GRANDUCATO DI TOSCANA ASBURGO LORENA (1737-1801/1815-1860)

 

PORTO. AMMINISTRAZIONE DELLA MARINA MILITARE E MERCANTILE.

 

 

Nel 1838 il Ferrini così parla dei porti del granducato di Toscana “…Tra i porti che incontransi nella spiaggia nostra,per la vastità e il commercio il primo è Livorno,cui giungono oltre 1000 bastimenti all’anno carichi di mercanzie estere. Porto S. Stefano, Portercole, Porto di Talamone e Porto di Piombino con altri di minore considerazione sono oggi piccoli porti per il ricovero di navi da pescatori.

Bello però e vasto è Portoferraio nell’isola dell’Elba, di qualche comodità Porto Lungone nella costa orientale della stessa isola, e commerciatissimo è il porto di Marciana, meritevole di essere riguardato come la seconda marina commerciante della Toscana” ( A. Ferrini) (1)

Quanto scrive il Ferrini è interessante perché evidenzia bene come lo stato granducale toscano ha in grande considerazione i porti che si trovano lungo la costa i quali rappresentano territorio di confine con gli altri stati.

L’Elba e tutto l’Arcipelago rappresentano luogo dove bastimenti di altri stati transitano in quanto terre di confine con tutte le questioni annesse alla sanità pubblica e alla dogana (passaporti,sedi consolari ,pagamento dei diritti di portualità ecc)

Non a caso nel 1838 sempre il Ferrini scrive “Dipartimento di Sanità. Presiedono alla Sanità due Governatori civili e militari residenti come altrove dicemmo in Livorno e a Portoferraio,i quali sono ancora Presidenti di Sanità. Questo Dipartimento dividesi in 16 Uffizi e provvede a cautelare il territorio nostro dai malori che potrebbero infestarlo, per l’imprudente avvicinamento di stranieri provenienti da luoghi infetti” (2)

A Portoferraio ,dunque,risiede il Governatore civile e militare il quale ,per i motivi sopra detti,è stato individuato come Presidente di Sanità insieme col Governatore militare e civile di Livorno.

Dei 16 Uffizi in cui si divide questo Dipartimento di Sanità del granducato di Toscana,ben 7 si trovano ubicati nell’arcipelago toscano : uno all’isola del Giglio,uno a Pianosa, cinque all’isola d’Elba(Portoferraio,Lungone,Marciana,Rio,Campo) (2)

L’organizzazione dei porti e i problemi ad essa connessi in primis la sanità pubblica (transito di navi infette)è iniziata pochi anni prima al 1838 e cioè nel 1815 .

E’ nel 1815 il Commissario Straordinario per l’Elba e Piombino,conte Agostino Fantoni, nominato in tale veste da Ferdinando III Asburgo Lorena,si trovò la responsabilità di dovere organizzare sull’Elba la nuova amministrazione granducale succeduta in forza del trattato di Vienna a quella francese napoleonica.

E’ dunque nel 1815 che si gettano le basi di quanto descritto dal Ferrini nel 1838 in relazione ai dipartimenti di sanità di marina mercantile e da guerra.

Il 15 ottobre 1815 il Fantoni redige lo “Stato Generale di Entrata dell’isola d’Elba” che invia al Direttore della Segreteria di Stato in Firenze.

Le entrate totali per l’anno 1814 sono pari a lire toscane 180430 e le voci di entrata che concorrono maggiormente sono i “Diritti di Sanità “(lire 24100) lo “Ancoraggio sui Bastimenti Esteri” (lire 11905) e i “Diritti degll’Invalidi e di TrasportI”(lire 11905).

Scrive il Fantoni nelle “Osservazioni” che “Il diritto dell'Invalidi si forma di 45 centesimi il mese per ogni Marinaro navigante.Questa percezione è odiosa e inesigibile .Non si può contare che su i Diritti di Passaporti cioè sopra sole lire 3500”

 

(Affari Generali del Commissario Straordinario dell’isola d’Elba dal 1° settembre 1815 al 16 marzo 1816.. Filza 2. Carta 226.ASCP)

 

L’amministrazione dei porti all’Elba rappresenta voce di entrata importante per le casse dello stato granducale.

