GRANDUCATO DI TOSCANA: ATTRIBUZIONI ED INCOMBENZE DEL GONFALONIERE 

da elbareport

 

Portoferraio dopo Napoleone: Il Gonfaloniere

Portoferraio dopo Napoleone: Il Gonfaloniere

Scritto da Marcello Camici Martedì, 24 Dicembre 2013 06:50

Dopo la caduta di Napoleone e l’avvento all’ Elba della restaurazione del governo del granducato di Toscana, il territorio fu diviso in quattro comunità con una sola cancelleria a sede in Portoferraio. Ognuna di queste comunità aveva una propria “Magistratura Comunitativa” e un “Consiglio Generale Comunitativo”: così veniva chiamato l’apparato preposto all’amministrazione.
Il “Capo della Magistratura” è chiamato Gonfaloniere.
Nel gennaio del 1816,Vincenzo Vantini è il primo gonfaloniere della comunità di Portoferraio dopo la restaurazione.
Viene estratto dalla relativa borsa dei gonfalonieri.
Gaetano Savi  a lui succede ,non estratto, ma nominato dal granduca in applicazione della legge di riforma delle magistrature comunitative emanata motu proprio dal granduca  Ferdinando III nel settembre del 1816.
Con questa riforma la figura e la funzione del Gonfaloniere,cioè del sindaco,assume un ruolo di primaria importanza e,forse proprio per questo,la sua nomina viene sottratta al metodo dell’imborsazione e riservata  al Granduca : non più gonfaloniere estratto dalla borsa dei gonfalonieri ma,”nominato” direttamente dal granduca.

“Art. IV. Il Gonfaloniere non sarà altrimenti estratto a sorte, ma ne riserviamo a Noi la nomina e l’elezione sulle proposizioni che dovranno essercene fatte dal Senator Soprassindaco e Soprintendente Generale delle Comunità,secondo le istruzioni che verranno ad esso comunicate  
Art V. Non potranno essere proposti se non quei soggetti i quali allo stato attuale delle cose ,sono ammessi alla Borsa dei Gonfalonieri e capaci di tale Uffizio ( Legge 16 settembre 1816. Circolari e ordini dal Soprassindaco Provveditore dal 1815 al 1817.C64. Carta 37bis.ASCP)

Con “ Venerabilissimo Dispaccio “ del “Clarissimo Signor Senator Soprassindaco”del 20 ottobre 1816 ecco i “nominati” per ogni Magistratura di ciascuna delle quattro comunità elbane:
“Uffizio dei Fossi di Pisa. Nota dei Gonfalonieri e Priori delle Comunità comprese nella cancelleria di Portoferraio,in primis nominati cone “Venerabilissomo Dispaccio” di 20 ottobre 1816 per il triennio 1°Gennaio 1817 a tutto Dicembre 1819 e gli altri per il futuro anno 1817 detti dal Clarissimo Sig. Senator Soprassindaco in ordine alla Legge dè 16 settembre 1816.
Comunità di Portoferraio

Gonfaloniere Savi Giuseppe.
Priori: 1.Hutre Luigi, 2.Barbieri Giò Batta, 3.Palmi Giuseppe, 4.Pagni Tommaso
Comunità di Longone
Gonfaloniere Cerboni Giuseppe
Priori: 1. Perez Giorgio, 2. Ninci Vincenzo, 3.Quintavalle Filippo, 4. Baldetti Michele
Comunità di Rio
Gonfaloniere Binelli Giacomo
Priori:1. Pellegrini Dr. Fortunio, 2. Pazzaglia (….), 3. Soldani (…), 4. Nicolai Spirito
Comunità di Marciana
Gonfaloniere Gori Pietro
Priori: 1. Anselmi Giov. Batta, 2. Manzi Giovanni, 3. Seracchi Bartolomeo, 4. Berti Antonio
Pisa dall Uffizio dei Fossi.Pisa 26 ottobre 1816, Il Segretario Antonio Bernardi” (Corrispondenza con Uffizio Fossi di Pisa dal 1815 al 1817.C60.Carta 125. ASCP)

Nella circolare di cui sopra è da notare che i Priori,sempre in numero di quattro,sono ciascuno contrassegnati da un numero che è molto importante per poter stabilire- come prescrive la nuova legge di riforma- quale priore,in mancanza del Gonfaloniere perché assente,può sostituirlo in qualità di  vice sindaco: il primo in lista e, se assente anche lui, il secondo in lista.
Nell’articolo che segue, il VI della legge di riforma comunitativa del 16 settembre 1816, vengono indicate le caratteristiche generali che deve avere chi viene proposto per ricoprire l’ufficio di gonfaloniere,la durata temporale  di tale ufficio,il premio dei meriti eventualmente acquisiti.

