltà nella scuola.
"Sono partita grazie al CoPe, un'associazione che fa cooperazione nei Paesi emergenti, - dice Virginia - seguo un progetto per un centro polifunzionale per i bambini di strada. Si fa pre-scolarizzazione, recupero, educazione sanitaria e alimentare. Il centro è pronto e sta per aprire". E quindi missione in corso per la giovane che regala, a chi lo voglia seguire su internet, anche un suo diario periodico per far conoscere a tutti la realtà di certi ambienti del Madagascar e della sua esperienza. Chiunque può vedere le comunicazioni di Virginia sul sito www.circolopertinielba.org che narra di ogni aspetto della vita in Madagascar, con scritti e foto.

 

 

 

 

Virginia : veduta aerea mentre arriva in Madagascar

 

VIRGINIA CAMPIDOGLIO, NUOVA MISSIONE NEL TERZO MONDO PER MOTIVI DI STUDIO

Virginia, la più giovane attivista del Circolo Pertini, è di nuovo in azione, con grande slancio e crescente competenza, dopo la laurea trinennale in scienze della comunicazione, adesso progeue verso il completamento degli studi univeristari, mentre prosegue a gestire il FORUM DEI GIOVANI che potete vedere in un'altra parte del nostro sito e su Facebook lo spazio del CIRCOLO PERTINI.

Come fece nel caso delle missioni in Congo con Elba No Limits, ci regala un suo diario periodico per far conoscere a tutti la realtà di certi ambienti del Madagascar e la sua esperienza.

Grazie Virginia!!

 

Salve,  sono qui in Madagascar per il tirocinio universitario del mio corso di laurea in "Scienze per la Pace: cooperazione internazionale e mediazione dei conflitti". Sono partita con CoPe, un'associazione che fa cooperazione nei Paesi emergenti, che qui ha un progetto per un centro polifunzionale per i bambini di strada dove fare pre-scolarizzazione, recupero scolastico ed educazione sanitaria e alimentare. Il centro è pronto, in attesa dell'apertura quindi ora c'è tutto il lavoro che precede l'attivazione.

 

Nei Paesi in via di sviluppo..

DAL SITO www.cope.it

 

L’attività principale del CO.P.E. è costituita dalla realizzazione di progetti insieme ai partners locali in Paesi del Sud del mondo, con l’obiettivo di promuovere l’autosviluppo e far sì che ogni persona possa godere del diritto al cibo, alla salute, all’istruzione.
Il CO.P.E. attraverso l’impegno dei volontari internazionali e il contributo di giovani in servizio civile porta avanti progetti di sviluppo nei sud del mondo, impegnandosi in particolare nel campo dello sviluppo agricolo, della tutela dell’infanzia, della salute materno-infantile, dell’empowerment della donna.

DIARIO 1 MADAGASCAR 13.2.2013

 

ARRIVO E PRIMI INCONTRI

 

Dopo un viaggio estenuante a causa dei cambi e delle attese, sono finalmente arrivata!

Con il piccolo aereo che mi ha portato a Nosy Be, sembrava di scendere nella giungla e, turbolenze escluse, è stata davvero una bellissima sensazione.

Dall’aereoporto, piccolo e accogliente, la strada che porta a Hell Ville è circondata da una vegetazione così verde da farti sbattere gli occhi.

Sono arrivata a Nosy Be verso le 14 quindi io e Chiara, la ragazza che mi aspettava e mi farà da tutor qui, abbiamo trascorso il resto della giornata sull’isola perché il pomeriggio non si può attraversare il mare.

 

NOSY BE

Nosy Be, che significa “isola grande”, ha fondamentalmente due piccoli centri e poi è circondata da spiagge. Adesso siamo nel periodo delle piogge, anche se dal tempo non si direbbe, perciò la spiaggia viene quasi ovunque inghiottita dall’alta marea.

 

Virginia in azione

Dopo una piacevole notte nell’isola, siamo partite per Ambanja, dove staremo stabilmente e dove si trova il centro polifunzionale oggetto del mio tirocinio.