 

Il 25 ottobre 1815 il Fantoni scrive una lettera a S.E. Corsini (3),direttore dell’Imperiale e Regia Segreteria di Stato in Firenze: una lettera che è memoria davvero importante ed interessante perché in dettaglio fa sapere come era amministrato il porto di Portoferraio(marina militare e mercantile) durante il governo francese e come lui intende e propone di modificare tenendo conto delle leggi e regolamenti del nuovo governo granducale.

 

Sotto il Governo Francese,oltre l’Uffizio della Sanità esisteva in Portoferraio un Commissariato di Marina che sorvegliava l’amministrazione degl’Impiegati su i Bastimenti dello Stato,la Polizia della Navigazione,la Coscrizione ed Iscrizione Marittima e tutto ciò che ha rapporto all’Amministrazione della Marina Militare e della Marina Mercantile.

Il Capitano del Porto apparteneva a quest’Amministrazione o Commissariato ma le di cui attribuzioni si limitavano ad oggetti di poca entità. Egli non era incaricato che della Polizia della Darsena,della Distribuzione dei Posti ai Bastimenti nel Porto,di proibire gl'ingombri delle Calate e d’altri piccoli oggetti di Polizia.

Ma nel Sistema Toscano non si conosce Commissario di Marina che ha per oggetto la polizia marittima,di fare le requisizioni,di tenere i registri dei Marinari di cui lo Stato può aver bisogno per l’armamento dei suoi Porti è affidata ai Commissari di Guerra.

Il Capitano del Porto in Toscana appartiene alla Amministrazione Sanitaria; le di lui incombenze sono molto più estese ed interessanti che nel sistema francese.

E’ indispensabile che quello cui sono affidate sia di un conosciuto attaccamento al Governo onde possa sorvegliare all’occorrenza tutti gli arrivi e persone sospette e che unisca all’onoratezza e alla moralità anche una piena intelligenza e abilità per il disimpegno delle sue funzioni.

Oltre le attribuzioni sopra espresse egli è altresì incaricato dell’Amministrazione della Marina Mercantile,la quale consiste nel tener la matrice o Registri dei Bastimenti di Commercio e di Marinari; di dare agli uni ed agli altri le dovute spedizioni e di tenere un Registro d’Entrata e di Sortita di tutti i Bastimenti che arrivano e partono dal Porto”

 

(Affari Generali del Commissario Straordinario dell’isola d’Elba dal 1° settembre 1815 al 16 marzo 1816.Filza 2.Carta 256.ASCP)

 

 

 

  1. “Descrizione geografica della Toscana compilata dalla Ab.A. Ferrini secondo gli ultimi riordinamenti politici,governativi e giudiciarj” pag. 40-41. Tipografia all’insegna di Clio.Firenze 1838.

 

  1. Idem come sopra ,pag 56-57.Tipografia all’insegna di Clio.Firenze 1838.

 

  1. Il principe Corsini è ministro granducale degli esteri e delegato a rappresentare la Toscana a Vienna.Nel congresso delle grandi potenze europee,si occupava anche della questione dell’Elba,interessandone soprattutto il principe di Metternich,cancelliere imperiale.

 

 

Sulla riorganizzazione dell’amministrazione portuale,continua il commissario Straordinario Fantoni a parlarne nella sua lettera-memoria del 25 ottobre 1815 indirizzata a S.E. Corsini,direttore dell’Imperiale e Regia Segreteria di Stato (Ministero degli Esteri) granducale.

 

Trova e descrive una situazione disastrosa ,insostenibile che Napoleone Bonaparte ha lasciato nell’amministrazione del porto di Portoferraio e che riguarda anche l’esistenza di un tentativo di truffa.

 

SITUAZIONE DISASTROSA

 

Il posto di Capitano del Porto è provvisoriamente occupato da Giuseppe Barsaglini in rimpiazzo di Francesco Filidoro nativo di Bastia domiciliato in Portoferraio ove ha moglie e figli.

