CARPANI

Memorie in libertà di Massimo Puccini

da una vecchia foto di Carpani di Mauro Meoni

Una piccola importante premessa che è una raccomandazione “ Sconsiglio la lettura delle memorie che seguono a chi non sia carpanese, meglio se datato, per tutti gli altri il testo che segue sarà una pesante e noiosa elencazione di personaggi e situazioni di nessun interesse” . Grazie MP

 

Carpani, che prende nome da un Ufficiale al seguito di Napoleone Bonaparte, una volta quasi periferia a 4 km da Portoferraio, ormai tutt’uno con la città, si spinge a sud fino alle campagne degli Orti, del Podere, delle Foci e Valle di Lazzaro. A est fino alla grande distesa di Loppa residuo dell’attività Siderurgica, con i suoi canali che lambivano piccoli pollai ed orti, ora sede della Variante della strada Provinciale e della zona Commerciale ed Artigiana.

Una volta, anni 50/60 addirittura vista come possibile pista di atterraggio per l’aeroporto dell’Isola d’Elba, progetto poi abbandonato, quando i lavori di spianatura erano già iniziati ed un primo piccolo aereo era atterrato (me presente).

Verso Portoferraio tocca la Sghinghetta, altro vecchio quartiere, mentre verso occidente è naturalmente limitato dalle colline del Brunello, Monte Tabari e Monte delle Puppe. Dalle quali si aprono scenari assolutamente impensabili, da provare...

 

Io sono nato in Via Guerazzi (rigorosamente con una ere sola, come Portoferaio e tera) in pieno Centro di Portoferraio, al numero 64 sopra il noto ristorante La Barca del Bicecci, dove una volta vendeva un negozio di carbone da riscaldamento per i famosi Scaldini. Da pochi mesi fino praticamente a 40 anni, tranne inverni scolastici a Livorno, ho vissuto a Carpani piu’ esattamente al Palazzone, Case Popolari Municipali, come dice la monumentale scritta Littoria, che c’e’ ancora e che ha superato anche la II Guerra Mondiale.

Eravamo una bella banda di bastardi ed insieme ci siamo divertiti moltissimo ! Maurizio, Franco e Roberto Stellini, Marino ed Andrea Flamini, Rodolfo (ora capo dei Vigili Urbani) ed Alessandro Pacini, Il povero Nedo Marinari, Silverio (ospedaliero), Leonardo Gentini (comune) , Sergio Carlotti (Centro Trasfusionale), che abitava al quinto piano, d'angolo con un panorama incredibile su quasi tutti i lati, poco importava che i cinque piani fossero senza ascensore ! Pietro Vannucci Mazzei che viveva al piano terreno nel mio portone, poi emigrato in Peru’ e Milvio nella confinante Palazzina Ridi . C'erano poi le bimbe, un mondo a parte, altri tempi, Renata Canovaro, Daniela Paoletti, Mariagiovanna Gori (ospedale), Rita Pagnini, Paola Marinari vedova Cipolletta, Mirella. Questo per ricordare quelli di età avvicinabili alla mia, gli altri per noi erano "gli altri" ingiustamente snobbati come pivellini, tra questi : mio fratello Claudio e Giampaolo Paoletti.

Il Palazzone, 30 appartamenti con 3 portoni, il cortile interno e le pile per lavare i panni, ogni appartamento ne aveva una , il giardinetto bel vedere sulla strada (fiori neanche a parlarne) e le misteriose un po' tetre, magiche, soffitte, senza illuminazione, una per ogni appartamento allineate in bui corridoi e chiuse da cancelli di legno, contenevano, e forse contengono, un mondo di vecchie cose tutte da scoprire.

Ospitavano dei grandi serbatoi per l’acqua, che si riempivano con un fruscio che riecheggiava nei tetri corridoi. Si raggiungevano con 6 piani di scale che si affacciavano sulla strada con grandi vetrate.

Tutto ciò ha reso “il Palazzone” unico, quasi fiabesco e mitico, il castello della nostra adolescenza.