Art. VI. Nelle proposizioni si avranno in vista principalmente i Possidenti più distinti per buona reputazione, per moralità,o per zelo Patrio, e quelli che o abitualmente fanno residenza nella Comunità o che si dichiarano di dimorarvi per la maggior parte dell’anno,nel caso che abbiano aperta Casa altrove
Art VII. Il Gonfaloniere da Noi nominato rimarrà in carica per tre anni,decorsi i quali si procederà a nuove disposizioni  in cui potrà essere compreso anche quell’istesso che esercitato nell’antecedente triennio l’uffizio di Gonfaloniere
Art. VIII. Chiunque in tal carica si renda benemerito dello Stato e della Patria e quelli che specialmente distinguendosi per zelo e per il buon servizio pubblico meritassero di essere nominati all’istesso posto per un altro triennio,adempiendone le funzioni con piena soddisfazione per sei anni consecutivi acquisteranno il titolo di una distinzione onorifica ovvero secondo le circostanze ad un qualche impiego adattato alla rispettiva situazione.   (Legge 16 settembre 1816. Idem come sopra.ASCP)

Con questi articoli di legge il granduca Ferdinando III avoca a se stesso il diritto di nomina del primo cittadino conferendogli ampi poteri ,chiamati “attribuzioni ed incombenze del gonfaloniere”, di cui parlerò .
Ma,proprio per questo,vuole assicurarsi di eseguire una nomina oculata: conoscere le qualità personali del futuro gonfaloniere, di colui che viene proposta per la nomina.
Nel caso specifico di Gaetano Savi,primo gonfaloniere di Portoferraio a nomina diretta granducale,ecco quali sono le qualità personali segnalate dalla cancelleria,nella persona del cancelliere Ugolini,al superiore ufizio ,quello di Pisa,nella persona del Soprassindaco Provveditore, per proporlo all’ufficio di gonfaloniere:
”Tratta eseguita dalla Magistratura Comunitativa di Portoferraio nella seduta del 19 settembre 1817 per la variazione della metà del Seggio Comunitativo per la Nuova Magistratura dal 1°gennaio a tutto dicembre 1818. Osservazioni sulle qualità personali.  Savi Gaetano Gonfaloniere. Attaccato al Governo,accètto al Pubblico,onesto ed attivo e disimpegna il suo uffizio con zelo ed intelligenza.” (Corrispsondenza con Uffizio Fossi di Pisa dal 1815 al 1817.C60.Carta 263.ASCP).
Queste qualità personali furono poi segnalate dal Soprassindaco Provveditore  di Pisa al Senator Soprassindaco e Soprintendente Generale delle Comunità in Firenze per farne propozione al granduca.
Queste qualità personali sono gradite al Granduca e ,Gaetano Savi,proposto con queste qualità,fu nominato.
Queste qualità si aggiungevano ai requisiti che la legge indicava per poter diventare Gonfaloniere e cioè essere possidente,distinto per buona reputazione,per moralità,per zelo patrio e  abitualmente residente nella comunità . Lo “zelo Patrio” è poi qualità che insieme al “buon servizio pubblico” dimostrati nell’espletamento dell’uffizio di gonfaloniere  fanno scattare la possibilità di essere nominati  dal granduca per un ulteriore triennio alla fine del quale se si adempie “le funzioni con piena soddisfazione” si acquisisce  non solo  il merito di una onorificenza ma anche la possibilità di  venire assunto nello stato in qualche impiego “adattato alla rispettiva situazione”.
Ciò significa che il granduca si riserba di valutare di assumere in qualche impiego dello stato quel gonfaloniere che ha dimostrato in determinati campi dell’amministrazione merito ed efficienza.
Così il gonfaloniere diventa espressione e simbolo del granduca in ogni comunità locale.