Questo è quel Filidoro che viene addebitato di aver seguito Bonaparte nell’ultima sua impresa quando abbandonò quest’isola per tornar nuovamente in Francia. Di più avendo fatto ritorno in Portoferraio proprio in Corsica è tornato a promuovere una Rivoluzione a favore di Bonaparte e fu allora ch’ei lasciò qui a far le sue veci il nominato Barsaglini il quale non ha alcun titolo legale per continuare nell’esercizio di quest’Impiego.

Questo Filidoro è quell’istesso che fu arrestato e messo in carcere a Livorno come persona sospetta e quindi è chiaro che non può meritare la confidenza del Governo come non gode la fiducia d’una gran parte di questi Abitanti.

Da tutto ciò emerge la necessità di rimpiazzar quest’Impiego.

Ma prima di prendere a nominare Soggetti che vi concorrono mi sia permesso di rilevare che tutte le considerazioni politico-amministrative ed economiche fanno sentire la necessità di sopprimere questo Commissariato di Marina e di riunire all’Amministrazione Sanitaria quelle incombenze che erano nell’antico sistema di sua primitiva competenza.

La montatura attuale di quest’Amministrazione,i suoi Regolamenti e i suoi Impiegati riconoscono una istituzione vaga e confusa complicata ed oscura dispendiosa e illegittima.

Ora è il prefetto di Tolone da cui si vuol far dipendere ora è il Ministro della Marina ora il Governatore dell’isola ora il Generale Comandante Dalesme.”

 

( Affari generali del commissario straordinario dell’isola d’Elba dal 1° settembre 1815 al 16 marzo 1816.Filza 2. Carta 256.ASCP )

 

TENTATIVO DI TRUFFA

 

Ed ecco ora che il Fantoni descrive un tentativo di truffa :

 

L’esame dei Registri di Spesa che io mi son fatti rappresentare ,l’ispezione che ho portata attentamente su i titoli e nomine degl’Impiegati mi hanno convinto che questo nodo gordiano non si può sciogliere che col taglio.

E’ inconcepibile infatti come una somma di 50 mila franchi a cui ascende nel budget firmato da Napoleone la spesa per il 1815 in un altro budget firmato dal Generale Dalesme per comodo forse del Commissario Pieche non si sa in qual giorno ma probabilmente nel giorno che precede la sua partenza dall’isola colla Truppa Francese , questa somma sia convertita in quella di 160 mila franchi.

Il sospetto di mala fede nella condotta del Sig. Pieche si induce con tanto maggiore fondamento in quanto che ho sicura notizia che il Consiglio di Amministrazione dell’isola,che dopo la partenza di Napoleone aveva la possibilità di fissare provvisoriamente il trattamento degl’Impiegati di Marina,salva la Sovrana Approvazione,trovò eccessivo ed esagerato il progetto che gli fu presentato dal Sig. Pieche ;ne sospese l’esecuzione invitando il Sig Generale Dalesme di darne parte al Ministro della Marina per attenderne gli ordini; e stabilì che provvisoriamente gl’Impiegati della Marina dovessero mantenersi sul piede in cui eran alla partenza di Napoleone.

Quindi fa molta sorpresa ed amarezza il veder riprodotto firmato dal Sig Pieche ne 23 giugno passato quel Budget ( ) che fu rigettato dal Consiglio di Amministrazione,il quale se oggi si vede munito della firma del nominato Dalesme è forza concludere che tale approvazione è stata meramente officiosa senza prender nemmeno cognizione di ciò che conteneva,poiché non è presumibile che quel Generale che non doveva forse ignorare l’esistenza di un altro Budget firmato nel 7 Maggio da Napoleone,volesse aumentare la spesa con tanta vistosità da 50 mila ai 160 mila franchi.”

 

(Idem come sopra)

 

CONCORRENTI ALL’IMPIEGO DI CAPITANO DEL PORTO

 

Dopo aver scritto quanto sopra il Fantoni continua parlando dei “concorrenti all’Impiego di capitano del Porto”. Ne esclude subito uno,Francesco Filidoro,bonapartista, mentre sugli altri passa ad una fine dissertazione:

 

Dopo di aver di volo fatta menzione dell’irregolarità che presenta l’attuale Amministrazione di questo Commissariato di Marina di cui propongo la soppressione rilasciando alla Clemenza di S.A.I e R. il decidere della sorte del Sig. Pieche e suo figlio,dovendo osservare che 21 anni è domiciliato in quest’isola e diventò proprietario di alcuni stabili,scendo a parlare dei Concorrenti all’Impiego di Capitano del Porto.

