COME E' STATO ANCHE NEL PASSATO, IL RIONE BALUARDO CI HA FORNITO LA SUA AMBIENTAZIONE DELLA QUINDICESIMA EDIZIONE DELLA FESTA DELL'UVA, CHE RIPRODUCE MEMORIE DEL 1955, CON PROTAGOINISTA ANCHE L'ONOREVOLE TONIETTI. OVVIAMENTE GRADIREMO RICEVERE ANCHE LE ALTRE AMBIENTAZIONI DEGLI ALTRI RIONI. IL RIONE HA VINTO PER LA SESTA VOLTA IL TROFEO BACCO NELLA SFIDA TRA I 4 BORGHI (BALUARDO, FORTEZZA, FOSSO E TORRE) CHE SI RIPETE OGNI ANNO I PRIMI DI OTTOBRE. I RIONI RIPRODUCONO UN PEZZO DI STORIA NELLE VIUZZE MEDIEVALI DI CAPOLIVERI CON UN GRANDE IMPEGNO DI GENTE DEI VARI QUARTIERI IN GARA, MA ANCHE CON L'APPORTO DI AMICI DI ALTRI PAESI ELBANI, ED ANCHE DI TURISTI CHE PARTECIPANO ALL'EVENTO "MASCHERANDOSI" SECONDO L'AMBIENTAZIONE SCELTA E RIPODUCONO SCENE DI VITA DI QUEL TEMPO. QUEST'ANNO HANNO PARTECIPATO PERFINO DEGLI SVANDINAVI. SI TRATTA EVIDENTEMENTE DELLA MAGGIORE FESTA POPOLARE ELBANA, MA POSSIAMO DIRE ANCHE DI TUTTA LA PROVINCIA DI LIVORNO.
XV EDIZIONE DELLA FESTA DELL’UVA -1996-2010-

Colore sociale rosso amaranto

RIONE BALUARDO
ALBO D’ORO -TROFEO BACCO VINTO NELLE EDIZIONI

1999 2001 2003 2005 2006 2010

Dedicato a tutti quelli che si vogliono divertire

Dedicato a tutti quelli che ci hanno sempre creduto

Dedicato a tutti quelli che amano mettersi alla prova

Dedicato a tutti quelli che amano raccontare e raccontarsi

Dedicato a tutti quelli che non ci sono più

Dedicato a tutti quelli che vengono da lontano

Dedicato a tutti quelli che vengono da vicino

Dedicato a tutti quelli che hanno partecipato, parteciperanno, o vorrebbero partecipare

DEDICATO A TUTTI VOI …DEDICATO A CAPOLIVERI

FESTA DELL’UVA 2010 -15^ EDIZIONE

 

IL BORGO E LA VENDEMMIA NEL TEMPO
AMBIENTAZIONE SCELTA - ANNO 1955

  

Particolare del ritratto dell’ Onorevole Erisia Gennai Tonietti

ad opera del pittore Renato Vernizzi

 

 

ILLUSTRI E “ONOREVOLI” CONCITTADINI

 

I temi della memoria, della conservazione e tutela del patrimonio culturale delle piccole comunità sono divenuti da tempo i principali aspetti intorno ai quali sono state avviate sperimentazioni didattiche, momenti di festa, incontri ed occasioni culturali. La festa dell’uva in sostanza ha gettato i semi di un possibile progetto di sviluppo locale, in chiave sostenibile, in cui partendo dalla riappropriazione della memoria storica si sta gradualmente procedendo verso iniziative di valorizzazione del patrimonio storico, economico e sociale locale. I temi della ruralità, la riscoperta di colture e ricette tradizionali, la riproposizione di antiche pratiche silvo-pastorali, delle manifatture tradizionali, dell'uso e la raccolta delle fonti orali rappresentano alcuni dei momenti qualificanti del percorso-processo attivato ormai da quindici anni.

Per gli antichi la Memoria era un'Arte da acquisire con pazienza ed esperienza, ricorrendo a mille espedienti di cui il più importante era quello di associare ciò che si voleva conservare nella mente a luoghi, immagini visive, spazi.

Conservare la memoria significa dunque attivare un sistema complesso di relazioni vive tra luoghi, spazi, persone e attività. La Memoria dunque è conquista quotidiana sempre pronta a trasformarsi, se non coltivata e perseguita, in dimenticanza, perdita, oblio.

