credendo di fare un servizio utile riportiamo quanto segue preso dal sito della soprindendenza

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IN FONDO AL SERVIZIO ORARI APERTURA E ALTRO

La storia del museo della Palazzina dei Mulini e le collezioni

Portoferraio (Li), Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche dell’isola d'Elba – Palazzina dei Mulini

Una delle ragioni che spinge il turista a soggiornare all’isola d’Elba, oltre allo splendido mare, al sole e alle gustose specialità gastronomiche, è la memoria della permanenza sull’isola di Napoleone Bonaparte (1814-1815). Il ricordo di questo soggiorno, durato solo dieci mesi, è legato anzitutto alle due residenze napoleoniche, la Palazzina dei Mulini, posta alla sommità di Portoferraio e la Villa di San Martino, distante pochi chilometri, rispettivamente testimonianze della vita pubblica e di quella privata dell’imperatore. Gli ultimi interventi di restauro hanno restituito l’originario aspetto alle dimore, riportando alla luce le decorazioni murali, ricomponendo parte della mobilia originaria, nonché riordinando quanto resta della preziosa biblioteca personale dell’Imperatore.

Mulini 1

In seguito alla disfatta dell’esercito francese a Lipsia ed al successivo trattato di Fontainebleau Napoleone, ormai in mano nemica, fu costretto ad abdicare il 4 aprile 1814. Poiché il trattato prevedeva una rendita vitalizia a suo favore e la sovranità sull’isola d’Elba, l’ormai ex imperatore arrivò a Portoferraio la sera del 3 maggio 1814, a bordo della fregata inglese Undaunted. Come imponeva il suo temperamento, si dedicò subito ad instaurare sull’isola un’organizzazione efficiente, fondata sulle stesse formule burocratiche e tecniche dell’impero.

Nel corso degli intensi mesi trascorsi sull’isola Napoleone riattivò i commerci e le attività estrattive mentre, pressato dalle necessità di cassa, fu costretto a incamerare le rendite delle miniere e a inasprire le imposte fondiare, tanto da provocare la ribellione della popolazione di Capoliveri. Allo stesso tempo, per facilitare le comunicazioni all’interno dell’isola, intraprese migliorie stradali e favorì lo sviluppo dell’agricoltura e della pesca, ideando un’infinità di progetti (tra cui l’industria per la produzione della seta) destinati a rimanere sulla carta; non da ultimo, si preoccupò di rendere efficiente la piccola guarnigione militare e la flotta.
L’operosa serenità dell’imperatore durò ben poco e a nulla valsero le affettuose cure della madre Letizia e della sorella Paolina, accorse sull’isola, né quelle della contessa Walewska, profuse nel corso di una memorabile visita in quel di Marciana. La sera del 26 febbraio 1815 un destino ancora incompiuto spinse Napoleone a bordo dell’Incostant e lo riportò in Francia per condurre la sua ultima grande impresa, quella dei “Cento giorni”.

I lavori di adattamento a residenza dei locali militari della Palazzina dei Mulini, furono diretti dall’architetto Paolo Bargigli. Oltre alla demolizione di alcuni mulini a vento, resasi necessaria per ricavare un delizioso giardino all’italiana, i lavori consistettero nell’edificazione di un salone delle feste al piano nobile, nella ristrutturazione dell’attiguo teatrino e nella trasformazione in scuderia dell’ex carcere.
Pochi mesi dopo Napoleone, che aveva seguito personalmente non solo la progettazione dell’intervento architettonico ma anche la scelta delle decorazioni e degli arredi, si stabilì nella piccola reggia, completamente decorata dal piemontese Antonio Vincenzo Revelli, pittore ufficiale della corte elbana, ed arredata con ricercata mobilia e suppellettili.

