GRANDUCATO DI TOSCANA ASBURGO LORENA(1737-1801/1814-1859)

DELL’IMPOSISIZIONE REGIA E COMUNITATIVA E DEL MODO DI ESIGERLA

SUPPLICA PER SOSPENSIONE ADDEBITO PAGAMENTO DELLE TASSE

 

Contro l’imposizione fiscale del Granducato di Toscana il contribuente poteva ricorrere con istanze e suppliche per richiedere non solo una riduzione “,defalco”, ma anche una sua eliminazione mediante “abbuono” ,il tutto doveva avvenire entro il 31 maggio di ogni anno.

Esistevano poi dei “privilegi” che permettevano di non pagare tasse o averle ridotte, tra questi ricordo quello chiamato “privilegio dei dodici figli” e quello chiamato”privilegio delle donne “ di cui parlerò a parte.

Quando la tassa non veniva pagata scattava l’applicazione dell’articolo di legge secondo cui era il tribunale a provvedere all’esazione:

“LXXII Trascorsi gli indicati otto giorni il Camarlingo dovrà,fatto lo spoglio dei debitori morosi,consegnare nel tempo e termine di cinque giorni le poste in esazione ai rispettivi tribunali,perché sia proceduto agli atti esecutivi contro detti debitori morosi , i quali in tal caso anderanno soggetti alla penale dell’otto per cento”

(Circolari e ordini dal Soprassindaco Provveditore dal 1815 al 1818.C64.Carta 40. ASCP)

“I debitori morosi” sono i contribuenti che non hanno adempiuto al pagamento nei modi e nei tempi

prescritti e, per questo ,i loro nominativi sono stati consegnati dal Camarlingo comunitativo al

tribunale”perché sia proceduto agli atti esecutivi”

E’ quanto accadde ad alcuni contribuenti a Capoliveri nel 1816 .

Essi si rivolsero con supplica per avere sospensione dal tribunale dell’addebito del pagamento .

L a vicenda si svolge in questi termini: Bernardo Gesi ,membro della Magistratura di Capoliveri ed uno dei supplicanti,scrive a al Sig. Cornacchini ,Auditore Vicario (giudice) dell’isola d’Elba,spiegando la situazione che si è creata dopo che il “Cursore” (ufficiale che notifica l’atto giudiziario) ha consegnato la “Cedola”(cedola di citazione) di addebito moroso agli interessati ,allegando a tale lettera la supplica.

 

LETTERA ALL’AUDITORE VICARIO

“Il.mo Sig.re

I clamori,i pianti e le grida che in questo giorno si sono sentiti da alcuni debitori della contribuzione fondiaria sono indicibili: al momento che dal Cursore gli è stata consegnata la Cedola di doverla pagare ,alcuni di essi si sono portati da me come uno dè Membri del Magistrato colle lagrime agli occhi facendomi conoscere lo stato loro deplorabile e perciò nell’impossibilità di potere al presente contribuire ad un tal obbligo.

Essi hanno pregato,i Primari possidenti del Paese,ad umiliare a VS Ill.ma una Supplica che è questa che le compiego ,dalla quale potrà rilevare il quadro veridico della nostra situazione.

Io dunque nella mia qualità di Priore della Magistratura unisco le mie preghiere a quelle degli Il.mi miei Concittadini pregando Vs Ill.ma a prendere in matura considerazione le giuste e veridiche rimostranze affinchè il di Lei valevole Patrocinio possa essere efficace per il buon esito di una Causa così importante; pregando inoltre la di Lei bontà volersi compiacere per calmare i spiriti cotanto afflitti dè poveri contribuenti,di un favorevole riscontro.

Se la stagione non fosse stata così critica mi sarei fatto un dovere di venire di Persona e meglio a viva voce gli avrei presentato i fatti.

Gradisca VS Ill.ma gli Atti più sinceri della mia inalterabile servitù,colla quale ho il piacere di confermarmi col più rispettoso ossequio.

Di VS ill.ma Sig.re Cornacchini Uditore Vicario dell’isola d’Elba

Capoliveri lì 30 Marzo 1816

 

 

Bernardo Gesi uno dè Membri del Magistrato supplica come sopra

Vincenzo Sardi Possidente supplica come sopra

Il Canonico A. Bartolini che nella sua qualità di Curato è più di ogni altro a portata della desolazione ed inedia in cui giace il suo Popolo supplica come sopra

Adriano Bartolini uno dei Possidenti supplica come sopra

Cristofano Baldetti uno del Magistrato conferma quanto sopra

Pavolo Capocchi Possidente supplica come sopra

Francesco Conci Possidente supplica come sopra “

(Affari generali del Governatore militare e civile dell’isola d’Elba 1816. Idem come sopra)

Ricevuta la supplica l’Auditore Vicario informa il Governatore militare e civile dell’Elba,conte Strasoldo,il quale si attiva scrivendo sia al Cancelliere Comunitativo dell’isola che allo stesso Auditore Vicario.

Poi scrive anche al Direttore delle RR Imposte di Firenze, il 2 Aprile 1816.

Ed ecco la risposta da Firenze ricevuta dal governatore Strasoldo:

“Ill.mo Sig.Sig. Col.mo

L’Imperiale e Real Governo per un riguardo speciale alle circostanze attuali di codesti Abitanti si è

determinato ad ordinare che sieno sospesi fino a nuovo ordine le molestie contro i Debitori della Tassa Fondiaria arretrata a tutto il decorso anno 1815 senza che per questo ne rimangano assolti e senza che si sospenda la formazione del Prospetto necessario per regolare in appresso e sospende l’Imposta Prediale.

 

Vs ill.ma si compiacerà avvisare di questa graziosa disposizione il Sig. Direttore Cantini non meno che codesto Sig. Auditor Vicario e chiunque altro ancora ,mentre col più distinto ossequio passo a confermarmi

Di VS Il.,ma

Firenze Dall’Imp. e R. Segreteria di Firenze

Lì 6 Aprile 1816

Visto Dev.mo Obbl.mo Serv.re

Frullani G. Moroni “

(Affari generali del Governatore militare e civile dell’isola d’Elba anno 1816.Filza n 57.ASCP )

Il Sig. Cantini è il direttore dell’Uffizio principale dell’imposte sito in Portoferraio al quale i “debitori morosi” avrebbero dovuto pagare l’imposta Prediale cosa che non avvenne in quanto fu sospesa per “graziosa disposizione” dell’Imperiale e Regio Governo che ebbe “un riguardo speciale alle circostanze attuali” dei supplicanti.

Marcello Camici

ASCP.Archivio storico comun

GRANDUCATO DI TOSCANA ASBURGO LORENA (1737-1801/1814-1859)

DELL’IMPOSIZIONE REGIA E COMUNITATIVA E DEL MODO DI ESIGERLA

DEFALCHI ED ABBUONI

Nell’avviso di pagamento delle tasse consegnato dal Donzello al contribuente è esplicitamente scritto che può essere richiesto “defalco” e “abbuono” mediante “istanza” e “supplica” non oltre un preciso di tempo indicato che è il 31 maggio.

