PUBBLICHIAMO, GRAZIE ALLA DISPONIBILITÀ' DELLA NOSTRA SOCIA PAOLA ROSSI, IL PROLOGO DELLA SUA TESI DI LAUREA SU PASSANNANTE, CHE TRA NON MOLTO DISCUTERÀ PER CONCLUDERE I SUOI STUDI UNIVERSITARI. GLI ABBIAMO DEDICATO UNO SPAZIO NEL SITO NELL'AMBITO DEL PROGETTO MEMORIA. SEGUIRANNO POI ALTRI CAPITOLI SULLA BIOGRAFIA MAN MANO CHE ROSSI COSTRUISCE LA SUA TESI E PRESTO  PUBBLICHEREMO UNA SINTESI DI TUTTO QUANTO, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AL PERIODO IN CUI L'ANARCHICO FU RECLUSO A PORTOFERRAIO. PROBABILMENTE LA TESI DI ROSSI VERRÀ POI PRESENTATA NELLA NOSTRA CITTÀ, CON UN INCONTRO PUBBLICO.

PROLOGO ALLA TESI DI LAUREA DI PAOLA ROSSI

Ore 19 del 10 maggio 2007 . nel cimitero di un piccolo paese di 1.174 abitanti1, è in corso la tumulazione di una cassetta in legno contenente i resti di un uomo originario del posto. Il luogo oggi è denominato Savoia di Lucania, situato all’interno della Basilicata in provincia di Potenza2.

Fin qui, niente di particolare; l'aspetto anomalo della sepoltura consiste nel fatto che l'uomo è morto il 14 febbraio 1910, presso l'allora manicomio criminale (oggi ospedale psichiatrico giudiziario) di Montelupo Fiorentino in provincia di Firenze. Non solo, di lui viene traslato ciò che rimane e cioè i resti anatomici costituiti da cranio e cervello e che alla cerimonia funebre, se così la si può definire, sono presenti un funzionario dell'Ente Regione Basilicata, il sindaco del comune di Savoia di Lucania e….. due ispettori della D.I.G.O.S.

Nessun altro è presente, né cittadini, né parenti, neanche un prete!!

Il sindaco per l'occasione riveste addirittura la qualifica di necroforo e provvede lei stessa a sigillare il loculo!!

Chi può essere l'uomo che non merita la considerazione di alcuno fra i suoi concittadini, né una benedizione dal sacerdote del paese, ma solo l'attenzione di appartenenti alla Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali che scortano la vettura della Regione Basilicata, sino all'interno del piccolo cimitero?

Eppure storici, politici e uomini di scienza hanno sentenziato, hanno scritto pagine intere su di lui e la parte iniziale delle fortezze medicee, nella calata di Portoferraio, porta ancora oggi il suo nome: è la "Torre di Passannante".

Si tratta appunto di Giovanni Passannante, o meglio, come detto, quello che è rimasto di lui, ad essere sepolto nel piccolo cimitero ( di Savoia di Lucania..già citato) con un ritardo di solo cento anni. Vediamo perché.

Per capire cosa sia successo, occorre tornare indietro nel tempo, al clima culturale e scientifico degli ultimi decenni dell'Ottocento, quando prendono vita gli studi di antropologia criminale e le conseguenti "raccolte criminali".

In Italia una prima "raccolta" di materiale per gli studi di antropologia criminale e di medicina legale veniva autorizzata all'interno della scuola degli allievi agenti di custodia, aperta presso il monastero romano di “Regina Coeli” nel 18733.

Alcuni anni dopo, la raccolta veniva ampliata con reperti autoptici di cadaveri dei condannati deceduti presso gli stabili; enti (?) penali ceduti alle Università del Regno che ne avessero fatto richiesta, secondo quanto previsto nella relazione introduttiva alla circolare del 14 settembre 1883 emanata dal Ministero dell'Interno – Direzione Generale delle Carceri, a firma dell'allora direttore Martino Beltrani Scalia.4 (Per maggiori dettagli si rimanda al Capitolo terzo del presente lavoro.)