Nel cortile interno, ben protetto, quando non c'erano panni stesi, ma anche quando c’erano..., si poteva giocare a pallone o correre con le bici, per poi esausti ed affamati alzare gli occhi verso i terrazzi ed a squarcia gola chiedere la merenda, che pazientemente le mamme confezionavano e poi, imballate nella carta gialla, lanciavano alla prole affamata. Bei ricordi e bei profumi , quasi palpabili…

Niente merendine, piuttosto, pane burro e zucchero, o pane olio e sale, pane strusciato con il pomodorino fresco, qualche volta panino con formaggino o con odore di affettato, per tutti troppo costoso.

Una volta ho visto comprare 2 fette di salame, deposte sulla carta oliata, e farsi mettere l’olio di sansa ed oliva sfuso in una boccettina di brillantina Palmolive ! (ero nel negozio di Gesu’)

Nel cortile si organizzavano le missioni contro “quelli del Brunello” o “della Sghinghetta”, come nella “Guerra dei Bottoni”, quante ne ho prese...

Mi ricordo che dalla botola che dava sul tetto, raggiungibile dal piano soffitte con una scala a pioli mezza marcia , ci si trovava spaventosamente in alto per noi ragazzi che non disdegnavamo pero’ di salirci,.

Da lì sparavo con la carabina pallini di piombo ai passerotti sulle antenne TV…

“Ecco perché vedevo male Lascia o Raddoppia con le vittoriose gemelline Fabiani/Appiotti”, diranno molti...Sempre con la carabina sparavo a tutto ciò che si muoveva o anche no, dal terrazzo del terzo piano, a farlo oggi arrivano le teste di cuoio in 2 secondi !

Alla Sghinghetta c’era già l’asilo infantile di San Giuseppe con la mitica, immarcescibile Enrichetta, sorella di Don Pietro, mentre fuori Carpani sulla strada per Procchio sorgeva la scuola elementare , 3 aule per 5 classi, ricordo ancora le maestre, la Sora Emilia Pacini/Fabiani, La Maestra Cavallini/Arnaldi, e l’inossidabile, dolcissima Luisa Ridi/Losi, la mia maestra dalla seconda alla quinta elementare, ancora la incontro e non manca mai d’interessarsi a me ed agli altri miei compagni di classe.

Per citarne solo alcuni che ricordo meglio, Victor Marinari ora professore a Livorno, Maurizio Melani (Lentisco), Giuliano Mattafirri, Giulio Marinari, poi pioniere dei media locali , Adriano…, Sergio Diversi (serramenti) che ha dato e da’ grande prova di coraggio, sulla sedia a rotelle da una vita, per una vigliacca sclerosi a placche. Con Victor Marinari, Sergio era il mio compagno del cuore, ancora lo vado a trovare e scherziamo raccontandoci episodi della nostra adolescenza, non manca mai di stupirmi con la sua forza di vivere e lavorare, spesso pare sia lui che ti consola degli affanni della tua vita.

 

Darebbe alla foto un tocco di nobiltà storica, la figura del mitico Biri con il cappello da marinaio che dirigeva il traffico al Bivio Boni, forse in quel momento era a farsi un "topino" da Gesu' (con tutto rispetto...) per annaffiare una bella granfia di polpo lesso cucinata ad arte e venduta alla forchetta dall’aveggio caldo di Zelindo, padre di Sparafucile Rossi . Bacocco faceva lo stesso sull'angolo del mercato vecchio a Portoferraio, di fronte al venditore di trippa lessa, sempre sulla forchetta. Igiene poco ma che qualità….

Panino, altro mito del Carpani, lo vendeva ma nell’ enotrattoria che e’ poi diventata Ristorante Cinese Great Wall (Grande Muraglia) ed ora ha ancora una veste diversa.

Giuliano Diversi e Roberto Pacini, erano piu' grandi, frequentavano già le superiori, li vedevamo poco, studiavano fuori e quel “Fuori” sapeva per noi ragazzi di Misterioso e Desiderabile...

Le ragazze erano per noi come creature irraggiungibili, altro che Beatrice Donna Angelicata di Dante, “tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quando altrui saluta …”, anche nei corteggiamenti al Circolo di Carpani, dove cercavamo, inutilmente, di trovare la forza per invitarle a ballare.