Questo termine ben preciso vien ribadito e spiegato con circolare dell’Uffizio dei Fossi di Pisa al Cancelliere Comunitativo di Portoferraio dove si invita le Magistrature Comunitative ad essere “caute nell’accordare li sgravi e defalchi che verranno loro richiesti”:

“Circolare N 580

A forma delle indicazioni contenute negli avvisi in stampa per il pagamento del Dazio e Tassa di

Famiglia,nessuna Supplica o Istanza per sgravio da quest’ultima Imposizione deve essere ammessa dopi il 31 Maggio di ciascun anno.

Dopo che è stato così determinato superiormente un termine perentorio all’esibizione delle Istanze di sgravio,pare che sia conveniente per il servizio di stabilire un termine alla loro risoluzione ad oggetto di farne un solo affare ,con minore incomodo di corrispondenza,tanto per questo Dipartimento,che per le diverse Cancellerie.

Spirata perciò l’epoca sopraindicata i Cancellieri Comunitativi di questo Dipartimento formeranno sollecitamente delle domande presentate a forma della Circolare in stampa de 17 Ottobre 1815 di n. 1133,un solo Stato,lo faranno rivestire dall’approvazione del Magistrato e dentro il Mese di Giugno di ciascun anno lo rimetteranno con il loro parere a quest’Uffizio per l’opportuna Sanzione.

Avvertiranno in tal circostanza i Cancellieri le Magistrature Comunitative,che non dovendosi assolutamente fra quote inesigibili ,defalchi,e spese oltrepassare il dieci per cento imposto a benefizio delle Comunità,sieno caute nell’accordare li sgravi e defalchi che verranno loro richiesti ,procurando di richiamare ancora le Poste date al Tribunale , e lasciare disponibile una discreta somma per cuoprire quelle poste che nel rimanente dell’anno esser potrebbero trovate legalmente inesigibili.

Partecipi pertanto VS Eccellentissima a chi occorre tali disposizioni ,ne procuri a suo tempo il puntuale adempimento,dandomi frattanto riscontro d’aver ricevuta la presente e mi creda con la solita stima

Di VS Ecellentissima

Pisa dall’I. e R. Uffizio dè Fossi

Lì 6 maggio 1817

Devotissimo Servitore

Cav. Flaminio Dal Borgo

Provveditore “

(Circolari e ordini dal Soprassindaco Provveditore dal 1815 al 1818.C64.Carta 74.ASCP)

Le istanze e/o le suppliche per abbuoni e defalchi per il pagamento delle tasse,previste dalla legge, erano indirizzate dal contribuente al Camarlingo della Magistratura Comunitativa e poi erano messe dal Cancelliere Comunitativo all’ordine del giorno dell’”adunanza magistrale” e qui discusse e votate con specifica “tratta”.

Se accettate erano poi inviate per la definitiva approvazione ,”sanzione”,all’Uffizio dei Fossi di Pisa. Per l’anno 1818 la Cancelleria della comunità di Portoferraio fa un elenco dello “ Stato dei Defalchi ed abbuoni per la Tassa di Famiglia per il corrente anno 1818 che la Magistratura Comunitativa di Portoferraio propone accordare al di Lei Camarlingo”

(Corrispondenza con Uffizio Fossi di Pisa dal 1817 al 1818 .C65.Carta 404.ASCP).

 

Nell’elenco,scritto da Ugolini, Cancelliere Comunitativo di Portoferraio al Provveditore dell ‘Imperiale e Regio Uffizio dei Fossi di Pisa per la definitiva approvazione , sono riportati 19 nomi e cognomi di contribuenti per i quali si propone il “defalco” e”abbuono” con relativo numero di Dazzaiolo ,classe di appartenenza(sono cinque le classi in cui è suddivisa la tassa di famiglia),entità della somma di tassa da pagare e la proposta di defalco approvata dalla Magistratura.

I motivi per i quali viene accettata l’istanza e la supplica di falco e/o abbuono per la tassa di famiglia da parte della Magistratura Comunitativa sono i seguenti:

“per avere abbandonato la Comunità”,”Indigente”,”Morto ed i suoi eredi sono miserabili”,”Portati ambedue per errore nella Classe 2° quando dovrebbero essere collocati nel grado 3°”,”diminuito di Lire 5 per essere stato collocato erroneamente in prima Classe” (Idem come sopra).

Al fondo dell’elenco segue uno scritto del Cancelliere Ugolini sempre indirizzato al provveditore dell’Uffizio dei Fossi di Pisa .

Tale scritto oltre a chiarire come avviene la delibera della Magistratura porta a conoscenza anche che lui, come Cancelliere, sostiene tale “deliberazione magistrale” perché afferma “concorro nel sentimento esternato dalla Magistratura “ nella deliberazione :

“Portoferraio dalla Cancelleria Comunitativa li 12 giugno 1818.

Adunati Serviti Servono.

Gli Ill.mi Gonfaloniere e Priori rappresentanti la Magistratura Comunitativa di Portoferraio in pieno numero di cinque per trattare vedute ed esaminate l’Istanze esibite a tutto il 31 Maggio prossimo passato dall’Individui sottoposti alla Tassa di Famiglia per il corrente anno 1818 che si sono creduti gravati dalla quota e grado assegnatole. Veduta la nota presentata dal loro Camarlingo per ottenere Defalco delle quote non potute esigere da persone o che hanno definitivamente cessato dimorare in questa Comunità senza lasciare capitali o che sono effettivamente indigenti o Morte indigenti o che non sono esigibili per equivoco proprio nei Cognomi e Nomi dai Sig.ri Deputati senza che siasi potuto retificare .

Veduto ed esaminato il presente Prospetto da me infrascritto Cancelliere d’ordine delle SS Loro Il.me nel quale sono composti tanto gli Individui che supponendosi gravati hanno presentati i rispettivi Reclami quanto gli altri compresi nelle predetta Nota del Camarlingo in numero di 19 fra tutti.

Considerando che tutti i predetti Individui ad eccezione degli ultimi tre per le ragioni marcate nel Prospetto meritano i proposti Defalchi .Che sebbene la somma contemplata per quell’oggetto all’art. 30 del Bilancio di Previsione del corrente anno non sia che di lire 50._._ quando i proposti Defalchi eccedono lire 4._._nonostante quest’eccedente può essere fatto buono al Camarlingo l’avanzo di lire 25.13.4 che presenta il reparto di tale Tassa non contemplato nel Bilanciogiacchè il Contingente posto in Entrata all’aArt. 2 del Bilancio fu di Lire 1430._._ compreso l’aumento del Decimo è quello resultante effettivamente dal Reparto di detta Tassa dè 26 Dicembre 1817 ammontando a lire 1455.13.4 da il predetto eccedente di lire 25.13.4 non previsto in entrata.