 

La scenografia è realistica e fortemente radicata alla cultura del paese degli anni ‘50. Il cibo e il gusto diventano anch’essi le chiavi privilegiate per interpretare un territorio, un paesaggio: la complessità viva della storia e dei saperi. Il cibo nella sua valenza simbolica racconta e dà spazio a una memoria collettiva. Una memoria fatta di saperi e sapori, di umile lavoro quotidiano e di bisogni elementari, di grandi scambi e di rituali contadini. E’ una memoria che mette al centro la "mano dell'uomo", il modo in cui, nella concretezza della propria storia quotidiana, una comunità costruisce attraverso il lavoro umano sul territorio il senso di un abitare collettivo. Rappresentare con passione e con coraggio la storia politica, sociale e culturale, economica del paese, la memoria dei mestieri di un tempo come quelli del salinaio, del duro lavoro dei minatori nel profondo “cuore di Capoliveri”, rivela aspetti indispensabili per capire l'anima di questa isola.

Nei primi anni Cinquanta i capoliveresi, e gli elbani in genere, dividevano le proprie attività tra orto e miniera, tra vigna e fonderia.

All’alba i contadini partivano a piedi o con l’asino per raggiungere le campagne distanti dal centro abitato, in alcuni casi le vigne salivano dal mare ad altezze notevoli,la collina era suddivisa in modo geometrico a gradini.

L’unico aiuto veniva dall’asino su cui si caricavano i pesanti tinelli pieni di uva.
I giorni della vendemmia erano improntati ad una inimitabile concezione dell'interattività tra membri dello stesso gruppo sociale e ogni fase del lavoro si basava sul reciproco aiuto tra famiglie e si concludeva con la celebrazione gioiosa della fatica comune .

Una ricerca minuziosa e paziente di documenti,testi, musiche, attrezzature, oggetti… ci ha aiutato a ricostruire scene, fatti, ambientazioni e soprattutto eventi sconosciuti ai più o semplicemente dimenticati

Oggetti e suppellettili, che trasudano abitudini, gusti e mode di quegli anni così intensi e dal sapore irripetibile (ritrovati nelle case dei capoliveresi e degli elbani) sembrano essere stati custoditi per un unico scopo: il desiderio di conservare nel tempo il ricordo di un passato nel contempo umile, gioioso e difficile. Alcuni sono dei preziosi “ reperti” che testimoniano un grande amore per le cose ed i luoghi vissuti.

CULTURA E COSTUME

E' l'anno del grande boom del cinema. Nel 1955, la vendita di biglietti a livello nazionale toccherà il record storico di 819 milioni di biglietti venduti.
A Cinecittà si producono in media oltre 130 film all'anno mentre dall'America ne arrivano il doppio.

Anche a Capoliveri nasce la prima sala cinematografica, il “Cinema Elba” chiamato dai più “Cine dal “Nicchero”, soprannome del proprietario del locale.

LUCHINO VISCONTI esce con il film Senso. Lo scenario: una rivoluzione mancata del Risorgimento Italiano.
FEDERICO FELLINI presenta il film La strada, anche questo come i precedenti su una vena autobiografica dove il tema centrale è il fallimento dei rapporti umani.
DE SICA lancia SOFIA LOREN in L'oro di Napoli e CASTELLANI gira Giulietta e Romeo; LIZZANI Cronaca di poveri amanti. Di MORAVIA esce Racconti romani; di PARISE Il prete bello; di CASSOLA il Taglio del bosco. MUSICA LEGGERA – A San Remo vince GINO LATILLA con Tutte le mamme, al 2° posto si classifica ACHILLE TOGLIANI e KATINA RANIERI con Canzone da due soldi , al 3° posto classificato Gino Latilla e FRANCO RICCI con E la barca tornò sola. Un simpatico successo l' ottiene CARLA BONI, con Arriva il direttore e Berta filava.
Questo mentre in America mancano poche settimane al decollo del rock, alla beat generation dei ten agers.
Il 1955 è anche l'anno dove, le sale cinematografiche, cominciano ad essere insidiate dal nuovo intrattenimento messo a disposizione agli italiani

