SANDRO PERTINI

da elbareport

giovedì 13 novembre 2008

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PORTOFERRAIO.  13 novembre 1931. Sbarcano a Pianosa, tra raffiche di pioggia e vento, al porticciolo definito il più bello del mondo, due uomini incatenati. Uno di loro è esile, smagrito e malato, ma il suo sguardo appare fiero, deciso. Sta costruendo la nuova Italia nonostante anni di esilio, reclusione e confino, imbastisce il futuro studiando, progettando, cercando contatti segreti e iniziative in barba al fascismo.Quell'uomo è Sandro Pertini, protagonista poi della Resistenza, uno dei padri della democrazia. Pertini è detenuto politico, irriducibile oppositore di Mussolini. Non sa di certo che in un futuro lontano, 47 anni dopo, sarà nominato Presidente della Repubblica Italiana.

La data esatta in cui Pertini, in manette, raggiunse l'isola per essere curato nel sanatorio, è il 13 novembre del 1931. E' stata scoperta dal Circolo culturale elbano che porta il nome del grande personaggio. Pertini fu trasferito da Turi, altro carcere, dove aveva fraternizzato con Gramsci. Un'amicizia intensa e il socialista fu vicino a tal punto al sardo, da prendere iniziative contro il direttore di quel penitenziario, per opporsi al fatto che il comunista era torturato in modo davvero crudele: veniva tenuto costantemente sveglio. Anche per questo motivo Pertini fu trasferito a Pianosa. Meglio sbarazzarsi di lui. Quindi dal 13 novembre del '31 l'avvocato, nativo di Stella, diventò pianosino: la scoperta del giorno esatto è stata possibile grazie all'impegno del Circolo culturale che prosegue le indagini sul tenace oppositore del fascismo, dopo che sono stati ritrovati tutti gli atti del processo che il politico subì a Portoferraio nel 1933. Nell'esaminare il noto testo di Vico Faggi "Sandro Pettini: sei condanne, due evasioni" i ricercatori si sono imbattuti nel capitolo che tratta di una cartolina "tormentata" e da ciò è stato possibile capire la data in questione. Oltre a ciò la data dell'arriuvo alla piccola piatta isola, è riportata nel fascicolo personale del detentuo poltico matricola 6955.

E vediamo Il fatto della cartolina. Certo Igino scrisse, da Schio, nel 1933, a Pertini ancora rinchiuso nella cella del Sembolello a Pianosa.

Il ministero della giustizia e tutto l'apparato poliziesco messo su dal Duce si misero in movimento. Tutta la corrispondenza che Pertini riceveva era sottoposta a severe analisi e magari a censura totale o parziale. Ed anche la cartolina suscitò diffidenza e indagini a 360 gradi. Investigazioni di mesi, la missiva era stata spedita dal vicentino, esattamente da Torrebelvicino. Dall'agosto 1933 al novembre fu un gran fermento di comunicazioni tra prefetti, ministeri, carabinieri. Poi fu la direzione del carcere di Pianosa a chiarire che Igino Santacaterina era un ex detenuto giunto appunto con il Pertini, nello stesso giorno, a Pianosa e poi liberato per fine detenzione in quell'anno. I carabinieri di Schio risalirono al compagno di reclusione di Pertini, che confermò semplicemente di aver inviato una cartolina augurale al suo ex compagno.

Ecco che quella particolare indagine, riportata nel libro di Faggi, ha permesso di capire la data esatta dell'arrivo di Pertini sull'isola, grazie alle indagini fatte su quella cartolina. Quindi l'antifascista è stato residente obbligato, praticamente per quattro anni sulla piccola isola di 10 km² di superficie, lasciò Portoferraio il 9 settembre 1935 per fine detenzione, partendo da Pianosa il 6 destinazione Ponza dove doveva scontare 5 anni di confino, stabilito dalla commissione provinciale di Genova con ordinanza del 4.12.1926.

Il circolo Pertini mette quindi in archivio anche questa ricerca e prosegue il suo impegno, con ricerche di carattere storico sullo statista scomparso nel 1990. Studi rilanciati dal recente ritrovamento di tutti i fascicoli del processo che il socialista subì a Portoferraio durante la sua carcerazione Pianosina. Fu accusato di oltraggio nei confronti di una guardia, ma fu una montatura. Nel complesso, tra carcere e confino, furono oltre 16 anni di sofferenze per il partigiano-presidente che nella piatta isola occupava la cella 21 e aveva come matricola il numero 6955. " Pertini era detenuto politico perché tenace oppositore del regime fascista- dicono al circolo Pertini- Mussolini gli avversari li sistemava così, facendo fare loro delle "vacanze" per le isole italiane. Fino ad oggi si credeva che Pertini fosse arrivato sulla piatta isola nel febbraio 1932."

Il Circolo poi ha di recente aperto un nuovo sito internet (www.circolopertinielba.org) ed è impegnato sul versante del recupero di tutti gli atti giudiziari dal 1850, custoditi dal Comune di Portoferraio, d'intesa con il Tribunale e l'Archivio di Stato. Inoltre non manca un impegno sul versante della solidarietà sociale, insieme sempre al Comune mediceo ed altri enti, per tentare di sostenere casi di difficoltà esistenziale e si sta attivando per contribuire allo studio del pianeta povertà, come suggerì un socio speciale del Circolo, purtroppo prematuramente scomparso, don Mario Marcolini.

(s.b)

CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

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