Anche durante il breve esilio elbano, Napoleone non rinunciò al piacere di possedere “une bonne bibliothèque”, espressione materiale del suo grande desiderio di conoscere la storia e gli uomini; pertanto, nell’arco di pochi mesi, riunirà una raccolta libraria di ben 2378 volumi. Al primo nucleo, composto dalle 186 opere scelte personalmente nelle due biblioteche del castello di Fontainebleau, la notte prima di lasciare la Francia, si sarebbero aggiunti i libri inviati dallo zio cardinale Fesch, gli acquisti fatti a Livorno e in altre città italiane, alcuni doni e i volumi appartenuti al Corpo del Genio Militare, di stanza nella palazzina prima del suo arrivo. A riflettere meglio gli interessi di Napoleone sono proprio i volumi provenienti da Fontainebleau che, riconoscibili per la raffinata legatura in pelle su cui è impresso lo stemma imperiale, in alcuni casi sono risultati provenire direttamente dal patrimonio dei Borboni. Come risulta dall’inventario conservato alla Bibliothèque Nationale di Parigi è la storia l’argomento dominante, della raccolta, dalla storia classica greca e latina alla storia antica e moderna della Francia, sino alla storia della Corsica, isola natale di Napoleone. Non mancano opere di letteratura, dai classici greci (Esiodo e Omero), agli autori latini (Virgilio e Ovidio), sino all’opera omnia di Voltaire. Anche il teatro occupa un posto di rilievo sia con la produzione comica (le commedie di Molière, Regnard e Dancourt), sia con quella tragica (Racine).

 


Struttura della Palazzina dei Mulini

Mulini 2

Piano terra

1. Ingresso
2. Biglietteria
3. Salone degli Ufficiali
4. Galleria
5. Biblioteca
6. Camera da letto di Napoleone 
7. Anticamera
8. Camera dei valletti
9. Salone dell’Imperatore
10. Gabinetto dell’Imperatore

 

Mulini 3

Primo piano

1. Vestibolo
2. Salone delle feste 
3. Studio di Paolina
4. Salotto di Paolina 
5. Boudoir della Principessa
6. Vestibolo

 

 

 

La palazzina dei Mulini è articolata su due piani: al pianterreno si trova l’appartamento dell’imperatore preceduto da un ingresso, il Salone degli ufficiali, da cui si accede all’ampio salone affacciato sul giardino, la cosiddetta Galleria; questa sala conserva le decorazioni parietali, tra cui il delicato velario rosa disteso sull’azzurro del soffitto, ed è arredata con mobili in stile impero, alcuni provenienti dalla reggia di Fontainebleau, ed interessanti dipinti tra cui una copia della celebre opera di Jacques-Louis David Napoleone al valico del San Bernardo. Una delle preoccupazioni di Napoleone fu quella di dotare la nuova dimora di una fornita Biblioteca con oltre 2000 volumi, facendoli arrivare persino dalla Francia (ne restano più della metà, tra cui la preziosa collezione del “Moniteur Universel”, quasi completa, dal 1790 al 1813). Attigua alla biblioteca si trova la Camera da letto, con il letto che secondo la tradizione sarebbe appartenuto all’imperatore, riccamente decorato in stile impero; alla parete si trova il raffinato Ritratto del Re di Roma, il figlio di Napoleone, copia di Claudio Bulgarini dall’opera di Pierre Paul Proud’hon.

Completano il pianterreno l’Anticamera, dove sono esposte interessanti incisioni raffiguranti le principali imprese militari di Napoleone, e l’austero Guardaroba, destinato ad ospitare i valletti che provvedevano alle necessità dell’imperatore, arredato con mobili di primo Ottocento di cui alcuni di manifattura francese.
Nella Camera dei valletti una grande tavola apparecchiata con stoviglie in ceramica ricorda un momento della vita quotidiana dell’imperatore.
Segue l’arioso Salone dell’imperatore, decorato con il motivo ricorrente del finto tendaggio ed arredato da un elegante salotto realizzato verso la metà dell’Ottocento, in origine nella Sala dei cimeli napoleonici della “Collezione Foresiana” (di proprietà comunale); sempre da questa collezione provengono due dipinti di Antonio Morghen raffiguranti noti episodi della vicenda napoleonica.
Il Gabinetto dell’imperatore, restituisce l’atmosfera austera dello studio e del lavoro quotidiano, confermata dalla presenza di un mobile contenente libri e dall’apertura sull’attigua biblioteca.