Tornando al nostro personaggio, al momento del decesso avvenuto a Montelupo Fiorentino il 14 febbraio 1910, il suo cadavere veniva sottoposto ad autopsia ed in seguito, cranio e cervello venivano spediti all'Istituto Superiore di Polizia presso il carcere giudiziario "Regina Coeli" di Roma; da qui traslocavano una prima volta diretti al Museo Criminale di Roma nel 1936,5 dove venivano esposti quali "significativa testimonianza degli studi di Antropologia criminale tendenti ad accertare le caratteristiche costituzionali e biologiche dei delinquenti".6

 

 

Foto n. 1: cranio, cervello e manoscritti di Giovanni Passannante esposti al Museo Criminologico di Roma sino al 10 maggio 20077

Da allora e sino al 10 maggio 2007 i resti anatomici di Giovanni Passannante rimangono esposti al Museo Criminologico di Roma diventando, negli anni, oggetto di interrogazioni parlamentari presentate da alcuni politici:8

interrogazione a risposta scritta - Legislatura:XIII - Ramo: Senato. Numero atto: 4-10690, data di presentazione: martedì 28 aprile 1998, seduta di presentazione: n. 364, presentata da Mignone Valerio del gruppo Dem.Sin. - Ulivo (Ds-Ulivo);

interrogazione a risposta scritta - Legislatura:XIII - Ramo: Camera - Numero atto: 4-17153, data di presentazione: mercoledì 29 aprile 1998, seduta di presentazione: n. 349, presentata da Giuseppe Molinari del gruppo Pop.Dem.- Ulivo (Pd-Ulivo);

interrogazione a risposta scritta - Legislatura:XIV - Ramo: Camera - Numero atto: 4-10814, data di presentazione: martedì 14 settembre 2004, seduta di presentazione: n. 506, presentata da Giuseppe Molinari del gruppo Pop.Dem.- Ulivo (Pd-Ulivo);

interrogazione a risposta scritta - Legislatura:XV - Ramo: Camera - Numero atto: 4-03261, data di presentazione: giovedì 12 aprile 2007, seduta di presentazione: n. 143, presentata da Maurizio Turco del gruppo La Rosa nel Pugno;

interrogazione a risposta scritta - Legislatura:XV - Ramo: Senato - Numero atto: 4-01866, data di presentazione: giovedì 03 maggio 2007, seduta di presentazione: n. 147, presentata da Giulio Marini del gruppo Forza Italia;

interrogazione a risposta orale - Legislatura:XV - Ramo: Senato - Numero atto: 3-00637, data di presentazione: giovedì 08 maggio 2007, seduta di presentazione: n. 148, presentata da Selva Gustavo del gruppo Alleanza Nazionale.

I parlamentari, con lo strumento giuridico delle interrogazioni, vogliono richiamare l'attenzione del Governo, sull'opportunità che i resti di Passannante facciano rientro al paese di origine, sfruttando la questione della loro traslazione per portare avanti i propri dibattiti politici e sorvolando sul fatto che la sepoltura dei resti oramai, come giustamente fa osservare Giuseppe Molinari, è solo "motivo di mera umanità".

I firmatari dell'interrogazione presentata dal gruppo La Rosa nel Pugno ritengono che non sia giusto seppellire i resti di Passannante, perché "la storia non si occulta" e si chiedono "per quali motivi si vogliano occultare i resti di Giovanni Passannante", anziché continuare a conservarli in un museo per gli storici, imputando il ritorno di "questo solitario e coraggioso meridionale" ad una "discutibile rappresentazione teatrale che distorce i fatti … offendendo anche l'Arma dei Carabinieri".9

È utile precisare che tali parlamentari si riferivamo allo spettacolo teatrale "L'innaffiatore del cervello di Passannante", ideato e realizzato da Ulderico Pesce, attore e regista lucano, portato in scena dal 2003.

Come racconta Ulderico Pesce in una intervista rilasciata a Roma, il 20 Gennaio 2007:

"L'idea è nata perché il museo criminologico è gestito dall'Amministrazione Penitenziaria, e i suoi corridoi sono costantemente presidiati da poliziotti e carabinieri.
Nel corso delle mie ricerche, avevo scoperto che il cervello di Giovanni è conservato sotto formalina.
Periodicamente, il livello del liquido si abbassa.
Quindi - più o meno ogni 6 mesi - il contenitore va aperto e rimboccato. E' un lavoro che svolge un anatomo-patologo. Però, poiché il museo è pieno di poliziotti e carabinieri, io ho voluto immaginare che fosse proprio un carabiniere a raccontare la storia di Passannante."10