Deliberano Deliberano

Approvarono il Prospetto compilato come sopra rigettarono le domande dei Sg.ri Marinari,Pecsetti e Rutigni ultimi descritti in detta Nota come resultati ( ) e proposero abbuonarsi al Sig. Camarlingo la somma di lire cinquantaquattro e soldi dieci in quanto a lire 50 sull’art. 30 del Bilancio del corrente anno 1818 e in quanto alle lire 4.10._ sull’eccedente di lire 25.13.4 che presenta il Reparto della suddetta Tassa ,salva l’approvazione dell’Ill.mo Sig. Cavaliere Provv.re dell’Uffizio Fossi di Pisa,convalidando il tutto con Partito di voti favorevoli cinque contrari nessuno. Sembrando alla mia Comunità giusti i motivi per i quali sono stati accordati i predetti Defalchi e i mezzi proposti per farne ottenere l’abbuono al Camarlingo,concorro nel sentimento esternato dalla Magistratura nella sopra descritta Deliberazione dè 12 stante,rimettendomi

Dalla Cancelleria Comunitativa di Portoferraio lì 16 giugno 1818

Ugolini Cancelliere”

(Idem come sopra)

Questa lettera spedita dal Cancelliere all’Uffizio Fossi di Pisa a lui ritorna con in fondo scritto:“Il Sotto Provveditore dell’I. e R. Uffizio dei Fossi di Pisa acquisisce la Deliberazione Magistrale di

Portoferraio del 16 Giugno 1816 con la quale si accordano i defalchi della Tassa Familiare in lire

duecentocinquantaquattro e soldi dieci nel modo proposto Pisa dall’I.e R. Uffizio dei Fossi

G. Mecherini”

(Idem come sopra)

Dopo l’acquisizione della “Deliberazione Magistrale” ,ecco la risposta dell’Uffizio Fossi di Pisa con lettera e circolare al Cancelliere Comunitativo di Portoferraio:

“N° 1293 Ecc.mo Signore

Quando codesta Magistratura ha creduto plausibile i motivi per concedere al Sig. Camarlingo Alieti i defalchi di alcune poste inesigibili ed indicate nelle Deliberazioni dè 3 ottobre caduto,non vi è alcuna difficoltà che siano questi posti nel suo Rendimento dei Conti,spettando poi al primo Ragioniere di quest’Uffizio Sig.re Raimondo Biadi l’esaminare se i Recapiti che devono servire di giustificazione per l’ammissione di tal Defalchi siano sufficienti per ottenerli.

Tanto in replica valla Sua dè 24 caduto,mentre con tutta la stima mi segno

Di VS Ill.ma

Pisa dall’I.e R. Uffizio dei Fossi

Lì 4 Novembre 1818”

Dev.mo Servitore

G. Mecherini”

(Idem come .C65.Carta 445.ASCP)

L’Uffizio dei Fossi di Pisa,dunque, sospende l’approvazione evidentemente perché le giustificazioni di contabilità amministrativa addotte dal cancelliere comunitativo di Portoferraio non lo convincono e lascia al primo ragioniere del suo Ufficio approfondire se i “Recapiti”, cioè le giustificazioni addotte per giustificare l’ammissione di tali Defalchi siano sufficienti per ottenerli.

Marcello Camici

ASCP.Archivio storico comune Portoferraio

DELL’IMPOSIZIONE REGIA E COMUNITATIVA E DEL MODO DI ESIGERLA.

TASSA PREDIALE

 

 

 

Caduto Napoleone e restaurato il Granducato,Sua Altezza Imperiale e Reale Ferdinando III “per grazia di Dio Principe imperiale d’Austria,Principe reale d’Ungheria e di Boemia ,Arciduca d’Austria,Granduca di Toscana”, il 16 settembre 1816, promulga una legge,sotto forma di editto, che riordina e riforma l’amministrazione finanziaria del granducato.

Ho già parlato del Camarlingo e del Cancelliere Comunitativo che sono gli amministratori della Magistratura Comunitativa(Comune) addetti a far funzionare in ogni comunità l’imposizione regia e comunitativa.Al centro dell’azione legislativa di riforma amministrativa c’è l’introduzione della Tassa Prediale che rappresenta la tassazione,chiamata “tangente”, che porta denaro non solo nelle regie casse , la “Cassa dell’Imperiale e Regia Depositeria”, ma anche in quelle delle comunità locali.

La Tassa Prediale è infatti imposta diretta sugli immobili,censi e livelli stabilita dal governo con reparto per ogni singolo dipartimento (erano quattro in tutto i dipartimenti del Granducato) .

All’interno di ogni dipartimento, per ogni singola comunità compresa dentro il dipartimento, era poi ripartita la cifra relativa alla tassa prediale che era da pagare da parte dei soli possidenti.

Questa imposizione regia diventa così anche comunitativa perché la somma stabilita da pagarsi da ogni singola comunità era poi da questa ,tramite il “dazzaiolo”(registro sul quale era segnato accanto al nome del contribuente la rispettiva quota d’imposta),suddivisa tra i possidenti-contribuenti ed esatta .

All’Elba già nel novembre del 1815, pochi mesi dopo che Napoleone era fuggito,il restaurato governo granducale si dà da fare per far pagare le tasse.

Il “devotissimo servitore “ G.Bartolommei ,dall’Uffizio Generale delle Comunità in Firenze,invia al

Cancelliere Comunitativo dell’Elba ,Guidoni,la copia autentica del Motuproprio di S.A.I. e R. relativo al Nuovo Sistema Amministrativo dell’Elba (ne abbiamo già parlato) dove ,a proposito di tasse,si legge che :

“….I ministri della Cancelleria concertandosi alle Magistrature,si occuperanno della certificazione degli Estimi o sia della Valutazione dei Possessi i quali dovranno essere soggetti ad una più discreta e proporzionata Tassa Prediale.Il Governatore di Portoferraio invigilerà alla retta esecuzione e ne parteciperà il Resultato all’Imperiale e Reale Segreteria di Firenze…” (Nuovo Sistema Amministrativo dell’Elba in Circolari e ordini del Soprassindaco Provveditore dal 1815 al 1818.C64.Carta 38bis.ASCP)

Appena un anno dopo,con la legge del settembre 1816 viene introdotta la Tassa Prediale che sostituisce la Tassa di Redenzione come imposta immobiliare,essendo questa ultima ritenuta ingiusta ricadendo indistintamente sui possidenti di immobili sia che essi ne possedessero molti o pochi,piccoli o grandi. C’è dunque necessità di un catasto immobiliare preciso ed efficiente: ed infatti in prima applicazione della legge di cui sopra viene esplicitamente richiesta anche la tassa per il nuovo catasto:”imposizione per il nuovo catasto” .

L’editto 16 settembre 1816 dedica alcuni articoli al riordino e alla riforma dell’amministrazione finanziaria del Granducato che sono tutti riuniti nel capitolo intitolato “Dell’Imposizione Regia e Comunitativa e del modo di esigerla”

Art. LXIII

E’ abolita la semplice e doppia Tassa di Redenzione come quella che non avendo più l’appoggio degli antichi titoli redenti,presenta una diseguaglianza d’imposta contraria al giusto,ed uniforme Reparto dei Pubblici pesi in proporzione del possesso e valore territoriale di ciascuna Comunità “ (Legge 16 settembre 1816.Circolari e ordini dal Soprassindaco Provveditore dal 1815 al 1818.C64.Carta 40.ASCP)

Con questo articolo il legislatore ha provveduto alla abolizione della Tassa di Redenzione perché “presenta una diseguaglianza d’imposta contraria al giusto”.