Al piano superiore, il Vestibolo era destinato, nei progetti di Napoleone, alla consorte di Napoleone, Maria Luigia d’Austria; in realtà venne per un certo periodo abitato dalla sorella Paolina. 
Affacciato sul giardino si apre l’arioso Salone delle feste, destinato alle cerimonie ufficiali, nel cui soffitto si ripete il motivo decorativo del velario teso sul cielo unito a vittorie alate e trofei allegorici. Lungo le pareti sono esposti il busto di Napoleone I, attribuito al francese François Rude, raffigurante l’imperatore secondo la tipica iconografia dell’eroe romantico e, di fronte, il ritratto, sempre in marmo, della sorella Paolina Borghese. Al centro troneggia lo scenografico Letto da parata, in stile Impero, portato da Letizia Bonaparte all’Elba da Parigi e, dopo la partenza di Napoleone, trasferito a Lucca nella residenza ducale dell’altra sorella Elisa Baciocchi.
In una saletta laterale è custodito il letto da campo realizzato per Napoleone (uno dei tanti che l’imperatore portava con sé nelle sue campagne militari), in ferro e ottone. Il resto del piano è occupato dalle stanze di Paolina Borghese: lo Studio, arredato con mobili stile impero e con il busto di Ferdinando III dei Medici; segue il Boudoir e quindi il Salotto, da poco restaurato, destinato a mostrare il prezioso manto in velluto ricamato appartenuto a Paolina. 
La visita continua nel Giardino della Palazzina, affacciato sulle scoscese scogliere, i cui lavori di progettazione e realizzazione furono seguiti personalmente da Napoleone che amava sostarvi ad osservare il bel panorama sottostante, una scena immortalata, nella sua quotidiana normalità, da numerose stampe di genere popolare.

 

Bibliografia essenziale:

P. Castelli-M. Ferretti, Le residenze napoleoniche a Portoferraio, Pisa 1986

M. Ferretti, Paolo Bargigli e Vincenzo Revelli. Due artisti giacobini al seguito di Napoleone, Pisa 1988

Lector in insula. La biblioteca di Napoleone all’Elba, catalogo della mostra (Portoferraio, Villa San Martino 14 luglio-30 settembre 1989), a cura di D. Matteoni, Livorno 1989

E. Bartolotti-M. Guarraccino, Napoleone all’Elba. Le residenze, Livorno 2002

Mulini 1Museo delle Residenze di Napoleone, Palazzina dei Mulini, Salone delle feste
 

La storia del museo della Villa di San Martino e le collezioni

Portoferraio (Li), Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche dell’isola d'Elba – Villa di San Martino

 Villa San Martino, Veduta dell’ingresso principale

Poco dopo il suo sbarco sull’isola, Napoleone acquistò alcune proprietà della famiglia Manganaro, a pochi chilometri dalla Palazzina dei Mulini, tra cui una rustica casa di campagna con l’intento di trasformarla in dimora confortevole e raffinata, che non avesse nulla da invidiare, per comodità e finiture, alle dimore parigine. I lavori procedettero alacremente e compresero l’ampliamento dell’edificio, la ristrutturazione del prospetto, con la sistemazione di un arioso giardino pensile prospiciente la rada di Portoferraio, e la decorazione degli interni, affidata al piemontese Antonio Vincenzo Revelli. In seguito alla fuga precipitosa dall’Elba ed al ben noto epilogo della vicenda napoleonica, Villa San Martino passò agli eredi dell’imperatore finché, nel 1856, fu acquistata dal nobile russo Anatolio Demidoff, grande collezionista d’arte e soprattutto ammiratore indefesso delle imprese di Napoleone. Demidoff non si limitò a risistemare la villa ma progettò anche di costruire un grande museo destinato ad accogliere i numerosi cimeli napoleonici raccolti; per questo commissionò la costruzione di una galleria che tuttora porta il suo nome.
I suggestivi locali della Galleria Demidoff, oltre a mostre temporanee, ospitano una notevole collezione di stampe, proponendosi come luogo di raccolta di testimonianze iconografiche non solo napoleoniche ma anche degli aspetti più significativi dell’isola.

