carceri1

 

ANTICA STAMPA DELLE CARCERI DI PORTOFERRAIO...SULLO SFONDO LA TORRE OTTAGONALE MEDICEA DOVE FU RINCHIUSO, VERSO LA FINE DELL'800, PASSANNANTE ATTENTATORE DEL RE, E VI PERSE IL SENNO PER I MALTRATTAMENTI. MENTRE NEL 1933 FU RECLUSO POLTICO IN TALE STRUTTURA SANDRO PERTINI ANTIFASCISTA. SU ENTRAMBE LE VICENDE TROVATE IN QUESTO SITO AMPIE NOTIZIE

 

 

GRANDUCATO DI TOSCANA ASBURGO LORENA (1737-1801/1814-1860)

LAVORI PUBBLICI ALL’ISOLA D’ELBA.

MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’ DELLA VITA NELLE CARCERI.

 

Il commissario straordinario per l’Elba e Piombino,conte Agostino Fantoni,che per conto di Sua Altezza Imperiale e Reale,il Granduca Ferdinando III, fu nominato ad amministrare l’immediato periodo post napoleonico nei territori che erano stati occupati dai francesi ,trovò una situazione carceraria che all’Elba era disastrosa.

E’ quanto si apprende da una relazione dello stesso Fantoni:

“….Carceri.

Le carceri che nel sistema francese dovevano essere divise in varie Classi,in Portoferraio sono tutte d’una qualità,cioè cattiva senza ventilazione e per conseguenza malsane,specialmente nella stagione estiva in cui l’aria mefitica che si respira nelle medesime fa ammalare quegli infelici che vi sono destinati a languire ed è della più grande importanza e necessità che il Governo si occupi per il loro miglioramento”

(Affari generali del Commissario Straordinario dell’isola d’Elba dal 1°settembre 1815 al 16 marzo 1816.Filza n 3.Carta 379.ASCP )

Si apprende ancora da un relazione dello stesso Fantoni quanta era la spesa pubblica per “Pigione carceri presso le Comuni” e per il “Mantenimento dei Carcerati” nell’anno 1815.

La voce di spesa “Mantenimento dei carcerati” , per un totale di Lire toscane 2382.1.4, la si ritrova ripartita a carico di ogni comunità dell’isola(Portoferraio,Marciana,Poggio,Marina di Marciana,San

Piero,S.Ilario,Capoliveri,Lungone,Rio,Marina di Rio ).

Ciò non deve sorprendere poiché per ogni comunità era previsto un giudice di pace con compiti di

amministrazione della giustizia in prima istanza.

La voce di spesa per pagamento “Pigioni delle Carceri presso le Comuni” è pari ad un totale di lire toscane 1362.7.2

Dal carteggio del governatore militare e civile dell’Elba,conte Strasoldo,si apprende che il Granducato di Toscana,preso atto della orrenda situazione carceraria si dette da fare per migliorarla a cominciare proprio dalla qualità della vita dentro le carceri e non solo in quelle dell’Elba ma di tutto il Granducato.

Il 29 aprile 1816 il devotissimo servitore A. Puccini dalla Presidenza del Buon Governo in Firenze invia una “Circolare relativa al servizio delle Carceri…perché osservato sia ovunque un sistema uniforme e costante in questa parte di servizio,saranno portati ad esecuzione i seguenti Ordini ed Istruzioni” .

(Affari generali del Governo dell’isola d’Elba anno 1816.Filza 3.Carta 165.ASCP)

Seguono quindici Ordini ed Istruzioni per procedere alla creazione di un inventario di tutto quello che è contenuto dentro le carceri granducali dai mobili,ai materassi,alle coperte,stoviglie ecc.

“I°. Dovrà essere riscontrata il dì 1 Maggio 1816 la quantità e la qualità dei Mobili esistenti in ciascuna delle Carceri del Gran-Ducato e confrontata con l’Inventario dei medesimi che si ritrova nei Tribunali II°. Assisteranno a questa operazione il Giusdicente ed il Cancelliere Comunitativo alla presenza del Consegnatario attuale III° Saranno concordati uno o più Periti per eseguire la stima di detti effetti e la differenza in meno della stima fissata nell’Inventario già esistente diverrà a favore della Cassa fiscale ,un Debito del Consegnatario come quello che ha fin qui lucrata l’antedetta indennità e sarà steso l’Atto di questa Perizia da firmarsi anche da detto Consegnatario…..”