Per raggiungere la terra ferma, bisogna solcare un mare meraviglioso che si apre su altre piccole isole come Nosy Komba, “isola dei lemuri” e la cosa più bella è che ci sono solo delle piccole barche che offrono il servizio di collegamento perciò abbiamo trascorso mezz’ora immerse nella natura e accarezzate dal vento caldo del Madagascar.

Il porto di Ankify è molto più caotico di quello dell’isola perciò ci siamo dovute sbrigare per prendere un taxi e andare via.

diario2

PORTO DI ANKIFY

Fino a che non si entra in città, la vegetazione fa da sovrana e solo ogni tanto spuntano tra il verde delle piccole abitazioni, per di più fatte di legno, leggermente rialzate da terra.

Ambanja si sviluppa principalmente intorno ad una grande strada asfaltata che si apre a numerose vie sterrate lungo le quali si trovano piccoli negozi e case. Sulla via centrale ci sono molti banchi che vendono qualsiasi cosa, dalle mollette per i panni ai dvd, e qui si trova anche un mercato che non ho ancora visitato accuratamente ma dove ho mangiato molto bene.

Oggi ho iniziato ad entrare in quello che sarà il mio lavoro per i prossimi mesi quindi, con Chiara e un altro ragazzo, abbiamo ritirato le copie del “Journal du Sambirano”, le abbiamo piegate e iniziate a distribuire ai rivenditori vicini.

 

 

Il progetto di questo giornale, nato un po’ per gioco anche se molto impegnativo, è davvero interessante perché è riuscito a riunire un gruppo di ragazzi che scrivono articoli sull’attualità ma anche altre associazioni sul posto che spesso scrivono riguardo al loro ambito operativo, tipo l’agricoltura. Altra cosa molto importante, il giornale è parzialmente in francese ma la maggior parte degli articoli sono scritti in malgascio (*) e questo fa in modo che tutti lo leggano; la vendita delle copie pare non sia sempre regolare ma le vendite sono numerose, tanto che alcuni commercianti del posto si sono offerti come sponsor dando sostegno a questa iniziativa per niente scontata.

 

(*) La lingua malgascia o malgascio (nome nativo malagasy) è la più occidentale delle Lingue maleo-polinesiache e quindi delle lingue austronesiane. È la lingua nazionale del Madagascar ed è parlata anche in alcune isole della zona (il termine "malgascio" viene anche usato per riferirsi alla popolazione del Madagascar). Il malgascio come lingua è nato dall'ufficializzazione della lingua merina, parlata dal popolo omonimo. Le lingue delle altre etnie malgasce sono piuttosto simili e spesso classificate dialetti del malgascio. (da wikipedia)

 

 

la strada da Ankify ad Ambanja

 

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                              DIARIO 2

PRIME ATTIVITA' E CONOSCENZE IN MEZZO AD ACQUAZZONI IMPROVVISI

In questi giorni abbiamo iniziato il lavoro sul centro, che abbiamo visitato giovedì. Le strutture sono molto belle e sono state costruite interamente da persone del posto, con materiali reperiti qui, dalle mura ai banchi di scuola. Questo aspetto, come si può immaginare, ha prolungato fortemente i tempi di realizzazione del centro ma è fondamentale in un progetto di cooperazione.

Al momento il Centro è chiuso e lì vive il guardiano, un uomo dolcissimo; mentre stavamo andando via, è scoppiato il diluvio e lui ci ha dato degli impermeabili, poi per fortuna abbiamo trovato un cyclo-pusse che ci ha portato a casa.

 

 

VIRGINIA , IL GUARDIANO E DEI BIMBI

Le persone qui sono molto gentili e disponibili, cercano sempre uno scambio, e in moltissimi ci continuano a chiedere quando inizieremo i corsi di italiano.