La ricca collezione è nata dalla fusione di due distinti nuclei: la raccolta Turini-De Micheli, acquistata dallo Stato nel 1985, e la raccolta Olschki, donata alla nazione da Aldo, il figlio di Leo Samuele Olschki, fondatore della prestigiosa casa editrice.
Il primo nucleo, riunito a Roma da Guglielmo Turini, è composto da 230 incisioni di storia napoleonica e da 12 piatti, decorati con immagini dell’iconografia napoleonica, e comprende incisioni, litografie e acqueforti. Numerosi sono i ritratti di Napoleone, in veste di generale ed imperatore e dei suoi familiari, in particolare della bella consorte Giuseppina; non mancano alcune insolite scene della vita privata in cui il grande uomo politico è colto a giocare con il figlio. Naturalmente, abbondano i ritratti degli ufficiali della Grande Armée e delle principali battaglie, ma vi sono anche molte immagini aneddotiche e satiriche, provenienti dai paesi della coalizione anti-napoleonica, in cui il generale viene duramente attaccato e deriso.

 



Struttura della Villa di San Martino

 

 

1. Anticamera dei generali
2. Camera del generale Drouot
3. Camera del maresciallo Bertrand
4. Stanza del “Nodo d’Amore”
5. Camera da letto di Napoleone
6. Vestibolo
7. Studio di Napoleone
8. Sala Egizia



La “casa rustica” era organizzata su due livelli, con al piano terreno i modesti locali destinati alla servitù e il cosiddetto Bagno della Paolina, interamente decorato dal piemontese Antonio Vincenzo Revelli, il pittore ufficiale delle residenze elbane. Al centro della stanza è posta una vasca in marmo su cui è scolpito il motto “Qui odit veritatem odit lucem” il cui significato trova spiegazione nei dipinti delle pareti dove è raffigurato il buio della notte in opposizione alla viva luce del sole, sinonimo della verità.

L’appartamento di Napoleone e dei fidi collaboratori Bertrand e Drouot, occupa il primo piano e comprende sette stanze, comunicanti tra loro, costruite intorno al salone centrale. Oltrepassata la semplice Anticamera dei generali, decorata alle pareti da semplici motivi floreali, si apre la Camera del maresciallo Bertrand, decorata in “trompe l’oeil” con colonne scanalate e soffitto a finto cassettonato, ed arredata con mobili d’epoca.

Segue il Salotto del maresciallo Bertrand, in origine la camera del generale Drouot, decorato con semplici specchiature incorniciate e soffitto a finto cassettonato. L’unica stanza con accesso al salone centrale è la Camera del Consiglio; completamente decorata, è detta anche del Nodo d’amore, dal tenero tema raffigurato al centro del soffitto, in cui Revelli dipinge un grande velario rosa, teso sull’azzurro del cielo, con un’apertura centrale in cui volano due colombe unite da un nastro, che si sta sciogliendo. Il riferimento era, chiaramente, alla separazione forzata di Napoleone dalla consorte Maria Luigia. Nella successiva Camera da letto di Napoleone ritroviamo le pitture parietali imitanti dei tendaggi ed il soffitto dipinto a finto cassettoni, in cui si alternano le api napoleoniche e l’insegna della Legion d’Honneur. Di questa stanza è nota la mobilia originaria, diversa dall’attuale, descritta nel catalogo del museo redatto da Anatolio Demidoff nel 1860.

