GRANDUCATO DI TOSCANA ASBURGO-LORENA (1737-1801/1814-1860)

ASSISTENZA SANITARIA ALL’ISOLA D’ELBA. OSPEDALE DEGLI INFERMI E DEBITO PUBBLICO.

Dopo che Napoleone fuggì dall’Elba ,sull’isola esistevano tre ospedali: lo “Spedale dei Trovatelli”, lo “Spedale Militare, lo “Spedale degli Infermi”.

Il costo del mantenimento degli Spedali dei Trovatelli e degli Infermi era a carico delle quattro magistrature delle quattro comunità in cui l’isola era stata suddivisa : le rispettive magistrature comunitative ponevano a bilancio il costo loro spettante per tenere in vita questi ospedali che si trovavano tutti e due a Portoferraio.

Nel giugno del 1816 nel bilancio di previsione delle quattro magistrature comunitative elbane la voce di spesa per l’ospedale degli infermi si trova nel “titoli spesa” come “Mantenimento dei Malati Civili nello Spedale Militare” (Corrispondenza con Uffizio Fossi di Pisa dal 1815 al 1817.C60.Carta 65. ASCP)

 

Ferdinand Third of Tuscany1

FERDINANDO III

.Essa per Portoferraio è pari a lire 3000(prima voce di spesa per entità);per Marciana lire 500(terza voce di spesa);per Longone 700(terza voce di spesa);per Rio 800(seconda voce di spesa). Queste voci di spesa contribuivano in modo pesante a rendere in deficit il bilancio di previsione di tutte quattro le magistrature perché le entrate erano inferiori alle uscite previste.Per Longone il deficit previsto era pari a lire 8861;per Rio lire 3538;per Marciana lire 8068.

Perché “Mantenimento dei Malati Civili nello Spedale Militare” e non nello Spedale degli Infermi ?Che cosa era accaduto ?

Il conte Fantoni,nominato “Commissario Straordinario” per l’Elba e Piombino subito dopo la restaurazione avvenuta col congresso di Vienna ,procedette ad una riduzione della spesa .Prendendo in esame le voci di uscita quali figuravano dai preventivi presentati dai municipi elbani nel 1815 ne fece una generale revisione portando la spesa complessiva delle quattro comunità da lire 114.460 a lire 71593 .

Questa drastica riduzione di spesa si tradusse in tagli alla spesa pubblica che il legislatore operò anche nella assistenza sanitaria e che per l’Elba si concretizzò col motu proprio di soppressione dello Spedale degli Infermi del 18 gennaio 1816: i malati civili furono indirizzati al ricovero nell’ospedale militare dove il Commissario di Guerra ne ebbe la direzione “ dependentemente dal Governatore in quanto interessa il buon Ordine e migliore Regolamento degli Individui che vi dovranno essere curati”.

Questo il testo integrale del motu proprio con cui venne soppresso l’Ospedale degli Infermi.

Sua Altezza Imperiale e Reale nella determinazione di dare nuova e diversa forma allo Spedale di Portoferraio sopprime lo Stabilimento eretto sotto il passato Governo e che tuttora vi esiste,ed ordina che pagate agli impiegati le Provisioni a tutto il corrente mese di Gennaio,cessino dalle loro funzioni e resti abolito il ruolo attuale. Vuole che sia stabilito in Portoferraio uno Spedale puramente militare,ove dovrà esservi soltanto una Sala destinata per i Paesani,che vi potranno essere ricevuti a carico delle rispettive Comunità.

Il Commissario di Guerra avrà la direzione e Soprintendenza di detto nuovo Spedale dependentemente dal Governatore,in quanto interessa il buon Ordine e migliore Regolamento degli Individui che vi dovranno essere curati. L’attuale Commissario di Guerra assumerà direttamente la consegna di tutto ciò che esiste,spettante all’antico Spedale ed occorrente per fornirne quello di nuova erezione.

Lo stesso Pro-Commissario rimetterà sollecitamente,per mezzo del Governatore o del Commissario Straordinari o (conte Fantoni ndscr.) il Piano per la montatura di detto Spedale ,colle Istituzioni e Regolamento che saranno creduti i più opportuni e con il Ruolo degli Impiegati ,che possono esservi assolutamente necessari,proponendo i Soggetti e la Provisione da assegnarvi a ciascuno ,con l’avvertenza di valersi nel Servizio Interno,per l’oggetto di Economia,di quei Militari che recessi o per età o per altre Cause resi meno capaci del Servizio attivo.Il Governatore ovvero il Commissario Straordinario accompagnerà il detto Piano all’I. e R. Segreteria di Stato nella sue Osservazioni e con quei progetti ulteriori che giudicherà di maggiore utilità e convenienza.

Dato il 18 gennaio 1816.