 

Sorvolando sull'interrogazione presentata dal Giulio Marini, con la quale il senatore chiede al Ministro della giustizia (in allora Clemente Mastella) se "non ritenga che, pur essendo giusto dare a Passannante una sepoltura cristiana, la sua riabilitazione avrebbe il sapore di un revisionismo pericoloso", - e qui sarebbe interessante capire cosa intende Marini con il termine "riabilitazione" -appare quantomeno pretestuoso il pensiero del senatore Selva, preoccupato perché la traslazione dei resti di Passannante rappresenterebbe "un pessimo esempio per l'opinione pubblica, e in particolare per le giovani generazioni, perché finirebbero per legittimare analoghi atti di violenza assassina perpetrati in Italia fino ad oggi in cui, purtroppo, si registra ancora il preoccupante riemergere del terrorismo ispirato alle 'brigate rosse'".

Non si capisce come la traslazione dei resti potesse costituire per il senatore Selva un pessimo esempio, quando sarà il senatore stesso ad offrire il 9 giugno 2007 un pessimo esempio alle nuove generazioni, quando, utilizzando una ambulanza…….

"Il pessimo esempio" alle nuove generazioni non viene dato dalla sepoltura dei resti di Passannante, ma lo darà lo stesso senatore il 9 giugno 2007 quando, utilizzando(ripetitiva?) una ambulanza a disposizione degli onorevoli, si fece portare presso gli studi della rete televisiva La7 per partecipare ad un dibattito sulla manifestazione contro la presenza di Bush a Roma; per la vicenda il senatore Gustavo Selva, eletto con An e poi passato a Forza Italia, viene condannato a sei mesi di reclusione, più 200 euro di multa, dal gup Maria Giulia De Marco.11

«Una vergogna - commenterà Selva, interpellato di persona -, ho aspettato 35 minuti prima che l' ambulanza mi portasse a destinazione. Mi lamenterò con il prefetto e il capo della polizia: in questa città uno può anche morire...»!! Come commenta la giornalista Baccaro Antonella: "Già, proprio una vergogna."12

Tuttavia, a dispetto delle diverse prese di posizione, condivisibili o meno, i resti di Passannante, dopo un iter particolarmente travagliato, sono tornati a casa, grazie alle iniziative intraprese dal comitato Pro Salvia, fondato nell'agosto del 1986 a Savoia di Lucania13 e ricostituitosi negli anni 1997-98, con lo scopo di riportare "a casa" Passannante e di ottenere il ripristino del nome originario del paese, appunto Salvia.

L'attività del comitato porta all'approvazione, da parte del Consiglio Regionale di Basilicata riunitosi l'8 luglio 1998, di un ordine del giorno con il quale viene delegata la Giunta Regionale ad impegnarsi per intraprendere presso il Governo gli atti necessari alla traslazione dei resti di Giovanni Passannante.

L'allora ministro di Grazia e Giustizia, Oliviero Diliberto, il 23 febbraio 1999, concede nulla osta alla sepoltura dei resti anatomici presso il cimitero del paese di origine di Passannante, a cui segue, il 3 marzo 1999, l'autorizzazione da parte del direttore generale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.

Nel frattempo a Savoia di Lucania si costituisce un altro comitato, denominato Pro Savoia, in contrapposizione a quello Pro Salvia, con l'intento di mantenere l'attuale denominazione e di ostacolare la "riabilitazione" di Passannante.

Il risultato sarà chiaramente quello di ritardare quanto ottenuto con le autorizzazioni ormai concesse dalle Istituzioni preposte.

Si arriva così al 4 febbraio 2007, quando il comitato Pro Savoia, supportato dal coordinatore regionale della Basilicata di Valori e Futuro,14 Pietro Venezia, costituisce un ulteriore "comitato organizzatore della visita di S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia" nel paese che in onore della casa reale cambiò il proprio nome; viene nominato presidente lo stesso del comitato Pro Savoia e Pietro Venezia "supervisore". (devo dire che tutto questa ultima arte mi sembra da migliorare...a può essere solo che io sono un po' fuso...)