A seguire si accede allo Studio di Napoleone, decorato da ampie specchiature gialle racchiuse da cornici architettoniche, che in origine accoglieva la biblioteca privata dell’imperatore, trasportata a Parigi dopo la partenza dall’isola; attigua è l’Anticamera in cui si trova un’interessante stampa, commissionata da Demidoff nel 1862, con una veduta della villa.
Fulcro dell’abitazione è la Sala Egizia, le cui pareti sono completamente decorate in “trompe l’oeil” con scene di carattere esotico, scandite da colonne papiriformi ed architravi dipinte con geroglifici, che richiamano le fortunate imprese di Napoleone in Egitto. Al centro della sala è posta una vasca ottagonale, destinata ai giochi d’acqua, in corrispondenza della quale sul soffitto è dipinto lo zodiaco, l’arbitro dei destini umani. I recenti restauri hanno dimostrato la presenza di decorazioni precedenti, forse ricoperte subito dopo la partenza di Napoleone.

 Villa San Martino, Veduta dell'ingresso principale
 

Portoferraio (Li), Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche dell'isola d’Elba

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Inserito, con le sue due sedi, in un contesto storico ed ambientale di elevatissima qualità - tale da attrarre un vasto flusso di visitatori di varia provenienza internazionale - il museo si incarica di non disperdere il ricordo della permanenza nell’isola di Napoleone Bonaparte (4 maggio 1814-26 febbraio 1815), costretto all’esilio elbano dopo l’abdicazione e il trattato di Fontainebleau e prima dei “Cento giorni”. Nella residenza di città, la cosiddetta Palazzina dei Mulini, Napoleone tentò in breve tempo di ricreare, in formato ridotto, l’atmosfera di una corte che lo aveva sempre accompagnato, auspice anche il soggiorno della madre e della sorella Paolina. Attualmente vi si conservano cimeli, arredi e mobili dell’epoca e parte dell’interessante biblioteca condotta con sé dall’imperatore e poi da lui donata alla Comunità di Portoferraio. 
Quanto alla sede extra-urbana, Villa San Martino, si tratta della “maison rustique” acquistata da Napoleone nel giugno 1814 per farne la sua residenza estiva e rimasta inabitata a causa della partenza dall’Elba. Fu in seguito acquisita dal principe Anatolio Demidoff (erede Bonaparte per matrimonio) che, fatta edificare l’imponente Galleria neoclassica che prese il suo nome, sostanzialmente si disinteressò dell’originaria idea di crearvi un museo di memorie napoleoniche. Conserva arredi d’epoca nelle sale affrescate (notevole la cosiddetta “Sala egizia”) e, nella galleria, una raccolta di stampe napoleoniche ottocentesche.

A questo link la Carta dei servizi del museo (aggiornata e con i moduli bilingue per reclami e suggerimenti di miglioramento)

Locandina

 


 

Portoferraio (Li), Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche dell'isola d’Elba – Palazzina dei Mulini

Comunicati

1. Si comunica a tutti i visitatori che l’ingresso alla sede museale dei Mulini, per motivi di sicurezza, è limitato a sole 30 persone alla volta.

2. Si informano i visitatori che sono in corso lavori di adeguamento funzionale dei bagni. Ci scusiamo per il temporaneo disagio.

