di adriano pierulivo
PORTE CHE SBATTONO
Una poesia d’amore sfreccia
carica di baci e sogni,
come un dardo indolore
cerca la polpa e il sangue
subito zampilla
se il cuore è girato
dalla parte del sole.

In singola città che non conosco
o negli specchi scuri
della mia quotidianità
tra condomini anonimi
e villa con vista sul mare
ci sono donne vinte
che dell’amore hanno visto
solo il lamento sbieco e furibondo
travestito da lupo famelico
fosse un fratello scempio,
un padre orco, un marito crudele
vestito da cerimonia; lazzi e botte.

Certi sbagli tornano indietro
come boomerang sbilenchi
travestiti da sguardi d’odio,
braccia coperte di lividi
nascoste sotto tristi maglie
e nell’agonia lenta,
senza speranza,
di figli appassiti subito.

Non chiedetemi perché
ho perso alcuni amici
-dovreste vederli,
a volte le iene sorridono
in pubblico nascondendosi
sotto il cappello del clown-
ma il grido della foresta
lo conosco e ho orrore
delle porte che sbattono,
degl’occhi che imperano
dei calici svuotati in fretta;

Nella furia del represso
si specchia, deforme,
l’alba del nostro tempo.

Non ho dardi nella feretra
né archi tesi e pronti al lancio
ma questa poesia
è un grumo d’amore
dedicato
alle porte che sbattono,
a quei destini già segnati
che gridano vendetta.

polemica nel comune ligure di Lerici per un manifesto affisso sul portone della chiesa dal parroco don Piero Corsi.

Il parroco di San Terenzo di Lerici, don Piero Corsi

Sono bastate poche righe per scatenare una vera e propria bagarre: in un editoriale dal titolo "Donne e il femminicidio, facciano sana autocritica. Quante volte provocano?" viene infatti data alle donne parte della colpa dei femminicidi. Un'accusa pesantissima che ha gettato nello sconcerto il paese in provincia di La Spezia.

L’estratto dalla lettera apostolica Mulieres dignitatem commentata dall’editorialista del sito Pontifex intitolato "Donne e il femminicidio facciano sana autocritica. Quante volte provocano?" affisso sulle porte della chiesa di San Terenzo ha scatenato la polemica tra i parrocchiani. Il volantino comincia con "l’analisi del fenomeno che i soliti tromboni di giornali e tv chiamano appunto femminicidi" e "accusa" le donne di meritarsi il peggio per essersi allontanate dalla virtù e dalla famiglia. "Quante volte vediamo ragazze e signore mature circolare per strada con vestiti provocanti e succinti? - si legge sul volantino - costoro provocano gli istinti peggiori e poi si arriva alla violenza o abuso sessuale (lo ribadiamo. roba da mascalzoni). Facciano un sano esame di coscienza: forse questo ce lo siamo cercate anche noi?". La presidente di Telefono Rosa Maria Gabriella Carnieri Moscatelli ha subito chiesto alle massime autorità civili e religiose che si attivino perché il manifesto venga immediatamente rimosso. "È una gravissima offesa alla dignità delle donne", ha commentato bollando il messaggio come "una vera e propria istigazione a un comportamento violento". L'Italia è, infatti, il Paese con il maggior numero di femminicidi d’Europa e ha un altissimo numero di violenze consumate all’interno delle mura domestiche.

Don Piero Corsi, che ha curato l’affissione del manifesto, non è nuovo a polemiche di questi genere. Negli anni passati era, infatti, già noto alle cronache per la sua passione al "tatsebao" avendo già dedicato fogliettoni satirici contro l’Islam e contro gli immigrati appesi alla porta della chiesa. Dopo le polemiche, il parroco ha rimosso il manifesto e ha chiesto scusa: "Voglio scusarmi con tutti per quella che voleva essere soltanto una imprudente provocazione. In particolare mi voglio scusare con tutte quelle donne che si siano sentite offese in qualche modo dalle mie parole". Domani inconterà il vescovo: "Affronterò con serenità le decisioni della Curia. Chiedo ai giornalisti un po' di silenzio", conclude.

dal giornale.it

CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

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