Sono questi

  1. Gio. Batta Alieti di Portoferraio

  2. Camillo Fiorentini,Comandante lo Sciabecco la Tisbe

  3. Lorenzo Piochi di Longone e

  4. Francesco Filidoro

Di quest’ultimo avendo rilevato superiormente le ragioni per le quali non pare che possa meritare la considerazione parlerò solo degli altri tre”

 

(Idem come sopra)

 

Sull’Alieti afferma che è “attaccato al Governo” che ha “sofferto delle persecuzioni dal passato governo francese” e perciò gode di “buona moralità e condotta” .

Non ha però titoli legali per “essere preferito” ed inoltre,continua il Fantoni,è venuto a conoscenza dal suo predecessore nell’isola Sig ( ) che avendo istruito una supplica di detto Alieti pur meritandone dava però impressione, l’Alieti, di essere animato da spirito di vendetta e rancore verso i concittadini in particolare quelli di Portoferraio.

Il Sig Camillo Fiorentini ha il merito di un lungo servizio presso il Governatore di Livorno nella Regia Marina in cui dopo 46 anni di servizio è giunto al grado di Maestro di Nave ma non è ritenuto possedere quelle cognizioni “che si richiedono per ben disimpegnare le incombenze”

Lorenzo Piochi è invece quello “che riunisce maggior requisiti per essere preso in considerazione” in quanto ha svolto l’attuale funzione di Percettore delle Contribuzioni del Cantone di Longone “con zelo e fedeltà avendo in avanti percorso la normal carriera militare incominciando dall’anno 1777”

 

Marcello Camici

 

ASCP: Archivio storico comune Portoferraio

 

GRANDUCATO DI TOSCANA ASBURGO LORENA (1737-1801/1815-1860)

 

PORTO. AMMINISTRAZIONE DELLA MARINA MILITARE E MERCANTILE.

 

 

Nel 1838 il Ferrini così parla dei porti del granducato di Toscana “…Tra i porti che incontransi nella spiaggia nostra,per la vastità e il commercio il primo è Livorno,cui giungono oltre 1000 bastimenti all’anno carichi di mercanzie estere. Porto S. Stefano, Portercole, Porto di Talamone e Porto di Piombino con altri di minore considerazione sono oggi piccoli porti per il ricovero di navi da pescatori.

Bello però e vasto è Portoferraio nell’isola dell’Elba, di qualche comodità Porto Lungone nella costa orientale della stessa isola, e commerciatissimo è il porto di Marciana, meritevole di essere riguardato come la seconda marina commerciante della Toscana” ( A. Ferrini) (1)

Quanto scrive il Ferrini è interessante perché evidenzia bene come lo stato granducale toscano ha in grande considerazione i porti che si trovano lungo la costa i quali rappresentano territorio di confine con gli altri stati.

L’Elba e tutto l’Arcipelago rappresentano luogo dove bastimenti di altri stati transitano in quanto terre di confine con tutte le questioni annesse alla sanità pubblica e alla dogana (passaporti,sedi consolari ,pagamento dei diritti di portualità ecc)

Non a caso nel 1838 sempre il Ferrini scrive “Dipartimento di Sanità. Presiedono alla Sanità due Governatori civili e militari residenti come altrove dicemmo in Livorno e a Portoferraio,i quali sono ancora Presidenti di Sanità. Questo Dipartimento dividesi in 16 Uffizi e provvede a cautelare il territorio nostro dai malori che potrebbero infestarlo, per l’imprudente avvicinamento di stranieri provenienti da luoghi infetti” (2)

A Portoferraio ,dunque,risiede il Governatore civile e militare il quale ,per i motivi sopra detti,è stato individuato come Presidente di Sanità insieme col Governatore militare e civile di Livorno.