3. In occasione delle celebrazioni del Bicentenario di Napoleone Bonaparte imperatore all'Elba, aperture straordinarie nei giorni di domenica 4 (8.30-19.30, ultimo ingresso 19.00), martedì 6  (8.30-19.30, ultimo ingresso ore 19.00), domenica 11 (8.30-19.30, ultimo ingresso 19.00) e martedì 13 maggio (8.30-19.30, ultimo ingresso 19.00)

COMUNICATO STAMPA APERTURE STRAORDINARIE RESIDENZE NAPOLEONICHE

 

Indirizzo: Piazzale Napoleone - 57037 - Portoferraio (LI)

Telefono e Fax: 0039 0565 915846


Orario estivo (in vigore fino al 25 ottobre 2014): feriali: 8.30-19.30 (ultimo ingresso 19.00); festivi: 8.30-13.30 (ultimo ingresso 13.00)

Chiusura per riposo: ogni martedì; 1 gennaio; 1 maggio; 25 dicembre


Tariffe: Costo del biglietto: € 3,00 (singolo intero) 1,50 (singolo ridotto)

- ingresso gratuito per i visitatori di età inferiore a 18 anni e superiore a 65 (purché provenienti da paesi dell’Unione Europea o da paesi con i quali l’Italia ha stipulato trattati di reciprocità) 
- giovani dai 18 anni ai 25 e docenti di scuole statali: €. 1,50 
biglietto cumulativo: €. 5,00 intero; giovani dai 18 anni ai 25 e docenti di scuole statali: €. 2,50 (consente la visita sia alla sede della Palazzina dei Mulini, sia a quella di Villa San Martino ed ha validità di 3 giorni)

 

Accesso per portatori di handicap: parziale

Servizi educativi: programmati o su prenotazione

Accesso ai depositi: in base alla normativa vigente, su richiesta da inoltrare alla Soprintendenza

Accesso all’archivio: in base alla normativa vigente, su richiesta da inoltrare alla Soprintendenza

Riprese filmate e riproduzioni fotografiche: in base alla normativa vigente, su richiesta da inoltrare alla Soprintendenza

Concessione d’uso di ambienti (limitata al giardino): in base alla normativa vigente, su richiesta da inoltrare alla Soprintendenza

 

 


Portoferraio (Li), Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche dell'isola d’Elba – Villa di San Martino

 

Comunicato

In occasione delle celebrazioni del Bicentenario di Napoleone Bonaparte imperatore all'Elba, aperture straordinarie nei giorni di domenica 4 maggio (8.30-19.30, ultimo ingresso 19.00), lunedì 5 (8.30-19.30, ultimo ingresso 19.00) e lunedì 12 (8.30-19.30, ultimo ingresso 19.00).


Indirizzo: località San Martino - 57037 - Portoferraio (LI)
Telefono e Fax: 0039 0565 914688

Orario estivo (in vigore fino al giorno 25 ottobre 2014): 8.30-19.30  (ultimo ingresso ore 19.00) 
Chiusura per riposo: ogni lunedì; 1 gennaio; 1 maggio; 25 dicembre

 

Tariffe: Costo del biglietto: € 3.00 (singolo intero) 1,50 (singolo ridotto)

- ingresso gratuito per i visitatori di età inferiore a 18 anni e superiore a 65 (purché provenienti da paesi dell’Unione Europea o da paesi con i quali l’Italia ha stipulato trattati di reciprocità)
- giovani dai 18 anni ai 25 e docenti di scuole statali: € 1,50
biglietto cumulativo: € 5,00 intero; giovani dai 18 anni ai 25 e docenti di scuole statali: € 2,50 (consente la visita sia alla sede di Villa San Martino, sia a quella della Palazzina dei Mulini ed ha validità di 3 giorni)

 

Accesso per portatori di handicap: parziale

Servizi educativi: programmati o su prenotazione

Accesso ai depositi:
in base alla normativa vigente, su richiesta da inoltrare alla Soprintendenza

Accesso all’archivio: in base alla normativa vigente, su richiesta da inoltrare alla Soprintendenza

Riprese filmate e riproduzioni fotografiche: in base alla normativa vigente, su richiesta da inoltrare alla Soprintendenza

Concessione d’uso di ambienti (limitata allla galleria e al parco): in base alla normativa vigente, su richiesta da inoltrare alla Soprintendenza

CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

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