Il comitato si prefigge di "adoperarsi al che vi sia il massimo concorso di Istituzioni, di Associazioni pubbliche e private, di privati cittadini, per onorare la venuta di S.A.R.";15 da parte dei membri dello stesso, viene inoltrata ufficiale richiesta al sindaco di Savoia di Lucania, Rosina Ricciardi, di:

"1. Collaborazione alla realizzazione dell'evento;

2. Ricevimento ufficiale di S.A.R. presso la Casa Comunale (Municipio)

3. Conferimento della Cittadinanza Onoraria Storica di Savoia di Lucania a S.A.R. Principe Emanuele Filiberto di Savoia"16

e propone una scaletta della cerimonia della visita del principe Emanuele Filiberto, prevista per il giorno 1 maggio 2007…. Forse il principe voleva onorare la festa dei lavoratori con la sua presenza! Come tempismo non c'è che dire!!! Ma ecco Luciano Marra, il portavoce nazionale di "Valori e Futuro", annunciare il rinvio della visita: "Ci sembrava irriguardoso verso il mondo dei lavoratori e il sindacato far visita a Savoia nel giorno della festa dei lavoratori".17 Forse più che il riguardo verso i lavoratori, la decisione del rinvio è stata suggerita dal fatto che "a pochi chilometri da Savoia, nello stesso giorno i sindacati hanno organizzato la manifestazione regionale di Cgil, Cisl e Uil … migliaia i lavoratori che sfileranno in corteo e che assisteranno al comizio finale dei leader".18

Il sindaco comunque comunica la sua totale disponibilità asserendo che "sarà per noi un onore riceverlo nella ns. Savoia"19 e spera che "questo primo incontro sia solo l'inizio di altri incontri che ci portano a instaurare un rapporto duraturo nel tempo …"20 ed il giorno dopo, venendo a conoscenza che non sarebbe più venuto in visita a Savoia, scrive personalmente a Emanuele Filiberto ed afferma: "…ho portato in Consiglio Comunale la delibera per il rientro dei Savoia in Italia; Vi siete sposato e Vi ho mandato gli auguri più cari; la Vs. foto di matrimonio è incorniciata ed esposta nella mia stanza"21; completa la lettera il rinnovo dell'invito a visitare Savoia di Lucania!

Il sindaco di Savoia conferma comunque la sua volontà a che i resti di Passannante possano ritornare, facendo presente al ministro di Grazia e Giustizia Clemente Mastella che "dal 1999 ad oggi, nonostante la corrispondenza intercorsa con il Ministero e con la Regione Basilicata, le esigenze e le necessità sono cambiate"22, manifesta la volontà di "far rivivere la sua memoria … e farla conoscere alle nostre generazioni e quelle future…".23

Nella stessa data, con altra lettera, chiede di integrare l'autorizzazione con "allocazione provvisoria nella sede comunale per poi trasferirlo nella sede definitiva del museo all'interno dell'antico castello24 …"25 e fa appello al ministro "affinché questo sogno di far tornare Passannante alla sua terra e di far rivivere la sua storia possa divenire realtà per l'11/05/07, data già comunicata al ministero per il ritiro dei resti".26

Probabilmente non è possibile ospitare il cranio ed il cervello di Passannante all'interno della sede municipale….per cui il 10 maggio 2007 il sindaco dispone di allocare i reperti "nella celletta dell'Ossario Comunale situato all'interno dell'area cimiteriale."27

Fra discussioni, scambi di corrispondenze tra Comune, Regione Basilicata e Ministeri, battibecchi tra l'allora sindaco di Savoia di Lucania e l'allora ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli e ritardi da addebitarsi a "motivi organizzativi espressi dal Comune di Savoia di Lucania"28, si arriva così al fatidico blitz funerario del 10 maggio 2007.

Il comitato Pro Salvia aveva organizzato per il giorno 11 maggio 2007 (data concordata per il rientro dei resti di Passannante), una cerimonia funebre con la consueta benedizione e ritrovo di quanti intendessero partecipare all'evento, erano stati affissi manifesti sia a Savoia di Lucania sia nei paesi limitrofi e fra i membri del comitato serpeggiava una forte emozione.29

I quotidiani locali danno la notizia ed annunciano che "la Presidenza della Giunta organizzerà un apposito incontro, al quale sarà invitato anche il Comitato Pro-Salvia, che servirà per mettere a punto un programma comune per il giorno 11"30, ma tutto l'impegno e le buone intenzioni vengono vanificate.