Marcello Camici

ASCP Archivio storico comune Portoferraio

 

 

Granducato di Toscana: Attribuzioni ed incombenze del Gonfaloniere (Seconda ed ultima parte)

Scritto da Marcello CamiciDomenica, 05 Gennaio 2014 09:13

Con la restaurazione del governo granducale, al Gonfaloniere, primo cittadino della comunità, S.A.I. e R. Ferdinando III, Asburgo-Lorena, affida “attribuzioni ed incombenze” che mai prima, neppure con la riforma comunitativa di Pietro Leopoldo del secolo precedente, il settecento, aveva avuto.
Tutto questo accade perché il Granduca vuole che il Gonfaloniere sia agli occhi dei suoi sudditi, in ogni singola comunità, simbolo ed espressione diretta sua e del suo potere.
Con la nomina diretta, il Gonfaloniere è divenuto uomo di fiducia: non a caso viene scelto dal Granduca dopo avere conosciuto le qualità personali. 
Perciò il Granduca sottrae la nomina del Gonfaloniere al sistema dell’imborsazione avocando a sé stesso la nomina diretta.
Ho già parlato di alcune di queste “attribuzioni ed incombenze” del Gonfaloniere che riguardano le sue funzioni  A) nelle adunanze magistrali, B)nella “ispezione sull’Economico” della Comunità potendo “farsi render conto ogni volta che lo creda opportuno dello stato economico di qualunque Azienda,o Stabilimento Comunitativo” e C) sul buon governo potendo “il Gonfaloniere nel concorso di gravi motivi ordinare la sospensione degl’impiegati subalterni della Comunità,non escluso il Perito di Strade,qualora si verificasse il caso di loro mancanza  in Uffizio”.
Altre ed ulteriori “attribuzioni ed incombenze“  riguardano il suo ruolo nel pagamento delle tasse da parte dei cittadini della comunità, dove senza la sua presenza con firma, il Camarlingo, funzionario comunale addetto all’esazione delle tasse e dei pagamenti, niente può disporre:
“Art. XXIX
Dopo otto giorni dal dì di scadenza di ciascuna rata di Dazio il Gonfaloniere si assicurerà se dal Camarlingo siano state esatte le rispettive Poste, e si farà rendere conto dello Stato della esazione richiamando ad esame la Scrittura,da tenersene nella forma che sarà prescritta con particolari Istruzioni.
Art. XXX
Niun mandato del Cancelliere potrà essere pagato dal Camarlingo se non sia munito del visto del Gonfaloniere il quale conosciuta la regolarità del pagamento potrà renderlo esecutorio col predetto suo visto,in difetto del quale,se mai il Camarlingo effettuasse non ostante il pagamento,non potrà essergliene abbuonato il valore,ma dovrà rimanere tutto a suo carico” (Legge 16 settembre 1816.Circolari ed ordini dal Soprassindaco Provveditore dal 1815 al 1818.C64,Carta 37 bis. ASCP)

Queste norme di legge assegnano al Gonfaloniere un ruolo nell’esazione delle “Poste”(imposte) che non aveva mai avuto nel  Granducato dove era sempre stato il Cancelliere ad avere responsabilità contabile,e lo avvicina al suo omologo,il Maire,del periodo francese,che invece aveva responsabilità contabile.

Le strade locali  di comunicazione ,chiamate “strade comunitative” perché i lavori di costruzione e mantenimento sono a carico della comunità il cui territorio tali strade percorrono, sono un’altra “attribuzione ed incombenza “del Gonfaloniere,in quanto deve su di esse “invigilare” e in particolare,sul “Perito di Strade”:

