Ora basta, la vita degli elbani non può essere tagliata

di Anna Bulgaresi (sindaco di Marciana)

lettera all'"elbano" monti

DA TENEWS

Il sindaco Bulgaresi a un sit in per l'ospedale

Caro signor Monti io sono un’elbana, madre, lavoratrice e sindaco quindi devo tutelare non solo me e la mia famiglia, ma adesso, soprattutto, chi rappresento, cioè i miei cittadini, quelli che sono anziani, non hanno mezzi di comunicazione aggiornati, non sanno cosa sia internet o mal dialogano con un cellulare. Cosa risponderò loro quando mi chiederanno perché non hanno più la guardia medica vicina, quando mi chiederanno perché non c’è più la possibilità di fare le analisi senza andare 2 volte a Portoferraio o a Marciana Marina (una per prenotare, l’altra per effettuare il prelievo), quando dovranno fare la stessa cosa per prenotare il traghetto…

Non vogliamo non pagare le tasse, ma vogliamo che queste ci diano una vita decente e la possibilità di non vivere quotidianamente in emergenza. Mi spiace che abbia origini elbane, perché poco del nostro sangue le è rimasto dentro… dimostri almeno di meritare di parlare delle sue radici elbane: ci riceva, ci ascolti…non le chiederemo di non contribuire al risanamento dell’Italia, ma solo di  capire e concedere deroghe alla nostra insularità senza costringerci a fare atti clamorosi …in odore di illegalità, ma che ci consentirebbero di difendere il nostro attaccamento allo scoglio. Basta con le promesse mai mantenute, basta con il prendere tempo per analizzare, capire, valutare. Cosa c’è ancora da valutare all’Elba, cosa c’è da conoscere ancora… niente! Resta  solo la possibilità di venire una settimana a stare qui, magari “beccando” proprio una di quelle settimane da “urlo” con allerta meteo per forti mareggiate, e stare qui…augurandosi di non sentirsi male, di non aver bisogno dell’elicottero o di qualche altro mezzo di soccorso capace di affrontare il vento e il mare agitato.

L'isola d'Elba viene spesso percepita, da chi non ha avuto ancora la fortuna di visitarla, come una piccola isola del Mar Tirreno, simile alle altre "sorelle" che compongono l'Arcipelago Toscano. In realtà l'Elba ha dimensioni molto diverse, anche se non paragonabili alle due più grandi isole italiane: Sicilia e Sardegna. Considerando che i traghetti effettuano l’ultima corsa alle 22 e la prima alle 5, siamo isolati per circa 7 ore, durante le quali speriamo sempre che non accada niente né in “continente” (impossibilità di raggiungere familiari e/o amici in difficoltà al di là del mare) né all’Elba.

L’Elba ha solo una sfortuna: essere un’isola non così grande per avere uno Statuto speciale ma neanche così piccola, rispetto ai suoi abitanti, che si aggirano intorno ai 32000, però ha il Pil più alto della media regionale, grazie al turismo che porta d’estate circa 300000 persone, ha le rendite catastali esorbitanti e l’Imu ha portato notevoli difficoltà finanziarie sia ai residenti che ai possessori di seconde case. Naturalmente quel reddito in buona parte se ne va altrove in quanto tanti lavoratori stagionali arrivano da altre città o da altre regioni, i proprietari di molte attività non sono del posto, per cui il reddito disponibile è più basso di quello regionale.

Una grande città che ha la popolazione come quella di Piombino ma che è morfologicamente diversa: per arrivare da Pomonte all’”ospedale” di Portoferraio ci vuole lo stesso tempo che un piombinese impiega per arrivare a Livorno …ma nella malaugurata ipotesi che, come accade all’Elba, ci sia bisogno del rendez-vous (trasportare il paziente da un’ambulanza senza medico ad una con medico a bordo magari anche sotto la pioggia), il piombinese arriva anche a Cisanello, mentre l’elbano spera: 1) di poter arrivare vivo al nosocomio 2) che ci sia chi lo soccorra 3) che ci sia chi chiama l’elicottero…per maggior sicurezza.

Non è concepibile che per discutere una causa in tribunale si debba perdere un’intera giornata di lavoro per arrivare a Livorno (dal mio comune impieghiamo circa un’ora per raggiungere il porto di Portoferraio), un’ora di traghetto (quando vengono rispettati gli orari) un’ora di percorso: tutto questo sia all’andata che al ritorno. Costo totale 100 € mangiando un panino. Lo stesso vale per esami medici specialistici, per i quali siamo già abituati.

Parliamo dei tagli alla scuola pubblica: gli accorpamenti possibili sono già stati applicati e noi continuiamo a stressare la Regione per qualsiasi deroga che tenga conto del fatto che reggere la scuola solo su pendolari possa creare non pochi problemi. Se vuole continuo: tagli alle Poste, tagli ai traghetti, tagli ai contributi per le alluvioni (?). Non è possibile applicare all’Elba le regole che si applicano a Roma o agli altri centri italiani. Questa è la differenza che nessuno riesce a capire … l’insularità non è solo: ”Come state bene! Avete il mare, il sole, i soldi.,.di cosa vi lamentate?”. L’insularità si vive d’inverno, durante quei sette/nove mesi in cui viviamo la nostra isola, in cui insegniamo ai nostri figli ad amare la propria isola, quelli stessi figli che devono lasciarci se vogliono studiare ed andare nelle città del “continente”, quelli stessi figli che devono scendere in piazza per avere la scuola, l’ospedale, il tribunale, il traghetto per tornare a studiare…e che devono sperare che i genitori che restano all’isola non stiano mai male durante la notte. Quelli stessi figli che adesso vivono sempre più il divario tra noi e il “continente” che non si sentono più appartenenti ad una nazione che li considera solo numeri e sui numeri …taglia.

CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

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