L'ammistrazione pubblica nell'Elba post-napoleonica

Scritto da Marcello Camici Domenica, 20 Gennaio 2013 08:46

Aulo Gasparri ha descritto gli avvenimenti accaduti a Portoferraio nei mesi immediatamente successivi alla partenza di Napoleone e cioè dal febbraio al dicembre 1815 (1).

Furono giorni convulsi dove alla caduta dell’imperatore seguì la restaurazione. E’ proprio nel dicembre del 1815 che si registra a Portoferraio l’avvento della restaurazione del governo granducale toscano con l’apertura di un fascicolo dove vengono scritte le deliberazioni della nuova amministrazione locale.

“Al nome di Dio.Amen

In questo libro si registreranno dai Cancellieri pro-tempore le Deliberazioni e Partiti della Magistratura e Consiglio Generale della Comunità di Portoferraio;intitolato da me sottoscritto primo Cancelliere organizzatore della nuova cancelleria di Portoferraio ed annessi.

Questo dì 20 dicembre 1815.

Luigi Guidoni Cancelliere “ (ASCP).

Sono trascorsi pochi mesi da giugno quando Napoleone è stato sconfitto a Waterloo e anche all’Elba,a Portoferraio,si respira restaurazione del vecchio regime.

Infatti, due giorni dopo, nel libro di cui sopra viene scritto “Al dì 22 dicembre 1815. Sua Altezza Reale Ferdinando Terzo d’Austria Granduca di Toscana con venerabilissimo Motu proprio del 17 ottobre avendo stabilito il sistema amministrativo dell’isola d’Elba ,l’illustrissimo Sig.Conte Agostino Fantoni, Commissario regio straordinario di detta isola e del principato di Piombino coerentemente al prelodato Motu proprio con ministeriale del 16 dicembre cadente prescrive a me Cancelliere Comunitativo per tutta l’isola suddetta il sistema per la formazione delle Borse dei Gonfalonieri, Priori e Consiglieri di ciascuna delle quattro comunità comprese nella nuova Cancelleria di Portoferraio e quindi all’estrazione delle nuove Magistrature che dovranno entrare in carica il dì primo gennaio 1816 onde in seguito di tali superiori ordini convocati l’ill.mo sig. Pietro Traditi, Maire, il sig. Felice Grandolfi controllore delle Contribuzioni dirette della Comunità di Portoferraio, collegialmente si procede alle operazioni che appresso.

Primeramente previo lo sfoglio del Quadro delle Contribuzioni fondiarie di quest’anno che deve servire di norma per questa prima imborsazione furono incluse nella prima Borsa dei Gonfalonieri della nuova Comunità di Portoferraio le Polizze aventi i seguenti nomi “ (ASCP)

Segue una lista di diciassette nomi e cognomi che riguarda “l’imborsazione” dei Gonfalonieri . Quindi ancora una lista di nomi e cognomi (trentaquattro) inclusa nella Borsa dei Priori e “finalmente nella Borsa dei Consiglieri si posero indistintamente tutti i Possidenti descritti nell’antedetto fascicolo della Contribuzione fondiaria di quest’anno. Avendo in tal guisa avuto luogo l’imborsazione si divenne alla tratta delle nuove magistrature e per mano del Sig. Maire Traditi dalle Borse infrascritte furono tratte le seguenti polizze…”(ASCP).

Furono tratte alcune polizze tra cui quella Bigeschi Candido come gonfaloniere, il quale rifiutò la carica, poi le polizze dei Priori e poi le polizze dei Consiglieri. ”…dopo di che furono riposte le polizze estratte nelle rispettive loro borse e racchiuse queste nella cassetta destinata alla loro custodia con una chiave che fu consegnata la Maire Traditi e l’altra presa da me Cancelliere a norma dei regolamenti” (ASCP). (firmato Pietro Traditi, Maire,Felice Grandolfi Controllore dell Contribuzioni,Luigi Guidoni,Cancelliere).

Il 2 gennaio 1816 avviene la prima adunanza con la riunione de“Gli illustrissimi signori Gonfalonieri,Priori e Consiglieri componenti il Pubblico e General Consiglio della Comunità di Portoferraio in sufficiente numero di sedici” (ASCP)

Segue l’elenco: Vincenzo Vantini è gonfaloniere. A questo nome e cognome fa seguito il nome e cognome di quattro Priori e poi di undici Consiglieri. Sono satti tutti scelti col “sistema dell’imborsazione”. Questo sistema è stato reintrodotto quando l’isola fu proclamata parte integrante del Granducato con decreto del 3 settembre 1815, e quando il conte Agostino Fantoni con decreto del 27 agosto 1815 era stato nominato ed inviato in qualità di commissario straordinario per l’intero principato di Piombino e per l’Elba con ampi poteri. Tra questi poteri era quello dell’organizzazione amministrativa delle comunità locali e delle loro finanze. Egli fece dell’imposta immobiliare il cardine della finanza locale e immise nelle rappresentanze comunali soltanto i proprietari dei beni immobili secondo il principio che solo chi contribuisce alle spese comunali ha diritto di amministarle. Ecco dunque che i primi atti amministrativi sono quelli di convocazione del maire Traditi ancora in carica ma nominato durante il precedente governo francese-napoleonico insieme con Grandolfi, controllore delle contribuzioni che deve consegnare il “fascicolo delle Contribuzioni”

dove sono i nomi dei proprietari dei beni immobili da imborsare per l’estrazione alle cariche amministrative. Esistono tre borse,una per l’estrazione del Gonfaloniere, un’altra per i Priori e un’altra ancore per i Consiglieri. Gonfaloniere, Priori e Consiglieri costituiscono le Rappresentanze Comunicative all’interno   della Magistratura Comunitativa (consiglio comunale).

