PROGETTO MEMORIA


Creiamo un nuovo spazio all'interno del sito del circolo Pertini, dedicato al "Progetto memoria", impegno che viene da lontano e precisamente dal mondo della scuola; un piano culturale fatto proprio dalla nostra associazione per tentare, magari insieme ad altri enti, di creare un vero e proprio "Museo della memoria", o "Museo della gente", fatto di testimonianze di persone in grado di dare un contributo alla ricostruzione, in modo diretto, della storia locale di questi ultimi decenni. L'iniziativa sorse nella scuola media Pascoli alcuni anni fa e diversi studenti coinvolsero parenti, nonni, zii, genitori. Li intervistarono e produssero documenti di sicuro interesse e valore didattico e sociale. Certi testimoni del tempo furono convocati nella scuola come il pretore Della Valle, Taddeo Taddei Castelli, Mario Castells, Giuliana Forensi e altri.

Invitiamo chiunque a contribuire inviandoci la propria storia, la propria testimonianza e potremo qui fare un'ampia raccolta di questi documenti che possono essere colmi di scritti, immagini, foto e altro. Puntiamo anche realizzare un Cd conseguente che distribuiremo e una pubblicazione. Iniziamo col rendere noto il lavoro di Violetta Amore, forse uno dei lavori di maggior valore. Chi avrà avuto la bontà di leggere questo affascinante documento di 32 pagine, è pregato di inviare un commento.


di Valentina Paoli
(studentessa della ex classe 3b della media Pascoli di Portoferraio, lavoro nell’ambito del PROGETTO MEMORIA)


Mio nonno Danilo (1915-2001), come gli altri nonni, ha fatto la scuola nel periodo del fascismo.

Fortunatamente per lui, ha frequentato anche qualche classe delle scuole superiori.

A venti anni è partito per il servizio militare nel 1935.

Lo ha fatto a Firenze e finito il servizio militare è andato a lavorare in banca presso il Monte dei Paschi di Siena.

Dal 1938 al 1959 ha lavorato nell’agenzia di Rio Marina della quale è stato anche il direttore.

Nel 1959 fu trasferito a Firenze dove fece il direttore di un’agenzia della città.

Nel 1973 andò in pensione e si trasferì definitivamente a Rio nell’Elba.

Un ricordo particolare del suo passato quello legato al periodo della guerra, Quando scoppiò la Seconda Guerra mondiale fu richiamato a Portoferraio e per tutta la durata del conflitto rimase nella caserma dove c’erano i soldati che difendevano l’Elba.

Sull’isola, fino al 1943, non ci furono dei combattimenti veri e propri come altrove, ma soprattutto Portoferraio subì bombardamenti molto pesanti, perché c’era lo stabilimento siderurgico che era considerato un importante obietto militare.

Ci furono molti morti specialmente tra la popolazione civile di Portoferraio.

Dopo l’8 settembre 1943, il giorno dell’armistizio con gli eserciti Alleati, il mio nonno, come tanti altri soldati italiani, ritornò a casa.

Pochi giorni dopo, i soldati tedeschi furono paracadutati nel piano S.Giovanni e invasero tutta l’Elba, come ho detto prima, dopo aver bombardato la città il 16 settembre. Quello stesso mese, il 21 settembre, un’altra sciagura investì la nostra isola: l’affondamento del piroscafo “Andrea Sgarallino”, con trecento persone a bordo. Ci fu un solo superstite. Responsabile di questo fatto tremendo fu un sommergibile inglese, che aveva creduto lo Sgarallino una nave ausiliaria, “in servizio ai tedeschi”. Ma non era così, in realtà il comandante dell’imbarcazione era un ufficiale della Marina militare italiana e il primo ufficiale era un elbano. Quindi il comando era italiano, non tedesco. Sulla nave c’erano solo alcuni soldati tedeschi per il controllo dei passeggeri. Il dolore e la commozione per questa tragedia furono fortissimi in tutta l’isola. Ogni paese pianse i propri morti. Anche un cugino di mio nonno, Tullio Chionsini, vi morì, insieme alla giovane moglie. E così rimase orfano, a soli due anni, il loro figlioletto, Pietro, che da quel giorno fu chiamato dai familiari Tullio, in ricordo del babbo.

Dopo l’invasione tedesca, iniziò la caccia ai soldati che erano ritornati a casa.

Mio nonno, come tanti altri, stava nascosto per non farsi trovare, ma una volta, durante un rastrellamento, fu trovato insieme con un suo amico.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 l’esercito italiano, infatti, si trovò privo di ordini da parte dei comandi superiori; tutti gli ufficiali ed i soldati abbandonarono le caserme e i luoghi dove erano in servizio e ritornarono alle loro case.

Così fece mio nonno Danilo che ritornò nella sua casa di Rio nell’Elba.

Iniziarono i rastrellamenti dei soldati italiani sbandati che erano fuggiti dalle caserme per essere di nuovo arruolati o deportati in Germania.

La maggior parte si nascose nelle campagne, nei casolari abbandonati, nei boschi o furono tenuti nascosti dai loro familiari.

Mio nonno Danilo era nascosto nella valle di Ortano.

Un giorno, con un suo amico, era andato a comprare del pesce dai pescatori in una spiaggia vicina ed al ritorno furono fermati da un soldato tedesco che avrebbe dovuto arrestarli e forse farli deportare in Germania, però il soldato, mosso a compassione, li lasciò liberi di fuggire.

Mio nonno ha sempre detto che probabilmente quello era un soldato polacco arruolato e mandato in guerra contro la sua volontà e che non tutti i soldati nemici erano cattivi.

Dopo nove mesi i tedeschi furono scacciati dall’Elba dalle truppe alleate francesi che sbarcarono a Marina di Campo. A proposito di questo sbarco, tutti i miei nonni sono concordi nel dire che quello sbarco tanto atteso, che doveva liberarli dall’occupazione tedesca, si risolse invece in nuova sofferenza per le popolazioni civili, perché questi soldati si dimostrarono molto violenti nei confronti della gente, specialmente verso le donne. Ci furono anche casi in cui gli ufficiali francesi uccisero i loro stessi soldati colti in fallo, per riprendere il controllo della situazione e dare l’esempio al resto della truppa. Insomma, in quei giorni gli elbani passarono “dalla padella alla brace”…

Finita la guerra mio nonno, che allora aveva 30 anni, ritornò a lavorare in banca, dove rimase fino alla pensione.

CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

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