A CAPOLIVERI ARRIVA LA TELEVISIONE 

Nel Ristorante da “Ferruccio” la televisione è la padrona assoluta degli spettacoli d’intrattenimento: troneggia il "nuovo focolare" dove si invitano i parenti, gli amici, e anche i vicini di casa. Si fanno nuove conoscenze e amicizie e anche fidanzamenti.
Mai, in nessuna epoca c'era stato un coinvolgimento così grande in manifestazione di massa. All'inizio i programmi furono un misto: a carattere ludico, informativo, partecipativo molto coinvolgenti in  certe fortunate trasmissione (come quelle dei quiz) cui seguivano commenti degli spettatori per ore e ore, ma anche nei giorni successivi, nei negozi, in piazza , non si parlava d'altro: i personaggi che la televisione scopriva e della televisione stessa. Ne parlavano bene, ne parlavano male, ma non uno si perdeva la trasmissione. Nel ristorante da Ferruccio la partecipazione era molto più coinvolgente e anche più divertente. Le risposte esatte dei concorrenti al quiz Lascia o raddoppia venivano accolte con un tifo da stadio. I primi TELEVISORI che compaiono (sono dei grandi mobili con incastonati i primi cinescopi ancora circolari) costano 250.000 lire, ma entro l'anno ne vengono messi in vendita alcuni con solo il contenitore del cinescopio nella definitiva forma rettangolare, al prezzo di lire 160/180.000. (una paga di un operaio è di circa 40.000 lire al mese,
Nei locali pubblici il televisore incentiva la clientela e quindi le consumazioni; i locali si trasformano in vere e proprie sale cinematografiche con ordinate file di sedie per gli spettatori; per la prima volta vi entrano senza imbarazzo anche le donne, che iniziano a seguire i primi consigli della pubblicità. Viene così diffuso il rossetto, il profumo Paglieri, la saponetta Palmolive, lo shampoo, il dentifricio Durbans,
E' l'anno degli scooter VESPA e LAMBRETTA insieme ad altri modelli e marche come il GALLETTO della Guzzi, il NIBBIO e altri motoscooter e motocicli che non possiamo dimenticare.

I NOSTRI ONOREVOLI CONCITTADINI

Il Corriere Elbano del 15 Agosto 1955 riporta:“ E’ inutile l’uomo cerca ovunque l’allegria. Anche Capoliveri ha apprestato una serie di divertimenti e di attrazioni che senza dubbio incontreranno il favore del pubblico. La festa è stata divisa in due parti. Nella mattinata si avranno manifestazioni di carattere civico. Di particolare interesse sarà l’inaugurazione della lapide alla memoria di Giacomo Cardenti, eroico esploratore artico: Un debito di riconoscenza che il paese doveva assolvere verso uno dei suoi figli migliori. Oratore Ufficiale sarà Mario Bitossi. Interverranno le autorità da ogni luogo dell’Elba e siamo certi che vorrà onorare l’avvenimento anche l’Onorevole Erisia Gennai Tonietti alla quale i comuni dei paesi minerari si sentono obbligati per il grande interessamento ch’ella ha sempre prestato in loro favore.”

Il 15 agosto 1955, in occasione dei festeggiamenti dell’Assunta, l’Amministrazione Comunale di Capoliveri, Sindaco Maestro Mario Figaia, infatti pone una lapide in piazza Matteotti per tramandare ai posteri le gesta di Giacomo Cardenti, nostromo della Regia Marina, con la seguente epigrafe:

 

  

L’Uomo dei Mari

s’inginocchiò sull’Artide raggiunta

presso la grande stella

e nel Suo petto la Patria tumultuava.

Così fremono l’orse ogni notte al Suo nome

Chiamato alla voce dai Marinai d’Italia

E il mare dell’Elba lo ripete:

Capitano Cardenti Giacomo

da Capoliveri

1868------1924

Auspice l’Amministrazione comunale di Capoliveri

15 agosto, 1955

 

La cerimonia è dedicata a Giacomo Cardenti, nostromo della Regia Marina, di 32 anni, nativo di Capoliveri che fece parte dell’avventurosa impresa del Duca degli Abruzzi S .A. R. Luigi Amedeo di Savoia, dal 12 giugno 1899 al 5 settembre 1900.

Forse non tutti ricordano che anche grazie a lui la bandiera italiana poté sventolare a 86° 13’ 49’’ a soli 318 chilometri dal Polo Nord.

Resistenza fisica e morale non comuni”, questi i requisiti necessari per far parte dell’equipaggio della Stella polare, grazie ai quali Giacomo potè esaudire quello che era il sogno di tutti gli esploratori alla fine del XIX secolo.