E’ presente il Cancelliere perché le indicazioni della riforma amministrativa locale del conte Fantoni conferivano a questo funzionario il potere e il dovere di richiamare le Rappresentanze Comunitative alla osservanza delle leggi,doveva assistere alle sedute sia del Consiglio Generale (Gonfaloniere , Priori, Consiglieri) che del Magistrato dei Priori redigendone i verbali delle varie “tratte” (votazioni, delibere, istanze, decreti ecc), compilare i bilanci e i “dazzaioli” delle imposte(registri sui quali venivano segnate accanto ai nomi dei contribuenti le rispettive quote d’imposta),assistere alla gare di appalto e verificare che i relativi contratti fossero conformi alle leggi e infine tenere aggiornato l’estimo comunale,segnando i passaggi di proprietà.

Il Fantoni volle che tutte le comunità elbane fossero alla dipendenza di una unica cancelleria, quella di Portoferraio, sotto la tutela dell’Ufficio Fiumi e Fossi di Pisa.Volle inoltre che fermo restando il sistema dell’imborsamento e della “tratte” si facesse riferimento al numero degli abitanti per quanto riguarda la quantità delle Rappresentanze Comunitative ,limitando a quattro i priori e a dieci i Consiglieri per ciascuna comunità. Inoltre fermo restando l’estrazione da tre borse distinte il conte Fantoni volle che nella borsa per l’estrazione del Gonfaloniere sarebbero stati “imborsati” nomi dei contribuenti con “censo legale” – paganti cioè una imposta fondiaria - non minore di lire 80 per Portoferraio e di lire 50 per le altre comunità ;nella borsa dei Priori imborsati coloro che erano tassati per non meno di lire 40 per Portoferraio e di lire 30 nelle altre comunità; per la borsa dei Consiglieri tutti i possidenti di beni stabili,qualunque fosse il valore e l’imposta corrispondente.

Dopo aver trascritto l’elenco dei nomi componenti il Consiglio Generale il Cancelliere passa al giuramento “primariamente previo l’allocuzione sul contenuto del Regolamenti Comunitativi e dei doveri e attribuzioni tanto del corpo della Magistratura nuova quanto del General Consiglio fu da me Cancelliere deferito ai Suddetti Signori coadunati il giuramento di bene e fedelmente amministrare gli interessi di questa Comunità non senza informarli dei vigilanti ordini…” (ASCP)

Già da questa prima adunanza in pieno regime granducale risulta evidente una importante mansione del Cancelliere: richiamare alla osservanza delle leggi.

Si passa poi alla “provisione ai Residenti nel Magistrato e nel Consiglio Generale….deliberano di destinare sia al Gonfaloniere che ai Priori l’onorario annuo di lire centoventi per ciascheduno…ai consiglieri si assegna la provisione annua di lire venti per ciascheduno…   quindi partecipano al Venerabilissmo Motu Proprio del

Sovrano Gabinetto relativo al nuovo sistema amministrativo dell’isola d’Elba,il dominio della quale venga diviso in quattro comunità comprese in una sola cancelleria come appresso: Portoferraio e suo territorio, Longone e Capoliveri, Rio e Marina di Rio, Marciana e Marina di Marciana, S.Piero , S. Ilario e Poggio, dovendo avere il Cancelliere la sua residenza in Portoferraio” (ASCP)

Nel restaurato governo granducale il Gonfaloniere (il sindaco) ha funzione un po’ diversa dal suo omologo il Maire del periodo francese, perché non ha responsabilità contabile la quale è passata in mano al Cancelliere dipendente direttamente dal potere centrale, il quale cancelliere era vero amministratore della finanza locale della comunità con obbligo di saldi periodici da presentare all’autorità statale, in questo caso l’Ufficio Fiumi e Fossi di Pisa, che poi li passava alla Segreteria delle Finanze in Firenze.

La semplice gestione amministrativa comunale (comunitativa) era invece affidata ad un Magistrato Comunitativo composto da un Gonfaloniere, un numero variabile di Priori non superiore a quattro, e da un numero variabile di consiglieri non superiore a dieci: il cancelliere assisteva ad ogni loro adunanza con funzione di redattore di un verbale e di soggetto che richiama all’osservanza di ordinanze e leggi del “Superiore Governo”.

Assai spesso in adunanza rimanevano solo il gonfaloniere con i priori essendo il general consiglio o non convocato dal “Donzello” o licenziato dal gonfaloniere. A Portoferraio assai spesso erano in cinque (gonfaloniere e quattro priori) ad analizzare petizioni ed istanze e a prendere un “partito”cioè una deliberazione.

Marcello Camici

1)Aulo Gasparri “…E dopo Napoleone?...” Lo Scoglio.1990 ASCP: Archivio Storico Comune Portoferraio

 

DA ELBAREPORT

CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

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