Dei 16 Uffizi in cui si divide questo Dipartimento di Sanità del granducato di Toscana,ben 7 si trovano ubicati nell’arcipelago toscano : uno all’isola del Giglio,uno a Pianosa, cinque all’isola d’Elba(Portoferraio,Lungone,Marciana,Rio,Campo) (2)

L’organizzazione dei porti e i problemi ad essa connessi in primis la sanità pubblica (transito di navi infette)è iniziata pochi anni prima al 1838 e cioè nel 1815 .

E’ nel 1815 il Commissario Straordinario per l’Elba e Piombino,conte Agostino Fantoni, nominato in tale veste da Ferdinando III Asburgo Lorena,si trovò la responsabilità di dovere organizzare sull’Elba la nuova amministrazione granducale succeduta in forza del trattato di Vienna a quella francese napoleonica.

E’ dunque nel 1815 che si gettano le basi di quanto descritto dal Ferrini nel 1838 in relazione ai dipartimenti di sanità di marina mercantile e da guerra.

Il 15 ottobre 1815 il Fantoni redige lo “Stato Generale di Entrata dell’isola d’Elba” che invia al Direttore della Segreteria di Stato in Firenze.

Le entrate totali per l’anno 1814 sono pari a lire toscane 180430 e le voci di entrata che concorrono maggiormente sono i “Diritti di Sanità “(lire 24100) lo “Ancoraggio sui Bastimenti Esteri” (lire 11905) e i “Diritti degll’Invalidi e di TrasportI”(lire 11905).

Scrive il Fantoni nelle “Osservazioni” che “Il diritto dell'Invalidi si forma di 45 centesimi il mese per ogni Marinaro navigante.Questa percezione è odiosa e inesigibile .Non si può contare che su i Diritti di Passaporti cioè sopra sole lire 3500”

 

(Affari Generali del Commissario Straordinario dell’isola d’Elba dal 1° settembre 1815 al 16 marzo 1816.. Filza 2. Carta 226.ASCP)

 

L’amministrazione dei porti all’Elba rappresenta voce di entrata importante per le casse dello stato granducale.

 

Il 25 ottobre 1815 il Fantoni scrive una lettera a S.E. Corsini (3),direttore dell’Imperiale e Regia Segreteria di Stato in Firenze: una lettera che è memoria davvero importante ed interessante perché in dettaglio fa sapere come era amministrato il porto di Portoferraio(marina militare e mercantile) durante il governo francese e come lui intende e propone di modificare tenendo conto delle leggi e regolamenti del nuovo governo granducale.

 

Sotto il Governo Francese,oltre l’Uffizio della Sanità esisteva in Portoferraio un Commissariato di Marina che sorvegliava l’amministrazione degl’Impiegati su i Bastimenti dello Stato,la Polizia della Navigazione,la Coscrizione ed Iscrizione Marittima e tutto ciò che ha rapporto all’Amministrazione della Marina Militare e della Marina Mercantile.

Il Capitano del Porto apparteneva a quest’Amministrazione o Commissariato ma le di cui attribuzioni si limitavano ad oggetti di poca entità. Egli non era incaricato che della Polizia della Darsena,della Distribuzione dei Posti ai Bastimenti nel Porto,di proibire gl'ingombri delle Calate e d’altri piccoli oggetti di Polizia.

Ma nel Sistema Toscano non si conosce Commissario di Marina che ha per oggetto la polizia marittima,di fare le requisizioni,di tenere i registri dei Marinari di cui lo Stato può aver bisogno per l’armamento dei suoi Porti è affidata ai Commissari di Guerra.

Il Capitano del Porto in Toscana appartiene alla Amministrazione Sanitaria; le di lui incombenze sono molto più estese ed interessanti che nel sistema francese.

E’ indispensabile che quello cui sono affidate sia di un conosciuto attaccamento al Governo onde possa sorvegliare all’occorrenza tutti gli arrivi e persone sospette e che unisca all’onoratezza e alla moralità anche una piena intelligenza e abilità per il disimpegno delle sue funzioni.