Nell’articolo di legge che segue,essa viene sostituita con “altra Tassa detta Prediale” la quale sarà esatta “secondo il reparto che ne sarà ordinato “ su ogni Comunità con motuproprio di S.A.I. e R.,motuproprio di cui parleremo e nel quale viene riconosciuto il “reparto” con cui sarà la tassa prediale ripartita,distribuita sul territorio granducale e cioè la “forza Territoriale di ogni Comunità per attribuire a ciascuna la rata proporzionale della Tassa Prediale”

“Art. LXIV

Per la somma corrispondente a detta Tassa sarà alla medesima sostituita altra Tassa così detta Prediale secondo il reparto,che ne sarà ordinato con nostro Motuproprio sopra ciascuna Comunità”(Idem come sopra)

Alla Tassa Prediale così introdotta potrà essere aggiunta anche quella che occorre per supplire alle spese Comunitative divenendo in tal modo l’imposizione regia anche comunitativa. Tutto ciò è previsto nell’articolo di legge seguente:

“Art. LXV

A questa Tassa potrà essere aggiunta quella occorrente a formare la somma che abbisognerà per supplire alle spese Comunitative di quelle Comunità le quali non hanno fondi o rendite in proprio bastanti a far fronte alle partite di uscita che saranno sanzionate nel Bilancio di Previsione

Art. LXVII.

La tassa Prediale sarà a carico ed in accollo alle rispettive Comunità nel modo,e con le regole istesse colle quali le Comunità medesime corrisponder dovevano l’abolita Tassa di redenzione”

(Legge 16 settembre 1816.Idem come sopra.)

L’introduzione di questa nuova Tassa Prediale fu sospesa per l’anno 1817,per entrare in vigore solo nel 1818.

Tale sospensione avvenne con le seguenti “Sovrane Determinazioni” tramite “Biglietto dell’I. e R.

Segreteria di Firenze”del 28 novembre 1816,come scrive al Cancelliere Comunitativo di Portoferraio il Soprassindaco dall’Uffizio Generale delle Comunità in Firenze:

“Ecc.mo Signore

Con Biglietto dell’I. e R. Segreteria di Firenze de 28 novembre cadente mi vengono partecipate le seguenti Sovrane Determinazioni.

L’importanza e l’estensione delle Operazioni occorrenti per fissare un giusto,adeguato e proporzionale Reparto della Tassa Prediale ordinata con Legge de 16 settembre scorso esigono un più lungo e maturo esame degli Elementi e dei Dati su’ quali esser deve basata la distribuzione della Tassa predetta in corrispondenza della forza estimale di ciascuna Comunità.

All’effetto pertanto ,che per ragione di affrettare il Lavoro non ne sia in alcuna parte trascurata

l’esattezza,S.A.I e R. è discesa nella determinazione di dar luogo ad ulteriore Esame del reparto di detta nuova Tassa Prediale la quale perciò non dovrà avere effetto se non che per il futuro anno 1818 e frattanto con Veneratissimo Dispaccio dè 16 corrente ha ordinato ,che per il prossimo anno 1817,sia tenuta ferma nei Bilanci Comunitativi a titolo di Tassa Prediale quell’istessa tangente che le Comunità medesime hanno fin qui corrisposto per la semplice e doppia Tassa di Redenzione.

Dovranno pure le Comunità pagare nella Cassa dei rispettivi Uffizi di Soprintendenza Comunitativa l’importare dei titoli non redenti fermi stanti nel resto gli Ordini contenuti,nella citata Legge quanto al metodo d’esazione della sopra Tassa Prediale ,che dovrà essere direttamente corrisposta per Bimestre alla Cassa dell’I. e R.Depositeria secondo le istruzioni che verranno comunicate dal Direttore dei Conti.

VS parteciperà i sopraespressi Sovrani Ordini ai Magistrati delle Comunità dipendenti dalla sua Cancelleria ed a chi altri occorra e trasmetterà al rispettivo Provveditore di Soprintendenza Comunitativa il Bilancio di Previsione dell’anno 1817 in doppio Originale per il d’ 15 Dicembre prossimo venturo.

E mi confermo

Di VS ecc.ma

Firenze dall’Uffizio Generale delle Comunità del Gran-Ducato,li 29 novembre 1816.

Devotissimo Servitore. G. Bartolommei” (Circolari e ordini dal Soprassindaco Provveditore dal 1815 al 1817.C64.Carta 51.ASCP)

 

L’introduzione della Tassa Prediale fu sospesa in prima applicazione per i motivi espressi nelle “Sovrane Determinazioni” di S.A.I. e R. ,Ferdinando III Asburgo Lorena, di cui ho già parlato.

Per cui nel 1817 fu “tenuta ferma nei Bilanci Comunitativi a titolo di Tassa Prediale ed a carico delle rispettive Comunità “quell’istessa tangente che le Comunità medesime hanno fin qui corrisposto per la semplice e doppia tassa di Redenzione”.

Il 1817 fu dunque anno in cui il legislatore pose mano “ad ulteriore Esame del Reparto di detta Tassa Prediale” per dar luogo ad “un più lungo e maturo esame degli Elementi e dei Dati sui quali esser deve basata la distribuzione della Tassa predetta in corrispondenza della forza estimale di ciascuna Comunità”.

Questo lavoro sfocia nell’ottobre del 1817 con l’emanazione del Motuproprio nel quale S.A.I. e R. delinea e ordina il “reparto”,cioè la distribuzione tra i quattro dipartimenti del Granducato,della somma della Tassa prediale da pagare da parte delle comunità locali per l’anno 1818.

Con ciò il legislatore adempie al dettato di legge del 16 settembre 1816 quando introducendo la Tassa Prediale stabilisce che “per la somma corrispondente a detta Tassa (tassa di redenzione ndscr.) sarà alla medesima sostituita altra Tassa detta Prediale secondo il reparto,che ne sarà ordinato con altro Nostro Motuproprio sopra ciascuna Comunità

 

Il Motupropio,sopra accennato, fu emanato il 7 ottobre 1817:

 

Sua Altezza Imperiale e Reale allorquando con Editto de 16 settembre 1816 ordinò la soppressione della semplice e doppia Tassa di Redenzione,ebbe riflesso alla Natura di questa Tassa,che correspettiva in origine ai vari titoli redenti di cui rimasero le Comunità affrancate divenne un’Imposizione repartita con vistose diseguaglianze ,come diseguali erano i titoli,che ne formarono elemento. Fin d’allora nella mente dell’I. e R.A.S di remuovere questa difformità di Contributo,mediante l’instituzione della Tassa Prediale da distribuirsi su tutta la superfice del Granducato con misura eguale e con proporzione adeguata al valore dei Beni Stabili,compresi in ciascuna Comunità .Base di tale giusta distribuzione e reparto non poteva essere la Tassa di Redenzione,della quale sono notorie le differenze,ed è conosciuta la sproporzione,come non lo potevano essere gli Estimi (Catasti ndscr.) veglianti compilati in varie epoche ,e con sistema diverso,specialmente che dopo i cangi menti avvenuti per natura e per industria nel Suolo Toscano e la variata Pubblica Economia,più notabile in un Paese Agricolo animato dalla libertà del Commercio,hanno indotto necessariamente nel lungo corso di più anni una sensibile alterazione nello stato e nel valore dei fondi rappresentati dalle Cifre Estimali.