Firmato Ferdinando . Visto Fossombroni,GB Nomi” (Idem come sopra.C60.Carta 9.ASCP)

 

Dalla lettura di queste ultime righe del motu proprio del legislatore(Ferdinando III Asburgo Lorena) risulta evidente che essendo al corrente che nei bilanci in deficit delle magistrature comunitative elbane la voce di spesa che influiva con notevole entità era quella per “mantenimento degli infermi”, decreta la soppressione del lo “Spedale degli Infermi” : la loro cura avverrà dentro lo spedale militare dove verrà riservata una sala e “con l’avvertenza di valersi nel Servizio Interno,per l’oggetto di Economia,di quei Militari che recessi o per età o per altre Cause resi meno capaci del servizio attivo” .

Evidenti dunque i motivi economici alla base del motu proprio del legislatore .

 

A livello locale,”comunitativo”,per cominciare a capire come fosse la pubblica assistenza sanitaria organizzata nel Granducato di Toscana ,è necessario premettere che essa è a carico delle comunità locali: è una “spesa comunitativa”.

Non è carico del “Regio Erario”cioè del “reale governo” dello stato granducale.

Ne ho parlato su questo giornale con un articolo dal titolo”Ospedali,assistenza,poveri:così funzionava l’Elba 200 anni fa”.

Per “Sanità” si deve intendere ciò che l’Ab. A. Ferrini riferisce e cioè un Dipartimento di Sanità presieduto da due Governatori civili e militari residenti uno a Livorno e l’altro a Portoferraio,con funzione di Presidenti di Sanità. Il Dipartimento ha 16 Uffizi di Sanità diffusi sul territorio del granducato ,di cui ben sette siti sull’arcipelago toscano(Portoferraio,Longone,Marciana,Rio,Campo,Pianosa,isola del Giglio). Còmpito di ogni Uffizio di Sanità è quello di provvedere “ a cautelare il territorio nostro dai malori che potrebbero infestarlo,per l’imprudente avvicinamento di stranieri provenienti da luoghi infetti”.(1)

Si tratta di Uffizi di Sanità dove operano gli “Uffiziali di sanità” con funzione di controllo del traffico dei bastimenti nazionali o stranieri ai quali dovevano richiedere o rilasciare la “patente di sanità”.

Nei casi sospetti scattava la contumacia da consumarsi in luoghi preposti chiamati “Lazzaretti”.

Questo còmpito era sostenuto con spesa da parte del Regio Erario.

L’assistenza sanitaria quale cura del malato in ospedale era eseguita in struttura chiamata “Spedale degli Infermi”.

Ne esistevano due tipi : Regi e Comunitativi.

I Regi erano diretti da un Rettore a nomina granducale e vi erano svolte attività didattiche ed interventi medico-chirurgici particolari: si trovavano a Firenze,Siena,Pisa,Pistoia,Livorno.

I Comunitativi , erano i comunali ,amministrati dalla Magistratura Comunitativa che provvedeva alla nomina del “Direttore” ed erano ritenuti “Istituti di Beneficienza” pubblica legati alla “fraterna carità”,beneficenza, al cui mantenimento contribuivano pure le comunità locali.

Quanto affermo è dimostrato proprio dal triste capitolo dei Gettatelli,”trovatelli”: bambini nati e abbandonati ,”gettati”,lasciati esposti da qualche parte,spesso davanti alla porta di una chiesa,di un convento e trovati (trovatelli).Venivano accolti e ricoverati nello “stabilimento chiamato Spedale dei Gettatelli” il quale era chiamato Spedale, ma in esso si procedeva al mantenimento di questi neonati abbandonati oltre che alla loro assistenza sanitaria.

Il Mellini si sofferma in dettaglio sull’assistenza sanitaria pubblica ai tempi di Napoleone Bonaparte esiliato all’Elba e scrivendo sullo Spedale Civile di Portoferraio evidenzia proprio l’aspetto caritatevole dell’assistenza sanitaria affermando che A) le rendite di questo erano amministrate da una commissione,presieduta dal Maire, composta da cinque membri scelti dal Commissario generale fra i cittadini più zelanti e caritatevoli B) che la commissione mensilmente adunatasi doveva discutere gli interessi dello spedale ,C) che i medici e i chirurghi al servizio del comune erano obbligati a curare a vicenda gli ammalati che si trovassero nello spedale,senza altra retribuzione ,D) che dodici madri di famiglia scelte dal Commissario generale nella cittadinanza ,dovevano” volta a volta e giornalmente visitare gli ammalati e storpiati esistenti nello spedale,vigilare che fossero trattati a dovere e procurar loro sollievi caritatevoli”(2).