Il giorno 10 maggio 2007 alle ore 15, presso il Museo criminologico di Roma, alla presenza dei vari responsabili e delle istituzioni pubbliche lucane, Sindaco e funzionario in rappresentanza della Giunta Regionale della Basilicata, avviene la consegna dei reperti relativi a Passannante: "encefalo conservato in una teca di vetro, immerso in liquido formaldeide, cranio"31. In un capoverso del verbale si legge: "l'effettivo ritiro dei reperti anatomici … avverrà a cura della Regione Basilicata e del Comune di Savoia di Lucania, il giorno 11 maggio 2007 … la successiva nota dell'8 maggio 2007 con cui si comunica che la data del ritiro è anticipata al giorno 10 maggio 2007, alle ore 15.00".32

Il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, da me interpellato sui motivi per cui all'ultimo momento è stata presa la decisione di anticipare il rientro dei resti, mi informa che ciò fu dovuto a preoccupazioni di ordine pubblico, sollevate anche dal Prefetto del tempo.33

La stessa motivazione mi viene data dall'allora sindaco Rosina Ricciardi (oggi vice-sindaco), durante la mia visita a Savoia di Lucania; mi informa infatti che il rientro è stato anticipato "in concerto con le istituzioni per prevenire problemi di ordine pubblico". La mattina del 10 maggio 2007 viene contattata dal Presidente della Regione Basilicata per recarsi a Roma a recuperare i resti insieme ad un funzionario dell'Ente Regione.

Mi racconta anche che, dopo aver ritirato e depositato l'urna contenente i resti all'interno dell'autovettura della Regione, dove lei stessa e Carmela Ferrara, il funzionario regionale, viaggiavano alla volta del cimitero di Savoia di Lucani, vengono raggiunte dalla DIGOS, presso lo svincolo autostradale di Sicignano degli Alburni sull’Autostrada Salerno-Reggio Calabria e tutti insieme raggiungono il cimitero di Savoia di Lucania all'incirca verso le ore 19.30.

Il tragitto per raggiungere il cimitero è quello secondario, si passa da Vietri, un paese limitrofo, così da non dover attraversare il centro di Savoia.

Ma è tutto inutile! Il blitz viene scoperto. Giuseppe Salvatore, il presidente del Comitato Pro Salvia, che da vent'anni si batte per questo momento, mi racconta che riceve (o aveva ricevuto?) due telefonate da persona non qualificatasi, che lo avvisa dell'arrivo anticipato dei resti: la prima alle ore 19.10 mentre si trovata a Vietri, intento ad affiggere manifesti sull'arrivo previsto per il giorno dopo; la seconda verso le ore 19.35, lo raggiunge presso la sua casa in Contrada Vellina.

In quel momento vede transitare le due macchine, si insospettisce ed inizia a pensare che la persona al telefono abbia detto effettivamente la verità. Si decide quindi a risalire verso il cimitero, accompagnato da altri due membri del comitato e qui vede il sindaco intento a chiudere la celletta dell'ossario con del sigillante, assistita dal funzionario regionale e dagli agenti della DIGOS. C'è anche un fotografo, quello del quotidiano La Nuova Basilicata.

È un attimo. Gli animi sono concitati, Salvatore urla "Così lo avete ucciso un'altra volta!". Gli agenti della DIGOS cercano di mediare. Salvatore inizia a telefonare alle persone che lo hanno appoggiato nella sua battaglia, molti arrivano al cimitero la sera stessa: uomini politici, membri del comitato, curiosi ed Ulderico Pesce (il regista dello spettacolo teatrale).

Il giorno dopo il paese di Savoia di Lucania si anima e si popola come non mai: giornalisti, membri dell'associazione culturale neo borbonica di Napoli, l'allora senatrice Anna Maria Palermo, Giacomo Schettini segretario di Rifondazione Comunista, il senatore Felice Belisario di Italia dei Valori ed altri personaggi che insieme alla triste vicenda risaltano sulle prime pagine dei quotidiani locali lucani.

Salvatore Giuseppe e Ulderico Pesce iniziano uno sciopero della fame che dura diversi giorni, sino a quando il sindaco e gli abitanti del paese li convincono a desistere; durante una riunione presso la ex Chiesa di San Rocco gli animi si placano ed il paese si ritrova unito.