Nella mancanza dunque di un Catasto o sia Estimario regolare ed uniforme ,unica base sicura di un giusto Reparto,si determinò S.A.I. e R. ad ordinare,che frattanto fosse esaminata ,e con mezzi analoghi conosciuta la forza Territoriale di ogni Comunità per attribuire a ciascuna la rata proporzionale della Tassa Prediale ed ottenere così l’intento di avvicinarsi alla giustizia per quindi pienamente ed esattamente compita col mezzo di un nuovo Catasto” (Circolari e ordini dal Soprassindaco Provveditore dal 1815 al 1818.C64.Carta 99.ASCP)

Il Motuproprio di S.A.I e R. di cui sopra ho riportato solo l’inizio,consta di 20 articoli.

Per l’anno 1818 il legislatore stabilisce la Tassa Prediale per tutto il Granducato nella somma totale di lire toscane 4.200.000(quattro milioni duecento mila) che dovrà essere distribuita tra i Dipartimenti del Granducato(Firenze,Pisa,Siena,Grosseto) ed in ciascuno di questi tra le comunità che ne fanno parte perché provvedano al pagamento.

Alla Tassa Prediale viene aggiunta l’imposizione per il “Nuovo catasto” pari ad una somma totale di lire toscane 70000 (settantamila) anche questa da distribuire tra le comunità dei vari dipartimenti e che servirà per coprire le spese per la formazione del nuovo catasto.

Per ciascuna Comunità la tassa dovuta annualmente sarà determinata con “Notificazione” del Soprassindaco e Soprintendente Generale delle Comunità del Granducato e nessuna Comunità può tirarsi fuori dal corrispondere la Tassa ad essa assegnata né sono ammessi reclami.

Ogni Comunità dovrà corrispondere all’I.e R. Depositeria la tassa assegnata per cui i Gonfalonieri, le Magistrature e i Cancellieri “sono incaricati di portare detta tangente nei Bilanci di Previsione e formarne articolo dell’annua Imposizione da darsi in esazione nei modi prescritti dagli Ordini e Regolamenti veglianti” (Notificazione 9 ottobre 1817.Idem come sopra).

Nelle Comunità cui viene assegnata la Tassa Prediale insieme con l’imposizione per il nuovo catasto non sono comprese nell’anno 1818 quelle dell’Elba e del Giglio come previsto dall’art XIV del Motuproprio 7 ottobre 1817:

Art XIV

Si procederà senza dilazione all’Operazioni occorrenti per la compilazione del Nuovo Catasto in tutto il Granducato,escluso l’isola d’Elba,quella del Giglio e tutt’altro posto fuori del Continente” (Circolari e ordini dal Soprassindaco Provveditore.C64.Carta 99.ASCP)

Ma per l’anno 1819 nella Notificazione (Circolari e ordini dal Soprassindaco Provveditore dal 1815 al 1818.C64.Carta 141.ASCP) della Tassa Prediale e imposizione per il nuovo catasto alle comunità facenti parte dei vari dipartimenti,si associa la Tassa di famiglia e compaiono nel compartimento di Pisa anche le comunità dell’isola d’Elba .

Dunque ,solo nel 1819, le comunità elbane iniziano a pagare la nuova tassa fondiaria sugli immobili.

 

E’ per l’Elba una novità assoluta poiché essa sin dai tempi di Leopoldo II era stata esentata per privilegio da lui concesso.

Il fatto procurò non poche critiche ed anche suppliche per essere esentati da parte dei possidenti-contribuenti :avremo modo di parlarne.

Portoferraio deve pagare lire 19100 per tassa prediale,lire 467 per imposizione nuovo catasto e lire 5000 per tassa di famiglia. Marciana tassa prediale lire 4700,imposizione per nuovo catasto lire 115,tassa di famiglia lire 1250.Longone tassa prediale lire 4700,imposizione per nuovo catasto lire 115,tassa di famiglia 900.Rio: tassa prediale lire 19100,imposizione nuovo catasto lire 467,tassa famiglia 1300.

Tali cifre saranno messe nel bilancio preventivo di ciascuna comunità e ripartite tramite il “Dazzaiolo”(registro col nome dei possidenti-contribuenti).

Esclusivamente tra i vari possidenti era ripartita la tassa prediale, imposizione per nuovo catasto e tassa di famiglia mentre tra i non possidenti la tassa di famiglia soltanto.

Sui possidenti era dunque il maggiore peso fiscale ma solo a loro che pagano l’imposta immobiliare e non ad altri il legislatore riconosceva ed imponeva di partecipare all’amministrazione della cosa pubblica secondo il principio che solo chi contribuisce alle spese municipali ha diritto di amministrarle.

Infatti,tramite il sistema dell’imborsazione di cui ho già parlato, si procedeva secondo “i veglianti regolamenti” a rinnovare le rappresentanze comunali e i nomi dei possidenti venivano scritti nelle”polizze” che erano imborsate in apposite borse secondo l’entità di tassa pagata ,”censo” (borsa dei Gonfalonieri,borsa dei Priori,borsa dei Consiglieri).

Le “polizze” erano poi estratte dalle relative borse e il nome scritto sulla polizza era quello prescelto e nominato a ricoprire la carica nella Magistratura.

Non era ammesso rifiutarsi di ricoprire la carica e chi lo faceva era sottoposto a pagare la “tassa di rifiuto”.

L’introduzione della Tassa Prediale fu sospesa in prima applicazione per i motivi espressi nelle “Sovrane Determinazioni” di S.A.I. e R. ,Ferdinando III Asburgo Lorena, di cui ho già parlato.

Per cui nel 1817 fu “tenuta ferma nei Bilanci Comunitativi a titolo di Tassa Prediale ed a carico delle rispettive Comunità “quell’istessa tangente che le Comunità medesime hanno fin qui corrisposto per la semplice e doppia tassa di Redenzione”.

Il 1817 fu dunque anno in cui il legislatore pose mano “ad ulteriore Esame del Reparto di detta Tassa Prediale” per dar luogo ad “un più lungo e maturo esame degli Elementi e dei Dati sui quali esser deve basata la distribuzione della Tassa predetta in corrispondenza della forza estimale di ciascuna Comunità”.

Questo lavoro sfocia nell’ottobre del 1817 con l’emanazione del Motuproprio nel quale S.A.I. e R. delinea e ordina il “reparto”,cioè la distribuzione tra i quattro dipartimenti del Granducato,della somma della Tassa prediale da pagare da parte delle comunità locali per l’anno 1818.