“Art. XXXI.
E’ affidato specialmente al Gonfaloniere il carico d’invigilare che le Strade Comunitative siano ben mantenute,e che gli Accollatari soddisfacciano con esattezza alle loro obbligazioni,ed il Perito della Comunità sarà tenuto di adempiere a tutte quelle Commissioni che dal Gonfaloniere per quest’effetto gli verranno ingiunte.
Art XXXII.
E’ abolito l’Emolumento stabilito a favore dei Periti di Strade con il Regolamento e Istruzioni per le conclusioni degli Accolli delle Strade Comunitative approvato con l’Editto dè 12 settembre 1814.Il Gonfaloniere proporrà al Magistrato l’assegnamento fisso da stanziarsi al Perito suddetto e da sottoporsi alla superiore approvazione.
Art XXXIII.
In caso di urgenza sarà in facoltà del Gonfaloniere di ordinare quei lavori che non ammettono dilazione,e che trascurati porterebbero  a danni e spese maggiori con obbligo di dar conto immediatamente al rispettivo Provveditore di Soprintendenza Comunitativa e farne poi partecipazione nella prima adunanza magistrale.” (Idem come sopra)

Erano precise le “attribuzioni ed incombenze” del Gonfaloniere riguardanti la sicurezza pubblica.
Esse  andavano dalla possibilità di promuovere tutte le “misure e disposizioni di polizia” per influire sulla “quiete e sicurezza pubblica” fino alla facoltà di far arrestare chiunque turbasse “la tranquillità pubblica”.
In qualche modo,questa disposizione di legge anticipa così quella figura che oggi viene chiamata ‘pubblico ufficiale’:

“Art XXXIV.
Il Gonfaloniere avrà cura di promuovere presso il Giusdicente tutte quelle misure e disposizioni di Polizia che possono influire alla quiete e sicurezza pubblica,alla nettezza delle Strade ed altri simili oggetti
Art. XXXVI.
Il Gonfaloniere avrà facoltà di provocare presso i Tribunali l’arresto di qualunque persona turbasse la tranquillità pubblica,o si rendesse in qualche infesta ai privati, e potrà anche ordinare direttamente nel caso d’insulti personali o di altro avvenimento che richiedesse pronto provvedimento, facendo consegnare l’arrestato in Tribunale, onde sia proceduto contro di esso in conformità delle Leggi. 
Art. XXXVII.
A tale effetto, ed in questi casi la forza pubblica seconderà e si presterà agli ordini del Gonfaloniere”(Idem come sopra)

“Incombenze ed attribuzioni” v’erano per il Gonfaloniere anche in campo sanitario in modo particolare sulla sicurezza alimentare dove il primo cittadino è coinvolto in quanto deve “vegliare”sui Grascieri:

“Art. XXXV.
Ritenuta l’istituzione dei Grascieri questi dipenderanno dagli ordini del Giusdicente,il quale parteciperà le sue disposizioni al Gonfaloniere, cui incomberà di vegliare sulla regolarità dell’esecuzione.” (Idem come sopra)

L’articolo che segue,il XXXVIII,l’ultimo che riguarda “le attribuzioni ed incombenze del gonfaloniere” stabilisce quali sono gli organi sovracomunitativi tramite i quali il Gonfaloniere “corrisponderà col Governo” e perciò col Granduca stesso,nell’espletamento delle sue”incombenze ed attribuzioni”:

“Art. XXXVIII.
In fine il Gonfaloniere corrisponderà col Governo per mezzo del Senator Soprassindaco,dei provveditori di Soprintedenza  Comunitativa,e per mezzo del Presidente del Buon Governo,secondo le competenze dei Dipartimenti rispettivi dando sfogo a tutte le commissioni che gli saranno ingiunte,ed al termine di ogni anno dentro i primi quindici giorni di Gennaio rimetterà al predetto Senator Soprassindaco un Prospetto informativo dello Stato della Comunità nei rapporti tanto economici che politici” (Idem come sopra)

Questo ultimo articolo di legge è particolarmente indicativo sulle “incombenze” che il Gonfaloniere ha assegnate.
Corrispondere “secondo le competenze dei Dipartimenti rispettivi” presieduti dal Senator Soprassindaco,dai Provveditori di Soprintendenza Comunitativa,dal Presidente del Buon Governo significa che il Gonfaloniere è chiamato a possedere una profonda conoscenza della struttura organizzativa dello stato granducale.
Marcello  Camici
ASCP: Archivio storico comune Portoferraio

CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

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