Per me due sopra tutte le altre: Rita Gasparri, poi felicemente signora di Roberto Pacini e madre di tre bellissime ragazze a loro volta mamme, e Carla Orsi, la figlia del macellaio.

Ogni tanto si vedeva alla fermata del BUS Lucianona Miliani, bravissima a scuola, già allora molto bella, con il suo vitino ed i fianchi belli larghi, la visierina e la bici sono venute dopo.

 

Al tempo di Macelli a Carpani ce ne erano 3, Uberth Calafuri, Rossi, ed Orsi appunto.

Il negozio di Alimentari per eccellenza era quello del famoso Giovannino Pomonticchio (originario di Pomonte) , piu’ piccolo quello di Gesu’ (Del Bono), che aveva anche la piccolo enoteca con un basso muretto in ombra al fresco della sera dove i clienti svaporavano i fumi del buon vino locale.

Accanto a Gesu’ Lido il biciclettaio, un monumento alla tolleranza ed alla bonomia sempre disponibile verso noi ragazzi.

Due i barbieri di Carpani, con tanto di poltroncina cavallino per far sedere, quasi legati, i ragazzi durante l’intervento di Haute Couture, Furio ed Arnaldo, sempre con qualche gioco per non far scappare i mocciosi (noi).

Alla base del palazzo Fabiani molti fondi, tutti con attività che davano un buon servizio al pubblico, la latteria di Ribelle, l’emporio del Sor Sandro Fabiani, proprietario dell’immobile, il mitico Cecco Pacini caccia e pesca, ci ho comprato la carabina con cui facevo sfracelli, spesso con mio cugino Marco Fabiani che da Firenze si univa, lui “continentale”, a noi “bastardi” di Carpani.

Per dirvi come i tempi erano diversi, mio padre Silvano mi regalò la prima carabina Mondial ad aria compressa a pallini calibro 4.5 di piombo, per il mio sesto compleanno, rientrando da una missione alla Posta di Pianosa. Oggi quelle carabine, giocattolo, mica tanto, vanno denunciate in Commissariato e ci vuole il porto d’armi….

Sul marciapiede alto dopo il Circolo verso il Bivio, dove ora c’e’ l’ufficio Legale, stavano Beppa la verduraia, figura estremamente caratteristica, madre di Viola ed il Sali e Tabacchi con emporio (molto western) di Mario Pacini, poi passato a Livio, padre di Rodolfo ed Alessandro, ed ora a nuovi immigrati dal sud, ma in posizione diversa, fra la Canon Central Copy di Piero Paolini ed il distributore Agip che al tempo era dell’ ineffabile Bandolero (Innocenti).

L’altro distributore, inizialmente Shell, poi Gulf e quindi Q8, era di quel bontempone di Attilio Caprilli, sempre sorridente e scherzoso, per tutti un amico ed uno sponsor, ha regalato piu’ benzina in vita sua…

Sull’altro lato della via entrando in Carpani da Procchio il Forno di Tottero (Silvano) Nocentini, capostipite della famiglia, che, con Nisia, la moglie e madre di Tiziano, Tiziana ed il povero Elvio, ha saputo creare e gestire con dedizione e senso degli affari, una così vasta fortuna imprenditoriale.

Sempre con la grande pala in mano, davanti alla bocca del caldo forno, fornivano schiaccine all’olio e pizza, belle calde, agli studenti, sempre noi, che si recavano al plesso (oggi si chiamano così) della scuola elementare di Carpani.

Accanto Biondi il fabbro, prima il padre e poi Sergio, grande artigiano sempre disponibile e generoso, entrare in quella buia fucina rischiarata dal bagliore delle vivide fiamme delle forge era come entrare nell’Inferno Dantesco.

Accanto, sull’angolo Furio, il barbiere di cui si e’ detto, ora lì esercita la macelleria dell’ amico Fabrizio Pratesi.

Oltre il Bivio, verso Portoferraio, lo shop di Bandolero dove ora c’e’ la Pizzeria tre Archi di Stefano Frassini, pizza e torta cecina da sballo, poi il bar di Lincoln che ora e’ del fratello di Stefano, Moraldo, ambientino di buoni bevitori poco avvezzi alle cerimonie, come d’altra parte era da mio nonno Troncaceci al Ponticello.