Con ciò il legislatore adempie al dettato di legge del 16 settembre 1816 quando introducendo la Tassa Prediale stabilisce che “per la somma corrispondente a detta Tassa (tassa di redenzione ndscr.) sarà alla medesima sostituita altra Tassa detta Prediale secondo il reparto,che ne sarà ordinato con altro Nostro Motuproprio sopra ciascuna Comunità

 

Il Motupropio,sopra accennato, fu emanato il 7 ottobre 1817:

 

Sua Altezza Imperiale e Reale allorquando con Editto de 16 settembre 1816 ordinò la soppressione della semplice e doppia Tassa di Redenzione,ebbe riflesso alla Natura di questa Tassa,che correspettiva in origine ai vari titoli redenti di cui rimasero le Comunità affrancate divenne un’Imposizione repartita con vistose diseguaglianze ,come diseguali erano i titoli,che ne formarono elemento. Fin d’allora nella mente dell’I. e R.A.S di remuovere questa difformità di Contributo,mediante l’instituzione della Tassa Prediale da distribuirsi su tutta la superfice del Granducato con misura eguale e con proporzione adeguata al valore dei Beni Stabili,compresi in ciascuna Comunità .Base di tale giusta distribuzione e reparto non poteva essere la Tassa di Redenzione,della quale sono notorie le differenze,ed è conosciuta la sproporzione,come non lo potevano essere gli Estimi (Catasti ndscr.) veglianti compilati in varie epoche ,e con sistema diverso,specialmente che dopo i cangi menti avvenuti per natura e per industria nel Suolo Toscano e la variata Pubblica Economia,più notabile in un Paese Agricolo animato dalla libertà del Commercio,hanno indotto necessariamente nel lungo corso di più anni una sensibile alterazione nello stato e nel valore dei fondi rappresentati dalle Cifre Estimali.

Nella mancanza dunque di un Catasto o sia Estimario regolare ed uniforme ,unica base sicura di un giusto Reparto,si determinò S.A.I. e R. ad ordinare,che frattanto fosse esaminata ,e con mezzi analoghi conosciuta la forza Territoriale di ogni Comunità per attribuire a ciascuna la rata proporzionale della Tassa Prediale ed ottenere così l’intento di avvicinarsi alla giustizia per quindi pienamente ed esattamente compita col mezzo di un nuovo Catasto” (Circolari e ordini dal Soprassindaco Provveditore dal 1815 al 1818.C64.Carta 99.ASCP)

Il Motuproprio di S.A.I e R. di cui sopra ho riportato solo l’inizio,consta di 20 articoli.

Per l’anno 1818 il legislatore stabilisce la Tassa Prediale per tutto il Granducato nella somma totale di lire toscane 4.200.000(quattro milioni duecento mila) che dovrà essere distribuita tra i Dipartimenti del Granducato(Firenze,Pisa,Siena,Grosseto) ed in ciascuno di questi tra le comunità che ne fanno parte perché provvedano al pagamento.

Alla Tassa Prediale viene aggiunta l’imposizione per il “Nuovo catasto” pari ad una somma totale di lire toscane 70000 (settantamila) anche questa da distribuire tra le comunità dei vari dipartimenti e che servirà per coprire le spese per la formazione del nuovo catasto.

Per ciascuna Comunità la tassa dovuta annualmente sarà determinata con “Notificazione” del Soprassindaco e Soprintendente Generale delle Comunità del Granducato e nessuna Comunità può tirarsi fuori dal corrispondere la Tassa ad essa assegnata né sono ammessi reclami.

Ogni Comunità dovrà corrispondere all’I.e R. Depositeria la tassa assegnata per cui i Gonfalonieri, le Magistrature e i Cancellieri “sono incaricati di portare detta tangente nei Bilanci di Previsione e formarne articolo dell’annua Imposizione da darsi in esazione nei modi prescritti dagli Ordini e Regolamenti veglianti” (Notificazione 9 ottobre 1817.Idem come sopra).

Nelle Comunità cui viene assegnata la Tassa Prediale insieme con l’imposizione per il nuovo catasto non sono comprese nell’anno 1818 quelle dell’Elba e del Giglio come previsto dall’art XIV del Motuproprio 7 ottobre 1817:

Art XIV

Si procederà senza dilazione all’Operazioni occorrenti per la compilazione del Nuovo Catasto in tutto il Granducato,escluso l’isola d’Elba,quella del Giglio e tutt’altro posto fuori del Continente” (Circolari e ordini dal Soprassindaco Provveditore.C64.Carta 99.ASCP)

Ma per l’anno 1819 nella Notificazione (Circolari e ordini dal Soprassindaco Provveditore dal 1815 al 1818.C64.Carta 141.ASCP) della Tassa Prediale e imposizione per il nuovo catasto alle comunità facenti parte dei vari dipartimenti,si associa la Tassa di famiglia e compaiono nel compartimento di Pisa anche le comunità dell’isola d’Elba .

Dunque ,solo nel 1819, le comunità elbane iniziano a pagare la nuova tassa fondiaria sugli immobili.

 

 

IL DAZZAIOLO E ALTRO ANCORA SULLE TASSE DEL GRANDUCATO DELL'800

 

GRANDUCATO DI TOSCANA ASBURGO LORENA(1737-1801/1814-1859)

DELL’IMPOSIZIONE REGIA E COMUNITATIVA E DEL MODO DI ESIGERLA

DAZZAIOLO

(PRIMA PARTE)

L’introduzione della Tassa Prediale nel Granducato di Toscana rappresenta il primo tentativo di rendere l’imposizione fiscale sugli immobili più equa e giusta legandola”alla forza territoriale” in attesa che venisse formato un nuovo catasto “o sia Estimario regolare ed uniforme”.

Essa,infatti,la tassa prediale,viene distribuita su tutta la superfice granducale “con misura eguale e con proporzione adeguata al valore dei Beni Stabili” cosa che non avveniva con la Tassa di Redenzione. Ma la veemenza riformatrice del legislatore non si arresta all’introduzione della nuova tassazione,”tangente” .

Essa procede anche verso una riforma sul “modo di esigerla”: è proprio con queste parole che si procede ad introdurre articoli di legge nell’editto di S.A.I. e R. del 16 settembre 1816.

I primi articoli riguardano la formazione del “Dazzaiolo” :

 

LXVII.

Si formerà dal Cancelliere un Dazzaiolo in cui rimarranno compresi tutti i nomi dei Possessori su quali in ragione della Cifra Estimale esser deve ripartita la Tangente di Tassa attribuita a ciascuna Comunità unita a quella Comunitativa e questo Dazzaiolo,esaminato,visto e firmato dal Gonfaloniere e dal Cancelliere servirà di ruolo per l’esazione delle rispettive poste

 

LXVIII.

Il Dazzaiolo come sopra formato sarà dal Cancelliere passato al Camarlingo il quale riterrà in accollo,e come suol dirsi a schiena l’esazione e pagamento delle somme resultanti dal suddetto Dazzaiolo

 

LXIX.

Egli prima di tutto con foglio stampato da rilasciarsi gratis ai rispettivi tassati avviserà ciascun contribuente della somma che costituisce la sua Quota di Tassa ,pagabile per un anno a forma del modello che verrà trasmesso” (Circolari e ordini dal Soprassindaco Provveditore dal 1815 al 1818.C64.Carta 37.ASCP)

 

Questi articoli di legge individuano bene gli amministratori predisposti all’esazione della tassa:Cancelliere,Camarlingo e Gonfaloniere.Essi debbono predisporre stampati fogli da rilasciarsi gratis ai “rispettivi tassati” che avviseranno “ciascun contribuente della somma che costituisce la sua Quota di Tassa”.

Per il Camarlingo,impiegato comunitativo scelto ed eletto dalla Magistratura comunitativa con funzione di esattore (incassare le tasse ,depositarle nella regia Depositeria,provvedere ai pagamenti per i funzionari dell’amministrazione pubblica) il legislatore prevede ulteriori còmpiti:

 

LXXXII.