Il Comitato Pro Salvia, con il patrocinio della Regione Basilicata, organizza una giornata dedicata a Giovanni Passannante: commemorazione funebre alle ore 11 del 2 giugno 2007, ufficiata dal Parroco don Pompeo Monaco presso la Chiesa Madre di Savoia di Lucania, ed alle ore 17 presso la ex Chiesa di San Rocco, un convegno sul tema: "Passannante Giovanni – Memoria e futuro", a cui interverranno fra gli altri, Alessandro De Feo, capo redattore "L'Espresso", l'On. Nicola Tranfaglia, professore emerito dell'Università di Torino ed il presidente della Giunta Regione Basilicata.

Stavolta nessun intralcio o rinvio.

Attualmente rimane in piedi la battaglia per il ritorno al nome originario del comune di Salvia, supportata da una petizione organizzata on line sul sito di Ulderico Pesce, che ha raccolto 5.164 firme.34

Sono anche ultimate le riprese di un film sulla vita del nostro personaggio, film che il 20 febbraio 2010 parteciperà al Festival del cinema di Berlino e proiettato sulla prima rete RAI.35 Peccato che nessuna scena sia stata girata a Savoia di Lucania, ma qui a ricordare Giovanni Passannante c'è il Museo della Memoria, Biblioteca e Centro di documentazione salviano, inaugurato il 1 agosto 2008, su due piani: una sezione è dedicata a Giovanni Passannante, qui si possono visionare documenti dell'epoca, i suoi scritti ed un film documentario realizzato sulla sua vita; all'interno dell'altra sezione, in omaggio alla "par condicio", sono esposti al pubblico, circa 40.000 cimeli del ventennio fascista (medaglie, monete, riviste ecc.) raccolti da Vittorio Vernotico tra gli anni 1915 e 1945), una raccolta questa, indubbiamente interessante, che meriterebbe da parte del comune di Savoia di Lucania uno sforzo economico mirato ad inventariarla e catalogarla.

Oltre che all'interno del museo, Passannante e la sua vicenda vengono anche ricordati per le strade cittadine, dai caratteristici murales realizzati nel centro di Savoia di Lucania, che sono stati fotografati durante il mio recente viaggio e che riporto in appendice al presente lavoro.

 

 

Foto n. 2: celletta all'interno del Cimitero di Savoia di Lucania dove è stata chiusa la cassetta in legno contenente i resti di Giovanni Passannante





1Dati rilevati presso il Comune di Savoia di Lucania, desunti dall’ultima statistica riferita alla popolazione residente al 31 agosto 2009.

2 "Savoia di Lucania (Pz). A 720 m. s.m., è un centro agricolo a 48 Km. dal capoluogo, sorto in area abitata già in epoca antica. Già Salvia, ha assunto la denominazione attuale con R.D. 3-7-1879 n. 4990, in onore della famiglia reale dei Savoia", in Dizionario di Toponomastica, UTET, Torino, 1990, presso l'A.S.P.

3 È in questo anno infatti che con il R.D. del 27 luglio, n. 1510, viene istituita la prima scuola per il Corpo delle guardie carcerarie. Sempre nello stesso anno, con la legge 23 giugno 1873, n. 1404, era stato approvato il "Riordinamento del Personale di Custodia delle Carceri e dei Luoghi di Pena", a seguito del quale il Corpo delle guardie carcerarie veniva unificato ed organizzato militarmente ed un mese dopo, il 23 luglio, il "Regolamento pel corpo delle guardie carcerarie", che stabiliva le nuove qualifiche del personale ed introduce la denominazione di guardia carceraria in sostituzione di quella di guardiano.

4 Nasce a Palermo il 5 febbraio 1828 - 11 febbraio 1909; la sua carriera inizia nell'Amministrazione delle carceri e nel 1864 diventa ispettore generale dell'Amministrazione penitenziaria; fu dapprima consigliere di stato e successivamente con R.D. del 25 ottobre 1896 fu nominato senatore del regno. Dirige la Rivista di discipline carcerarie che prende vita nel 1870, in sostituzione del periodico Effemeride Carceraria, nato nel 1865, sotto la direzione dell'allora ispettore generale delle carceri Napoleone Vazio. La rivista offre ospitalità alle firme più prestigiose, italiane e internazionali, del dibattito criminologico e giuridico dell'epoca, tra i più illustri: Cesare Lombroso, Gaspare Virgilio, Henry Lee Lucas, Filippo Mittermeier, Enrico Ferri.