Scorrendo ancora si trovava Giovannino Pomonticchio, dove ora c’e’ il negozio di Moto di Claudio e Tiziana Mameli, poi un’altra figura che e’ nella memoria di tutti i vecchi Carpanesi, Bruna Biondi , sorella di Sergio, con la sua fornitissima merceria, poi Uberth il macellaio, quindi la Trattoria da Panino, poi il Bar Biliardo di Carletto e Maruska, ora Zamboni, Arnaldo il barbiere , Orsi il macellaio ed il bel negozio di moda Signorini, quindi Abramo il sarto, persona di grande signorilita’ nonostante menomato da una gamba artificiale, per un breve periodo il negozio di Alimentari del CAP ed il grande cipresso, ora davanti a casa di Pancino (Elio Martini) che tutti gli anni per Natale veniva camuffato da abete e coperto di strenne.

In attesa che aprisse il grande Supermercato CAP alla Sghinghetta, forse troppo avanti per il tempo, l’alimentari CAP si trasferì sotto casa di Rita di fronte alla bella palazzina signorile del vecchio Nello Fabiani , grande esperto di sementi, oggi abbandonata in malora, peccato !!

Poi, al posto dell’alimentari, per un breve periodo, stette la Posta Succ. 1 di Portoferraio, (che bello quando la posta centrale era davanti al Comune e le due Succursali al ponticello ed al Carpani ! ) trasferitasi poi di fronte al tabacchino, oltre Bivio Boni.

Vi parrà strano ma il palazzo Campitelli, dove ora ha sede il grande negozio della signora Vannucci, e quello di fronte, dove ora e’ la Farmacia , ancora non c’erano, ma c’erano già I due forni molto apprezzati di Zallo come ora, e del Pisani, ora Bardino che si posizionava accanto alla piccola mostra di Elvio Fantozzi, al tempo Autobianchi.

Sicuramente sarà per quasi tutti una sorpresa sapere che, di fronte al Palazzone, Giorgio Galvani, vulcanico imprenditore, aprì un grande (per l’epoca) negozio di elettrodomestici e nel retro addirittura una Factory per la vulcanizzazione e la ricopertura dei pneumatici, dove si fece le ossa da gommista, tanta roba, l’amico Paolone Cortini.

Sull’altro lato della strada, fra il Palazzone e la palazzina Fabiani, Pasqualino Ridi confezionava Lisciva ed altri prodotti a base d’ipoclorito di sodio come il ranno per le olive etc. Altro posto che aveva in se una grande suggestione, fra le damigiane ed i fumi dei prodotti trattati.

Mi rendo conto di essere stato prolisso, ma quando si comincia…, I ricordi vengono come le ciliege, uno tira l’altro, sicuramente però avrò dimenticato qualcosa o qualcuno, non me ne vogliano.

Ma torniamo a noi ragazzi al Circolo, sotto le due palme che fanno bella mostra di sé davanti all’ingresso, si facevano giochi culturalmente impegnati: battimuro, biglie, nascondino, le belle statuine, bocce e così via, mentre i genitori s'intossicavano di fumo nelle salette da gioco

Tra i frequentatori giovani del Circolo, dove al bar il babbo di Rita aveva ceduto il posto a Corradino marito di Viola, Luciano Ferrari (Pilota o Pelota) per l'abitudine di trasformare la bici in un motorino con un cartone che batteva sui raggi della ruota ed il fratello Roberto.

Mi rendo conto, scrivendo, che Carpani, apparentemente immutato nella sua banalità, negli ultimi cinquant’anni si e’ in realtà completamente trasformato, almeno in chi ci vive, ma conserva la sua atmosfera sorniona di prima periferia, dove tutto si svolge ma niente accade…

Madonna però come siamo cambiati noi ragazzi di allora, certo molto piu’ di Carpani.

 

rivisitato

01/04/2013

MP

 

 

 

 

CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

Questo sito utilizza cookie utili a migliorare la consultazione delle nostre offerte.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando su qualunque suo elemento, acconsenti all’uso dei cookie.