Il centro è pronto quindi da questa settimana inizieremo con le pulizie e la raccolta di curricula per selezionare le due insegnanti che inizieranno il prima possibile. I bambini erano già stati individuati due anni fa grazie alla collaborazione dei capi quartiere, il criterio fondamentale è stato cercare bambini che non avessero l’atto di nascita e perciò che fossero impossibilitati a frequentare la scuola. La procedura degli atti di nascita è ancora in corso ma per gran parte dei bambini è già andata a buon fine e nel frattempo sono stati iscritti a scuola.

Nel frattempo i bambini a cui era indirizzata la pre-scolarizzazione hanno raggiunto l’età scolastica quindi sono stati iscritti a scuola e adesso stiamo cercando di individuare le attività che verranno svolte al Centro, oltre al recupero scolastico, dato che lo scenario dei beneficiari è cambiato.

Nei prossimi giorni quindi, con l’aiuto di una suora che lavora nella scuola vicina a casa CoPe, chiameremo i capi quartiere per controllare la situazione di ogni bambino e decidere come procedere. Sarà un lungo lavoro perché non è mai facile trovare qualcuno e soprattutto il quartiere più lontano dista 17 km dal centro quindi non possiamo andare personalmente.

Due giorni fa siamo stati ad una raccolta fondi per una nuova associazione “Association des Jeunes Revolutionnaires du Sambirano” nata per occuparsi delle pulizie delle strade. Il problema della spazzatura è grande, anche se nella zona in cui ci troviamo noi non si nota molto; non esiste un ente che si occupi di raccolta e smaltimento ma ognuno brucia la propria spazzatura in giardino, cosa dannosissima!

Sabato, in compagnia di Ziad, uno dei nostri giornalisti, sono andata da uno dei rivenditori dei giornali e poi a fare delle foto per un articolo. Ci siamo spostati in bicicletta ed è stato divertente, oltre che meno faticoso. Fuori dal liceo, dove eravamo per le foto, abbiamo incontrato un ragazzo che lavora a Nosy Be e parla benissimo italiano; anche lui ci ha chiesto dei corsi di italiano e mi ha detto che due volte a settimana viene ad Ambanja per insegnare inglese ai ragazzi della scuola.

In serata, dopo un altro diluvio e conseguente blackout, con la luce è tornato il buon umore e siamo andati a mangiare a casa di un ragazzo americano, da cui si trovava un’amica di Chiara.

Questi ragazzi sono entrambi peace corp, l’equivalente del nostro servizio civile internazionale, e vivono nel Paese per due anni. Le differenze tra questo programma ed il nostro servizio civile sono notevoli in quanto i primi due mesi che trascorrono nel Paese, vivono in famiglia per imparare la lingua del posto, partono già con un progetto ben definito e vengono mandati poi in una zona da soli.

 

 

VIRGINIA DEI BIMBI E CHIARA

 

La casa dove vive questo ragazzo è una stanza in cui c’è tutto, è organizzatissimo e devo dire che ci ha fatto una buona impressione; la ragazza invece dovrebbe stare in un altro posto ma credo non riesca a passarci troppo tempo in quanto la zona che le è stata destinata non è raggiunta né dall’acqua corrente, né dall’elettricità e da sola deve essere terribile.

Abbiamo passato una piacevole serata, seduti su una stuoia a mangiare cibo malgascio e ridere per le numerose incomprensioni suscitate dall’uso di lingue diverse nella vita quotidiana.

Al ritorno abbiamo preso di nuovo un acquazzone e siamo arrivate a casa in condizioni inimmaginabili: avevamo fango e sabbia anche nella borsa!

 

 

 

ANCORA CHIARA VIRGINIA E UN BEL BIMBO

 

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DIARIO 3

VIRGINIA DERUBATA MA PROVA A CONTINUARE

 

La prima settimana ad Ambanja è passata e ora ci prepariamo a mettere in pratica il nostro serratissimo piano di lavoro. Domenica abbiamo pranzato da Patricia, un posto per Vasà (bianchi) dove ci siamo ben rifugiate dal caldo. La temperatura è sempre molto alta, ero convinta che il periodo delle piogge corrispondesse all'inverno invece adesso qui siamo in estate.