Il Museo Criminale del ministero di Grazia e Giustizia nasce nel 1931; nel 1975 fu allestito nel Palazzo del Gonfalone e cambia la sua denominazione in Museo Criminologico (per maggiori dettagli sulla storia del Museo cfr. http://www.museocriminologico.it/storia_6.htm)

http://www.museocriminologico.it/passannante.htm - Risorsa Internet verificata il 15 giugno 2009

7 www.uldericopesce.com/blog.asp - Risorsa Internet verificata il 20 novembre 2009

8 cortesemente trasmessomi in copia dalla dott. Assunta Borzachiello responsabile scientifico del Museo Criminologico di Roma il 14 novembre 2009

9 (Pesce 2003), l'ultima cosa che emerge dalla lettura del testo, è l'intenzione di offendere l'Arma dei Carabinieri da parte dell'autore. Nel libro si inventa la figura di un carabiniere in servizio al Museo Criminologico di Roma con il compito di controllare e rimpinguare il livello della soluzione di formalina all'interno dell'urna di vetro che custodisce il cervello di Passannante; attraverso le parole del giovane militare, si racconta la vicenda del cuoco lucano, dalla descrizione traspare la passione che ha coinvolto il carabiniere, passione che condivide con una ragazza in visita al Museo e della quale si innamora. Pietà, commozione ed amore emergono dalle parole del militare, quindi nessuna offesa per l'Arma.

11 Corriere della Sera, 7 marzo 2008, p. 16

12 Corriere della Sera, 10 giugno 2007, p. 7,

13 le iniziative si leggono sui quotidiani Il Mattino, 19 agosto 1986, Il Messaggero, 25 agosto 1986 e su Il Mondo, 22 settembre 1986, p. 11

14 Associazione fondata da Emanuele Filiberto nel 2005, presentatasi come lista a diverse elezioni amministrative che alle elezioni politiche italiane del 2008 ha candidato per essere eletto alla Camera dei Deputati, lo stesso Emanuele Filiberto con la lista "Valori e Futuro con Emanuele Filiberto"

15 Atto costitutivo del Comitato organizzatore del 4 febbraio 2007

16 Ivi

17 La Nuova del Sud, 22 aprile 2007, p. 16

18 Ivi

19 Lettera del sindaco di Savoia di Lucania del 18 aprile 2007 prot. N. 1889

20 Ivi

21 Lettera del sindaco di Savoia di Lucania del 19 aprile 2007 prot. N. 1912

22 Lettera del sindaco di Savoia di Lucania del 4 aprile 2007 prot. N. 1593

23 Ivi.

24 Si tratta del castello di epoca medievale: "Posto all'estremità di uno sperone, a 740 mt. di altitudine, domina con la sua mole l'intero abitato, di cui costituisce l'origine stessa… Sulla sua origine non si sa molto come poche sono le notizie riferite alla sua evoluzione e trasformazione urbanistica… probabilmente risalente all'epoca della dominazione normanna" (notizie tratte dalla pubblicazione: Pompea Deanna Vernetti, "Savoia di Lucania. La ricostruzione storica del passato attraverso la conoscenza del territorio", curata dal Servizio educativo della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio della Basilicata, Appia 2 Editrice Venosa, 2005)

25 Lettera del sindaco di Savoia di Lucania del 4 aprile 2007 prot. N. 1649

26 Ivi

27 Lettera del sindaco di Savoia di Lucania del 11 aprile 2007 prot. N. 2360

28 Nota dell'Ufficio del capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria del 15 marzo 2007

29 Per il testo del manifesto vedi l'Appendice

30 La Nuova del Sud, 1 maggio 2007, p. 25

31 Verbale di consegna dei resti da parte del Museo criminologico, datato 10 maggio 2007, sottoscritto dai presenti – fornitomi dalla dottoressa Assunta Borzachiello.

32 Ivi

33 In Appendice riporto il testo della risposta del presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, così come pervenutami.

http://www.uldericopesce.com/petizione_Passannante/index.asp?Page=1 - Risorsa internet verificata 28 novembre 2009

35 L'Eco di Basilicata Calabria Campania, 15 luglio 2009, p. 26

CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

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