( Idem come sopra )

 

carceri2

 

IMMAGINE DEL CARCERE DI PORTO AZZURRO, UN TEMPO PORTLONGONE, ANCORA FUNZIONANTE

Quindi si ordina che sia formato un nuovo Inventario per ogni stabilimento carcerario,individuando nel “Custode” un preciso responsabile insieme col “Giusdicente”.

Si ordina infatti che “in ogni mese e in giornate non fisse per mezzo del Giusdicente ,che dovrà farsi

assistere dal Cancelliere Comunitativo,la visita e riscontro,capo per capo,con l’Inventario alla mano,di tutti i Mobili,per verificare se si conservano dal Custode con quella attenzione che conviene, e se il consumo è corrispondente all’uso ordinario e regolare dei Mobili o se questo è eccessivo.

Se sarà trovato dell’abuso,perché il Custode non abbia procurato che i Materassini e Coperte in specie siano di tempo in tempo messe all’aria,acciò si prosciughino,e si purghino,sarà responsabile personalmente dei danni che la sua incuria potrà aver cagionati….

“XV°. I Giusdicenti ai quali incombe di prestare tutta l’attenzione per l’interesse del R. Fisco,avranno una speciale cura che non si introducano abusi,che le Materasse e Coperte ed ogni altro Attrezzo sia conservato colla diligenza maggiore e che le Visite Mensuali non siano atti di pura formalità ma servano all’oggetto preciso ed al fine economico per cui sono state ordinate”

(Idem come sopra)

Dopo avere preso provvedimenti riguardanti la qualità della vita dentro le carceri, il Granducato di

Toscana passò a mettere in atto importanti lavori pubblici riguardanti l’edilizia carceraria.

E’ quanto si apprende da una circolare scritta ed inviata dall’Uffizio Fossi di Pisa nel dicembre del 1818 al Cancelliere Comunitativo dell’Elba.

Si tratta di riparazioni alle carceri già esistenti e della creazioni di nuove al palazzo della Biscotteria a Portoferraio.

“Circolare 1424.

Ecc.mo Signore

Non convenendo procrastinare ulteriormente le riparazioni necessarie a codeste Carceri per attendere dall’Architetto Sig. Benini il dettaglio preciso degli altri lavori indicati nella sua Relazione de 7 Febbraio decorso e che rimangono per ora in sospeso,approvo che l’esecuzione delle medesime venga data in Accollo salva la Sanzione di questo Dipartimento al minore e migliore offerente ai Pubblici Incanti sulla somma di lire 9984.9.10 a cui si fa ascendere il loro costo con l’ultimo dettaglio potuto ottenere dal Sig. Benini medesimo e che differisce dalle Somme da esso prognosticate in quelle del febbraio e luglio decorso.

Ritornandole quindi tutte le piante e stime comunicatemi le respingo ora il quaderno d’oneri e condizioni a cui deve farsi l’aggiudicazione e che ho dovuto in alcune parti variare essendomi sembrato irricevibile e capace di allontanare ogni giudizio ( ) al condizione appostavi d’eseguire senza alcuna indennità, purchè isolatamente non passasse la spesa di lire cinquanta….

Ugualmente insolita e gravosa doveva necessariamente sembrarmi l’altra condizione per cui l’Architetto assistente si assegnava la retribuzione del tre per cento sul prezzo dell’aggiudicazione ed essendo però anche questa da me stata soppressa la Magistratura potrà incaricare di tale assistenza il mio Perito commerciale o volendo ancora altro soggetto capace a cui l’autorizzo a promettere a lavoro ultimato una discreta recognizione.

Desidero pure che la Magistratura concerti con S.E. codesto Sig. Governatore la nomina di due Deputati onesti che in unione al detto Perito invigilino ed assistano alla buona esecuzione dei Lavori medesimi.

Dovendo procedere agli incanti è indispensabile onde non incorrere in pregiudizi che la Perizia sia riportata in Carta bollata e registrata e nel modo di ciò fare Ella potrà concertarsi con codesto Ministro Esattore del Registro.