Lunedì abbiamo incontrato le donne incaricate di fare le pulizie al centro ed è arrivata una coppia di polacchi che era stata mandata a dormire in casa Cope già dieci giorni fa da un prete polacco che sta ad Antananarivo e sapeva che Chiara era sola; ora sono tornati per una notte, prima di partire per la capitale da dove prenderanno l'aereo per tornare a casa. Da Ambanja a Antananarivo ci vogliono circa venti ore, esclusi imprevisti, in taxi brousse cioè dei piccoli pulmini da circa venti posti. Questi ragazzi girano il Madagascar da un mese e la loro ultima sosta è stata a Nosy Be dove purtroppo gli sono entrati in camera di notte e gli hanno rubato pc e macchina fotografica.

Mi piace molto la presenza di persone diverse in questa cittadina perché crea un'assonanza di lingue mai sentita. Con i polacchi, come con gli americani, io ho parlato in inglese ma i peace corps parlano tutti malgascio ed Hellen, una di loro che per un po' ha vissuto in casa Cope, conosce anche qualche parola di francese e di italiano. Sentire Chiara, che conosce il francese e un po' di malgascio, e Hellen che parlano è divertentissimo perché sono capaci di formare una frase in quattro lingue diverse!

In linea di massima comunque ad Ambanja, chi ha frequentato la scuola parla francese, mentre tutti gli altri parlano malgascio ma conoscono qualche parola in inglese o italiano. Sono molto numerose le persone che ci hanno chiesto di fare corsi di italiano e trovo questo interesse piacevole ed indicativo del fatto che gli italiani siano ben visti qui.
Martedì, dopo essere tornate dal centro per le pulizie, è scoppiato il diluvio ed è saltata la corrente come consuetudine. Quando restiamo al buio divento sempre un po' malinconica, percepisco davvero la distanza da casa.

Siamo uscite presto, verso le 19, per cenare con Nino e Monsignore da Patricia. Nino è un italiano che ha un'associazione che opera ormai da anni in Madagascar, uno dei progetti più recenti che ha realizzato è un orfanotrofio; mi è sembrato interessante il lavoro che svolgono e soprattutto il fatto che si finanzino interamente attraverso eventi, perlopiù di tipo gastronomico.
Da Patricia abbiamo trovato altri due italiani: uno che lavora nel campo edile ed è qui per costruire una clinica che rientra nei progetti della diocesi, l'altro che vive da circa ventiquattro anni in Madagascar e si occupa di estrazione di pietre dure. La serata è stata piacevole, trascorsa alla luce di una lampada a gas su una fresca terrazza.


Purtroppo il nostro rientro ha rovinato l'atmosfera respirata fino a quel momento. Quando siamo arrivate a casa la corrente non era ancora tornata e, arrivate all'ingresso, abbiamo trovato aperto. Approfittando del buio sono entrati e hanno portato via tutto! Avevamo lasciato una candela nel corridoio che ho ritrovato in camera mia insieme all'altra che dalla fretta avevano fatto cadere. Devono essere entrati appena siamo uscite perché in camera mia avevo lasciato una candela quasi finita e l'ho trovata tutta consumata sul pavimento. Abbiamo chiamato subito Nino, che ci aveva accompagnate ed è rimasto con noi mentre parlavamo con la polizia; sono venuti subito anche due preti mandati da Monsignore che ci hanno aiutato a fare la denuncia.
Non avevo mai subito un furto, mentre in casa Cope questo è già il quarto, per Chiara il secondo.
Aldilà delle cose che hanno portato via e quindi del danno recato a noi e al nostro lavoro qui, la cosa peggiore è la sensazione di essere state violate, ritrovare tutta la nostra roba a terra, rovesciata, tutte le porte spalancate e la cera versata ovunque dalla troppa fretta.

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