Oltre le attribuzioni sopra espresse egli è altresì incaricato dell’Amministrazione della Marina Mercantile,la quale consiste nel tener la matrice o Registri dei Bastimenti di Commercio e di Marinari; di dare agli uni ed agli altri le dovute spedizioni e di tenere un Registro d’Entrata e di Sortita di tutti i Bastimenti che arrivano e partono dal Porto”

 

(Affari Generali del Commissario Straordinario dell’isola d’Elba dal 1° settembre 1815 al 16 marzo 1816.Filza 2.Carta 256.ASCP)

 

 

 

  1. “Descrizione geografica della Toscana compilata dalla Ab.A. Ferrini secondo gli ultimi riordinamenti politici,governativi e giudiciarj” pag. 40-41. Tipografia all’insegna di Clio.Firenze 1838.

 

  1. Idem come sopra ,pag 56-57.Tipografia all’insegna di Clio.Firenze 1838.

 

  1. Il principe Corsini è ministro granducale degli esteri e delegato a rappresentare la Toscana a Vienna.Nel congresso delle grandi potenze europee,si occupava anche della questione dell’Elba,interessandone soprattutto il principe di Metternich,cancelliere imperiale.

 

 

Sulla riorganizzazione dell’amministrazione portuale,continua il commissario Straordinario Fantoni a parlarne nella sua lettera-memoria del 25 ottobre 1815 indirizzata a S.E. Corsini,direttore dell’Imperiale e Regia Segreteria di Stato (Ministero degli Esteri) granducale.

 

Trova e descrive una situazione disastrosa ,insostenibile che Napoleone Bonaparte ha lasciato nell’amministrazione del porto di Portoferraio e che riguarda anche l’esistenza di un tentativo di truffa.

 

SITUAZIONE DISASTROSA

 

Il posto di Capitano del Porto è provvisoriamente occupato da Giuseppe Barsaglini in rimpiazzo di Francesco Filidoro nativo di Bastia domiciliato in Portoferraio ove ha moglie e figli.

Questo è quel Filidoro che viene addebitato di aver seguito Bonaparte nell’ultima sua impresa quando abbandonò quest’isola per tornar nuovamente in Francia. Di più avendo fatto ritorno in Portoferraio proprio in Corsica è tornato a promuovere una Rivoluzione a favore di Bonaparte e fu allora ch’ei lasciò qui a far le sue veci il nominato Barsaglini il quale non ha alcun titolo legale per continuare nell’esercizio di quest’Impiego.

Questo Filidoro è quell’istesso che fu arrestato e messo in carcere a Livorno come persona sospetta e quindi è chiaro che non può meritare la confidenza del Governo come non gode la fiducia d’una gran parte di questi Abitanti.

Da tutto ciò emerge la necessità di rimpiazzar quest’Impiego.

Ma prima di prendere a nominare Soggetti che vi concorrono mi sia permesso di rilevare che tutte le considerazioni politico-amministrative ed economiche fanno sentire la necessità di sopprimere questo Commissariato di Marina e di riunire all’Amministrazione Sanitaria quelle incombenze che erano nell’antico sistema di sua primitiva competenza.

La montatura attuale di quest’Amministrazione,i suoi Regolamenti e i suoi Impiegati riconoscono una istituzione vaga e confusa complicata ed oscura dispendiosa e illegittima.

Ora è il prefetto di Tolone da cui si vuol far dipendere ora è il Ministro della Marina ora il Governatore dell’isola ora il Generale Comandante Dalesme.”

 

( Affari generali del commissario straordinario dell’isola d’Elba dal 1° settembre 1815 al 16 marzo 1816.Filza 2. Carta 256.ASCP )

 

TENTATIVO DI TRUFFA

 

Ed ecco ora che il Fantoni descrive un tentativo di truffa :

 

L’esame dei Registri di Spesa che io mi son fatti rappresentare ,l’ispezione che ho portata attentamente su i titoli e nomine degl’Impiegati mi hanno convinto che questo nodo gordiano non si può sciogliere che col taglio.