Unico uomo di mare di un equipaggio formato da gente di montagna, guide alpine per la precisione

 

 

 

La storia e le vicissitudini dell’impresa si possono leggere nel testo “La Stella Polare”(Edizioni Hoepli 1905) scritto da Luigi Amedeo di Savoia, capo della spedizione, da Umberto Cagni, comandante in seconda, incaricato delle osservazioni scientifiche e da Achille Cavalli Molinelli, medico incaricato delle raccolte zoologiche e botaniche; le emozioni invece si provano intrecciando la storia scritta con quei racconti familiari, che si sentono in casa, fin da piccoli, ed hanno il sapore di fiabe da focolare.

Insomma quando arriva il momento della conoscenza dei fatti storici ci si rende conto che ciò che si credeva fiaba o leggenda popolare fa parte invece di memorie recenti di umanità ardita, i vissuti di un conterraneo che ha assistito allo spettacolo naturale e solenne dell’Artico ghiacciato.

Protagonisti di quella stessa mattinata a carattere civico furono gli illustri onorevoli PROF. GIOVANNI GRONCHI , che si era già distinto per aver fatto dono ai bambini delle scuole di un patrimonio librario quando, nel 1953, era Presidente della Camera dei Deputati e Sig.ra ERISIA GENNAI TONIETTI, quest’ultima nativa di Rio Marina e sulla quale merita soffermarsi.

Negli anni 20-30 e 40 rivestì tutti i gradi della gerarchia dell’Azione Cattolica Italiana. Dal 1948 al 1968 fu deputato al Parlamento italiano, candidata dalla DC nel Collegio Milano-Pavia. Ripercorrendo la lunga serie degli atti parlamentari scorgiamo un campo vastissimo di interessi.

L’Onorevole Tonietti è stata una figura politica molto importante per i comuni del versante minerario e per tutta l’Elba. Nella sua percezione dei problemi la questione delle miniere e degli altiforni di Portoferraio ha occupato un’importanza di grande rilievo, così come grande fu il suo contributo a favore dell’Ente per la Valorizzazione dell’isola Elba

Importante fu la relazione tenuta in difesa della siderurgia elbana. I colleghi furono meravigliati a sentir parlare una donna di ciclo integrale e acciaio da rottame. E lei quasi per giustificarsi concluse dicendo “ Sapete perché io intervengo in questa discussione? Perché sono nata nella terza isola del Tirreno, perché ho vissuto all’ombra di quelle attività, perché la conosco intimamente, personalmente e familiarmente, perché pur deputata nel collegio di Milano, sento dentro di me profonda la necessità assoluta che una voce si levi a difesa di quell’isola trascurata” ( da Giornata in onore di Erisia Gennai Tonietti a cura di Alberto Giannoni, Edizioni Artefatto 2002, intervento di Pino Leonardi)

La scelta di conferire la cittadinanza onoraria ai due illustri onorevoli fu ritenuta necessaria per ricordare a tutti i compaesani come i medesimi, per anni, si erano interessati per la risoluzione di importanti problemi economico-sociali a tutto vantaggio di Capoliveri.

La Delibera del Consiglio Comunale di Capoliveri, n. 157, pubblicata all’Albo Pretorio il 10.01.1955 così recita:

La loro proficua e disinteressata azione verso organi del potere legislativo ed esecutivo era riuscita ad ottenere la risoluzione di importanti opere da parecchi lustri vagheggiate o invano sollecitate, come per esempio il finanziamento del rimboschimento del bacino montano e l’approvazione della legge 31.03.1954 n. 82 erogante un cospicuo contributo ai quattro comuni del versante minerario, Capoliveri compreso, per la durata di un trentennio a pro della ricevità turistica. Si ritiene pertanto doveroso esternare,al di sopra di ogni movente politico, ai benemeriti parlamentari un segno del senso di riconoscenza e gratitudine conferendo agli onorevoli deputati PROF. GIOVANNI GRONCHI e ERISIA GENNAI TONIETTI la cittadinanza onoraria di Capoliveri”

 

IL CAPO RIONE

DANIELE MARIGLIANI

 

Capoliveri, 3 ottobre 2010

 

 

Testi, ricerche e scene di Patrizia Arduini - Lorella Di Biagio

CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

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