Nel febbraio del 1818,Ferdinando III Asburgo-Lorena,promulga “Massime ed istruzioni da osservare generalmente in tutti gli Spedali degli Infermi del Gran-Ducato di Toscana”.Si tratta di un regolamento per la pubblica assistenza sanitaria granducale , che rappresenta una innovazione davvero importante perché anticipa alcuni principi dei moderni servizi sanitari in quanto c’è il passaggio da principi assistenziali di tipo caritativo a forme solidaristiche di notevole sensibilità sociale.

L’ingresso per il ricovero nello “Spedale degli Infermi “era stabilito con precise norme in base a tre tipi di certificati chiamati “attestati”: di miserabilità(i miserabili godevano di letti gratuiti),di povertà(i poveri pagavano metà retta), “di solvibilità o sia di potenza a pagare” cioè i paganti.

Questi ultimi venivano ammessi se ricorrevano quattro condizioni: la presenza di malattia curabile,una giusta causa (impossibilità ad essere assistiti nel proprio ambito familiare),l’urgenza e la solvibilità.

Questi “attestati”erano richiesti obbligatoriamente per l’ingresso e obbligatoriamente dovevano portare le firme del Gonfaloniere,del medico,del sacerdote della comunità.

Le spese per il mantenimento degli Spedali sia degli infermi che dei trovatelli (personale , malati gratuitamente ricoverati,neonati accolti,forniture di biancheria,coperte ecc) erano sostenute direttamente da ogni comunità locale che se ne faceva carico ponendo ogni anno questa voce tra quelle del bilancio consuntivo e preventivo: era cioè una “spesa comunitativa” come sopra ho accennato.

In sintesi,nella comunità di Portoferraio,durante il governo del Granducato di Toscana, la spesa sanitaria pubblica era costituita dal mantenimento dei medici e dei chirurghi (allora si faceva distinzione tra medico e chirurgo) che dovevano essere abilitati” all’esercizio dell’arte salutare” ed erano remunerati in qualità di “impieghi comunitativi” ,dal mantenimento dell’ospedale dei Gettatelli (brefotrofio) e dello Spedale degli Infermi, adibito alla cura per i civili.

Alle spese di mantenimento di questi due ospedali concorrevano anche le altre magistrature comunitative dell ‘Elba: Longone, Marciana, Rio.

C’era poi a Portoferraio anche l’ospedale militare ,adibito alla cura per i militari,le cui spese di mantenimento erano a carico del Commissariato di Guerra,cioè del Regio Erario.

Le vicende di questo ospedale, solo per militari, si intrecciano poi con quello civile,degli infermi.

Di Barberi Giovan Battista,farmacista, ritenuto abilitato “all’esercizio dell’arte salutare”durante il governo napoleonico (2), non si trova traccia nei documenti d’archivio riguardanti il restaurato governo granducale in Portoferraio ,per cui non si può definire bene come avvenisse la spesa per i farmaci.

Dopo che Napoleone fuggì dall’Elba il restaurato governo granducale ,dietro le indicazioni del commissario straordinario per l’Elba e Piombino,conte Fantoni, si addivenne ad una riorganizzazione dell’assistenza sanitaria.

Per quanto riguarda i medici e i chirurghi comunitativi di Portoferraio,la Magistratura di questa comunità trattò nella prima adunanza generale il 2 gennaio 1816: di ciò ho parlato in precedente scritto.

Per quanto riguarda invece l’Ospedale dei Gettatelli a Portoferraio si procedette ad un riordino generale,riordino che si basò su un progetto interamente elaborato dalla Magistratura Comunitativa Ferraiese nell’aprile del 1816.

Il progetto, costituito da nove articoli,sottoposto al Regio Governo fu da questo approvato: di questo progetto ho parlato nel passato.

Ma la situazione degli Spedali dei Gettatelli in tutto il territorio del Granducato non era soddisfacente per cui nel 1818 il Granducato di Toscana emana “Massime ed Istruzioni da osservarsi generalmente in tutti li Spedali dei Gettatelli del Gran-Ducato di Toscana approvate con Dispaccio di S.A.I. e R. de 17 febbraio 1818” (Circolari e Ordini dal Soprassindaco Provveditore dal 1815 al 1818.C 64.Carta 118.ASCP)

Infine,per quanto riguarda ,lo “Spedale Civile” di Portoferraio venne soppresso con motu proprio per “determinazione” di Sua Altezza Imperiale e Reale, datato 18 gennaio 1816.

 

Marcello Camici

 

  1. “Descrizione geografica della Toscana compilata dall’Ab. A. Ferrini secondo gli ultimi riordinamenti politici,governativi e giudiciarj” Firenze .Tipografia all’Insegna di Clio. 1838

  2. “L’isola d’Elba durante il governo di Napoleone I” Vincenzo Mellini. Firenze. Stab.Tip. del “Nuovo Giornale”.1914

 

 

ASCP: Archivio storico comune Portoferraio

 

 

 

Marcello Camici

 

CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

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