Inoltre avendo osservato che nel dettaglio presentato dal Sig. Benini vi sono rapporto ed osservazione di lavori e qualità di materiale alcune condizioni non riportate nell’ultimo,o converrà che ambedue siamo riportate nel Contratto o che Ella onde non dar luogo a contestazioni si compiaccia aggiungere a tutto ciò che è nell’altro e che il Sig. Benini ha omesso. Nell’atto poi di rendermi conto del resultato degli Incanti Ella si compiacerà di rimettermi la minuta del Contratto da stipularsi per mezzo di Notaro perché la Comunità possa prendere le sue prescrizioni su i Beni del Cottimante e suo Mallevadore e le raccomando d’usare la massima precisione nei termini e condizioni da inserirsi nel Contratto medesimo onde non abbiano in alcun tempo ad insorgere difficoltà sull’intelligenza delle medesime che impegnino la Comunità in questioni.

La prego ugualmente a procurare che tutto si faccia con la massima sollecitudine e regolarità e che non manchi un buon Cottimante per evitare il caso che i lavori debbano farsi a nota e per conto della Comunità.Ed in attenzione di suoi ulteriori riscontri passo a segnarmi con la solita distinta stima.

Di VS Ecc.ma

Pisa dall’I. e R. Uffizio dei Fossi

Lì 2 Dicembre 1818

Dev.mo Serv.re

G. Mecherini”

(Corrispondenza con Uffizio Fossi di Pisa dal 1815 al 1817.C65.Carta 465.468.ASCP)

Allegata alla presente circolare è un contratto che lo stesso Mecherini invia alla Magistratura Comunitativa di Portoferraio .

Il titolo di tale contratto è “Condizioni ed Oneri che dovranno osservarsi dall’Aggiudicatario dei lavori delle nuove carceri e miglioramento delle attuali nel Fabbricato della Biscotteria in questa città di Portoferraio”. E’ costituito da quattordici articoli.

Questo carteggio tra Cancelliere Comunitativo dell’Elba e Provveditore Soprassindaco dell’Uffizio Fossi di Pisa è interessante perché evidenzia bene come i lavori pubblici di qualsiasi natura per essere eseguiti dalla Magistratura Comunitativa dovevano avere l’assenso superiore dell’Uffizio Fossi di Pisa.

E’ inoltre interessante perché evidenzia un modo di procedere assai frequente della pubblica

amministrazione granducale nell’esecuzione di lavori pubblici. In questo caso i lavori vengono dati in accollo mediante pubblico incanto al minore e miglior offerente sulla somma stimata per l’esecuzione dei lavori,somma stimata da un perito nominato dalla Magistratura,in questo caso l’architetto Benini.

Avvenuto il pubblico incanto, l’aggiudicazione dei lavori e prescelto l’Accollatario Cottimante, questi doveva stipulare con la Magistratura le condizioni del contratto: nella stipula di questo contratto l’Accollatario Cottimante doveva indicare un Mallevadore da lui scelto ma che doveva essere accettato dalla Magistratura Comunitativa.

Il lavoro è eseguito a ‘cottimo’: la retribuzione del lavoro è riferita alla quantità di prodotto lavorato. Ciò vale a dire che più si produce più si viene retribuiti.

Questo tipo di lavoro è infatti direttamente controllato dalla Magistratura Comunitativa che disponeva “deputati”,persone di sua fiducia in genere facenti parte della stessa Magistratura ,che durante l’esecuzione dei lavori controllavano il lavoro e nella sua quantità e nella sua qualità.

Anche queste condizioni stipulate dalla Magistratura Comunitativa dovevano avere l’assenso superiore dell’Uffizio dei Fossi di Pisa.

In questo caso il “quaderno d’oneri e condizioni” viene respinto dall’Uffizio Fossi di Pisa.

 

Marcello Camici ASCP.

Da Archivio storico comune Portoferraio

 

carceri3

 

IL CARCERE DI PIANOSA ORA DISMESSO

CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

Questo sito utilizza cookie utili a migliorare la consultazione delle nostre offerte.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando su qualunque suo elemento, acconsenti all’uso dei cookie.