La Tassa diretta sui fondi essendo la più regolare e la più certa deve per natura sua stare a far fronte ai pesi più essenziali e certi,che pesano sull’I.e R. Depositeria,quindi l’Amministrazione di questa tassa non potendo senza gravi inconvenienti rimaner deviata in altri Dipartimenti,vogliamo,ed ordiniamo che tutti i Camarlinghi dal dì primo gennaio 1817 ,in appresso,corrispondano direttamente alla predetta I. e R. Depositeria l’importare di detta Tassa che rimarrà come sopra fissata con Motu Proprio,ogni due mesi la rata dentro i primi quindici giorni del mese successivo a quello della scadenza

 

LXXXIII.

I Camarlinghi Comunitativi avranno l’obbligo di saldare ,Bimestre per Bimestre,l’importare della Tassa Prediale,secondo le istruzioni che loro verranno date dal Direttore dei Conti della predetta I. e R. Depositeria” (Idem come sopra.C64.Carta 37.ASCP)

 

 

Oltre a loro anche è coinvolto il “Donzello”,impiego comunitativo di cui ho già parlato,una figura che oggi può per certi aspetti essere paragonata al messo comunale. A costui il còmpito di consegnare l’avviso di pagamento ad ogni contribuente:

 

LXXX

L’avviso di che si è parlato al LXIX sarà portato da un Donzello,approvato dal Gonfaloniere ed espressamente destinato incombenza con quell’Emolumento che rimarrà fissato,e che gli sarà pagato dal Camarlingo volta per volta in proporzione,che con suo reparto giustificherà d’aver fatta la consegna degli Avvisi,con obbligo di notare in un registro il Nome,e Cognome della Persona,il luogo ed il giorno in cui avrà fattala consegna del foglio

 

LXXXI

Che se rimanesse provato che il Donzello abbia fatto un falso ed erroneo rapporto oltre la perdita dell’Emolumento,incorrerà nella pena di otto giorni di carcere” ( Idem come sopra.C64.Carta 37.ASCP)

 

Con in mano l’avviso di pagamento scattavano per il contribuente doveri precisi:

 

LXX

Dovrà ciascun contribuente pagare la sua tangente per rate eguali ogni due mesi la rata,la prima a tutto Febbraio e le altre successive per bimestre,fini al compimento dell’anno” (Idem come sopra.C64.Carta 37.ASCP)

 

In caso di morosità era previsto quanto segue:

 

LXXI

Scaduto il termine del pagamento alla fine di ogni bimestre quei Contribuenti morosi che salderanno la loro posta nei primi otto giorni dopo la scadenza ,e così a tutto il dì otto del mese successivo,non pagheranno altra penale che quella del quattro per cento

 

LXXII.

Trascorsi gli indicati otto giorni il Camarlingo dovrà,fatto lo spoglio dei debitori morosi,consegnare nel tempo e termine di cinque giorni le poste in esazione ai respettivi Tribunali perché sia proceduto agli atti esecutivi contro detti debitori morosi,i quali in tal caso ,andranno soggetti alla penale dell’otto per cento”

(Idem come sopra.C64,Carta 37.ASCP)

 

Non deve meravigliare questa severità.

Il peso della tassa fondiaria era a carico dei possidenti di immobili,con la Tassa Prediale.

Nel dazzaiolo era certificato il “censo” ,l’entità di beni immobili posseduti .

Ad esso poi era strettamente connesso anche il “censo legale” al quale il legislatore aveva riconosciuto un valore “legale” che consentiva di partecipare al sistema dell’imborsazione col quale erano scelte le rappresentanze comunali (Gonfaloniere,Priori,Consiglieri).

 