E’ inconcepibile infatti come una somma di 50 mila franchi a cui ascende nel budget firmato da Napoleone la spesa per il 1815 in un altro budget firmato dal Generale Dalesme per comodo forse del Commissario Pieche non si sa in qual giorno ma probabilmente nel giorno che precede la sua partenza dall’isola colla Truppa Francese , questa somma sia convertita in quella di 160 mila franchi.

Il sospetto di mala fede nella condotta del Sig. Pieche si induce con tanto maggiore fondamento in quanto che ho sicura notizia che il Consiglio di Amministrazione dell’isola,che dopo la partenza di Napoleone aveva la possibilità di fissare provvisoriamente il trattamento degl’Impiegati di Marina,salva la Sovrana Approvazione,trovò eccessivo ed esagerato il progetto che gli fu presentato dal Sig. Pieche ;ne sospese l’esecuzione invitando il Sig Generale Dalesme di darne parte al Ministro della Marina per attenderne gli ordini; e stabilì che provvisoriamente gl’Impiegati della Marina dovessero mantenersi sul piede in cui eran alla partenza di Napoleone.

Quindi fa molta sorpresa ed amarezza il veder riprodotto firmato dal Sig Pieche ne 23 giugno passato quel Budget ( ) che fu rigettato dal Consiglio di Amministrazione,il quale se oggi si vede munito della firma del nominato Dalesme è forza concludere che tale approvazione è stata meramente officiosa senza prender nemmeno cognizione di ciò che conteneva,poiché non è presumibile che quel Generale che non doveva forse ignorare l’esistenza di un altro Budget firmato nel 7 Maggio da Napoleone,volesse aumentare la spesa con tanta vistosità da 50 mila ai 160 mila franchi.”

 

(Idem come sopra)

 

CONCORRENTI ALL’IMPIEGO DI CAPITANO DEL PORTO

 

Dopo aver scritto quanto sopra il Fantoni continua parlando dei “concorrenti all’Impiego di capitano del Porto”. Ne esclude subito uno,Francesco Filidoro,bonapartista, mentre sugli altri passa ad una fine dissertazione:

 

Dopo di aver di volo fatta menzione dell’irregolarità che presenta l’attuale Amministrazione di questo Commissariato di Marina di cui propongo la soppressione rilasciando alla Clemenza di S.A.I e R. il decidere della sorte del Sig. Pieche e suo figlio,dovendo osservare che 21 anni è domiciliato in quest’isola e diventò proprietario di alcuni stabili,scendo a parlare dei Concorrenti all’Impiego di Capitano del Porto.

Sono questi

  1. Gio. Batta Alieti di Portoferraio

  2. Camillo Fiorentini,Comandante lo Sciabecco la Tisbe

  3. Lorenzo Piochi di Longone e

  4. Francesco Filidoro

Di quest’ultimo avendo rilevato superiormente le ragioni per le quali non pare che possa meritare la considerazione parlerò solo degli altri tre”

 

(Idem come sopra)

 

Sull’Alieti afferma che è “attaccato al Governo” che ha “sofferto delle persecuzioni dal passato governo francese” e perciò gode di “buona moralità e condotta” .

Non ha però titoli legali per “essere preferito” ed inoltre,continua il Fantoni,è venuto a conoscenza dal suo predecessore nell’isola Sig ( ) che avendo istruito una supplica di detto Alieti pur meritandone dava però impressione, l’Alieti, di essere animato da spirito di vendetta e rancore verso i concittadini in particolare quelli di Portoferraio.

Il Sig Camillo Fiorentini ha il merito di un lungo servizio presso il Governatore di Livorno nella Regia Marina in cui dopo 46 anni di servizio è giunto al grado di Maestro di Nave ma non è ritenuto possedere quelle cognizioni “che si richiedono per ben disimpegnare le incombenze”

Lorenzo Piochi è invece quello “che riunisce maggior requisiti per essere preso in considerazione” in quanto ha svolto l’attuale funzione di Percettore delle Contribuzioni del Cantone di Longone “con zelo e fedeltà avendo in avanti percorso la normal carriera militare incominciando dall’anno 1777”

 

Marcello Camici

 

ASCP: Archivio storico comune Portoferraio

 

 

CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

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