Il sistema di esazione delle tasse granducale era molto rigoroso sia nei confronti del contribuente moroso,per il quale prevede l’intervento del tribunale,sia nei confronti del “Donzello” il quale,se fosse provato che “abbia fatto un falso ed erroneo rapporto” al contribuente era per lui previsto la perdita dell’”Emolumento”,cioè lo stipendio percepito insieme con otto giorni di carcere.
Questa rigore il legislatore lo prevede anche per il Camarlingo e per i Giusdicenti (tribunale)
PENALI PER IL CAMARLINGO:
LXXIII:
Qualunque Camarlingo differisse a trasmettere dette poste al Tribunale oltre il termine assegnato come sopra non potrà partecipare delle rispettive penali ed inoltre sarà ritenuto responsabile in proprio di tali Poste in guisa che,tanto esso,che i suoi Mallevadori dovranno corrispondere l’importare come se fossero esatte (Legge 16 settembre 1816.Circolari e ordini dal Soprassindaco Provveditore dal 1815 al 1818.C64.Carta 37.ASCP )
Le “dette poste “ di cui il legislatore parla, sono le imposte non pagate dal contribuente che se il Camarlingo trasmette al Tribunale per l’esazione dopo il”termine assegnato” che è pari a cinque giorni dopo la scadenza del termine di pagamento dell’imposta da parte del contribuente, non solo non consentirà a lui,il Camarlingo, di partecipare ai proventi delle rispettive penali applicate al contribuente moroso ma dovrà lui e i suoi Mallevadori (ogni Camarlingo eletto dalla magistratura doveva avere con sé un Mallevadore) provvedere a corrispondere l’importo delle imposte come se fossero esatte.
E’ evidente come il legislatore voglia comunque procedere ad incassare le tasse.
Questa precisa volontà da parte del legislatore che via sia certezza che lo stato incassi comunque le tasse, è evidenziata anche negli articoli di legge che seguono:
“LXXIV.
Resterà egualmente privato di qualunque partecipazione alle Penali,sempre che Egli sia in ritardo con la rimessa da farsi impreteribilmente ogni due Mesi alla Cassa dell’I.e R. Depositeria della sesta parte della totalità della Tassa Regia,nel modo che sarà prescritto in appresso ed in tali casi il prodotto di tali Penali anderà a benefizio della Cassa Comunitativa
LXXIX
I Camarlinghi Comunitativi consegnata che abbiano la Posta in esazione al Tribunale non avranno facoltà di far sospendere gli Atti se non giustifichino che il Debitore ha saldato la sua tangente di debito,del che sarà preso riscontro negli Atti dello stesso Tribunale ed il Camarlingo rimarrà in tal caso responsabile in proprio del valore della Posta” (Idem come sopra)
Il legislatore vuole comunque procedere ad avere certezza che le imposte vengano pagate e per tale via coinvolge di persona la figura centrale nella riscossione della tasse ,il Camarlingo.Per avere certezza che le tasse arrivano all’I.e . R. Depositeria, il legislatore non esita a coinvolgere
pesantemente e personalmente anche i Giusdicenti (tribunale) che dal Camarlingo sono investiti nel procedere all’esazione delle tasse nei confronti del debitore moroso.
NORME RIGUARDANTI I GIUSDICENTI:
“LXXV.
I Giusdicenti saranno solleciti di trasmettere e notificare nel termine di cinque giorni al Debitore moroso il precetto prescritto dalla Notificazione dè 31 Marzo 1815 dopo di che sarà proceduto immediatamente e in tutti casi al Gravamento ed agli atti ulteriori ai termini della citata Notificazione
LXXVI.
Che se avvenga che gli Esecutori riferiscano non essere nel possesso del Debitore cosa alcuna da gravare,in tal caso dovrà cautelarsi il pagamento col sequestro o staggina in terze mani dei frutti dei Beni sottoposti all’Imposizione (staggina è sostantivo del verbo staggire che significa mettere giuridicamente una cosa sotto sequestro.ndscr.)
LXXVII.
Qualora per parte del Gonfaloniere,del Camarlingo o del Cancelliere fossero avanzate delle doglianze contro la lentezza dei Giusdicenti nel dare esecuzione agli atti per l’esazione delle Poste consegnate al Tribunale e quando rimanesse giustificato che nel termine stabilito dal Giusdicente non fossero stati iniziati gli atti medesimil’I.e R. Consulta è incaricata di promuovere la sospensione del Tribunale cui sarà imputabile i ritardo.
LXXVIII.
I Giusdicenti predetti avranno presente che il Privilegio delle Donne e loro Inibitoria non prevale e cede di ragione al privilegio del Credito fiscale.”
(Legge 16 settembre 1816.Circolari e ordini dal Soprassindaco Provveditore dal 1815 al 1818.C64. Carta 37. ASCP )
Il Privilegio delle Donne era un particolare permesso concesso alle donne di non pagar tasse
Il Dazzaiolo esisteva non solo per la Tassa Prediale ma anche per il Dazio Comunitativo (spese comunitative
sostenute dai contribuenti necessarie per mantenere in piedi l’organizzazione burocratica comunale) e per
la Tassa di Famiglia.
Il Dazzaiolo da pagare da parte di ogni comunità ,”tangente di tassa attribuita a ciascuna comunità”
dall’Imperiale e Regio Governo ,era costituito da modelli già stampati consegnati alle magistrature dal
relativo Soprassindaco Provveditore( per l’Elba era quello dell’Uffizio dei Fossi di Pisa) e dove le voci che la
magistratura doveva mettere a bilancio erano scritte stampate.
Queste erano “Contingente di Tassa Prediale” e la “Somma imposta per le Spese Comunitative” (Circolari e
ordini dal Soprassindaco Provveditore dal 1815 al 1818.C64.Carta 44.ASCP).
Il Dazzaiolo da pagare per la Tassa di Famiglia era pure in modello stampato dove le voci che la
magistratura doveva mettere a bilancio erano “Contingente dovuto al Real Governo “ e un “ Aumento del
dieci per cento a favore della Comunità”
Anche per la Tassa di Famiglia come per la Tassa Prediale era l’Imperiale e Regio Governo che stabiliva la
somma totale per ogni comunità e che la magistratura doveva mettere a bilancio e poi ripartire tra i
contribuenti.
Una parte di queste tasse era sempre destinata al Real Governo come “Contingente ”per quanto concerne
la tassa prediale e di famiglia .
Un’altra parte delle tasse era destinata alla comunità ora come “somma imposta per le Spese
Comunitative” per quanto concerne la tassa prediale ora come “Aumento del dieci per cento a favore della
Comunità “ per quanto concerne la tassa di famiglia.
TASSA DI FAMIGLIA
Il “reparto”,ripartizione, della Tassa di Famiglia era suddiviso in sei “Classi” con una “quota di contributo
assegnata a ciascheduna classe”.
Alla “prima classe” era attribuita la tassa più alta poi via via a scalare.
Nei documenti consultati non sono riuscito a trovare su quali criteri era stabilita l’appartenenza ad una
classe.
Questa tassa di famiglia era gestita localmente essendo la” quota di contributo assegnata a ciascheduna
classe” stabilita da tre deputati a questa mansione eletti dalla magistratura comunitativa e scelti fra “i
comunisti (abitanti comunitativi. Ndscr) più reputati ed istruiti” che formavano “il piano del reparto e gli
stati di esso distinti in classi,di modo che l’intera tangente assegnata alla comunità rimanga distribuita
proporzionatamente” (Partiti dal 22 dicembre 1815 al 27 dicembre 1817.(24 )E 6.Carta 110.ASCP).
Per l’anno 1817 a Portoferraio furono scelti ed eletti “ in deputati per il Reparto della Tassa di Famiglia” i
Sig.ri Squarci,Rutigni e Traditi.
Per il 1819 la intera “tangente di Tassa di Famiglia “assegnata dall’Imperiale e Regio Governo alla comunità
di Portoferraio era pari a lire toscane 19100.(Circolari e ordini dal Soprassindaco provveditore dal 1815 al
1818.C64.Carta 141.ASCP).
AVVISO DI PAGAMENTOIl pagamento delle tasse da parte del contribuente iniziava con l’avviso di pagamento a lui brevi manu
consegnato dal Donzello ad opera del Camarlingo comunitativo a norma dell’art LXIX della legge 16
settembre 1816 “ Egli (il camarlingo ndscr) prima di tutto con foglio stampato da rilasciarsi gratis ai
rispettivi tassati avviserà ciascun contribuente della somma che costituisce la sua Quota di Tassa pagabile
per un anno a forma del modello che verrà trasmesso”
Questo” modello” è l’avviso di pagamento.
Esistevano modelli stampati che firmati dal Camarlingo e “visto e verificato” il Gonfaloniere venivano
inviati gratis al contribuente tramite il Donzello.
A Portoferraio ,il modello stampato di avviso di pagamento ,era il seguente:
“Avviso per il pagamento del Dazio,della Tassa di famiglia ecc.
dell’anno 18….
Il Signore….. dimorante ….. pagherà la di contro somma di Lire….
Per la Tassa Prediale è stato imposto a Lire….e per le spese Comunitative a Lire….. e così in tutto a Lire…. per
ogni…
Il pagamento di dette somme in ordine alla Legge dà 16 settembre 1816 dovrà farsi in sei rate eguali,cioè
ogni due mesi la rata:la prima a tutto Febbraio,la seconda a tutto Aprile,la terza a tutto Giugno,la quarta a
tutto Agosto,la quinta a tutto Ottobre e la sesta a tutto Dicembre 18….
Qualora non abbia saldato le rate d’Imposizione nei termini indicati,incorrerà nella pena del quattro per
cento pagando nei primi otto giorni dopo la scadenza ,decorsi i quali anderà soggetto alla penale dell’otto
per cento e sarà immediatamente proceduto all’esecuzione per mezzo del Tribunale.
Nessuna supplica o istanza per sgravio di Tassa di Famiglia sarà ammessa dopo il dì 31 Maggio 18…..
Il Contribuente non sarà sottoposto a veruna spesa per il presente Avviso.
Lì….. 18….
Visto e verificato Camarlingo “
Il Gonfaloniere
(Idem come sopra.C64,Carta 141.ASCP)
Nel Granducato di Toscana Asburgo Lorena l’entità totale del pagamento delle tasse da parte di ogni
comunità era stabilita centralmente dall’Imperiale e Regio Governo il quale si assicurava comunque per sé
una quota lasciando alle singole comunità l’organizzazione dell’esazione.

 

Marcello Camici

 

ASCP:Archivio storico comune Portoferraio

CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

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