tirel

 
ELBA SANITA': PERIA RINGRAZIA 7000 ELBANI, BULGARESI CHIAMA AL PRESIDIO
DELL'OSPEDALE LA GE
NTE

PORTOFERRAIO. 7000 elbani venerdì hanno preso pacificamente possesso della
città che fu di Cosimo e di Napoleone per rivendicare una sanità a misura di
un'isola; hanno circolato per le strade con in testa i sindaci dotati di fascia
tricolore, hanno lanciato slogan, esposto manifesti, ma tutti gli altri erano
in qualche modo “cittadini sindaci”, compresi centinaia di studenti delle
superiori, perché ognuno può indossare il tricolore essendo degno del massimo
rispetto, un fatto da ricordare bene a chi dimentica equità e giustizia nella
società. Una dimostrazione di forza e coesione della gente, un'onda elbana che
cresce superando di circa 3000 unità la manifestazione dello scorso anno. Un
evento forte della presenza di tutte le categorie lavorative, delle
istituzioni, degli avvocati che protestavano per la temuta chiusura della
pretura, un evento per ribadire il messaggio degli articoli 3 e 32 della
Costituzione della Repubblica. Poi dopo il percorso nelle strade la grande
massa si è riunita davanti alla provincia e Adolfo Tirelli a nome dei Comitati
sanità ha detto della soddisfazione di aver unito tutti i sindaci e la
popolazione nella rivendicazione sacrosanta dei propri diritti, in difesa della
sanità, in quanto l'isola merita un ospedale attrezzato e non smantellato. La
parola è quindi andata al sindaco Roberto Peria. “ Innanzi tutto oggi si deve
ringraziare la gente, avete aderito dando una grande dimostrazione di unità e
di forza. - ha detto Peria- Io mi dimetterò il 27 di questo mese, se l'ospedale
non avrà le garanzie che si debbono avere. Prima di tutto un reparto di
medicina con il primario che adesso non c'è, ne siamo privi da due anni. Poi
dobbiamo lottare perché la chirurgia rimanga e si possano fare anche semplici
operazioni, necessarie alla salute dei cittadini.
Nel caso di urgenze e nel
caso l'elicottero e navi non possano partire, per delle forti intemperie,
l'ospedale deve essere in grado di provvedere per tutelare la vita di chi è in
difficoltà. Abbiamo chiesto un'ortopedia che sia in grado di fare delle protesi
o invertenti necessari, altrimenti il paziente deve partire per risolvere
altrove e si deve spostare con lui la famiglia con gravi spese e disagi. Le
persone di altri luoghi fuori Elba non hanno bisogno di spostarsi perché
risolvono nel loro ospedale. Un altro punto importante è mantenere un sistema
di prevenzione dei tumori al seno per garantire la salute delle nostre donne,
inoltre vogliamo che un cittadino di Pomonte non debba venire, se ne ha
urgenza, a Portoferraio per prenotare esami del sangue, Poi dovrà tornare
anche per fare l'analisi e i risultati: disagi che vanno eliminati. Abbiamo
insomma- ha concluso- bisogno di un Piano territoriale per la sanità dell'Elba
e il consiglio regionale, tutte le forze politiche di qualunque tendenza,
devono garantire all'isola i propri diritti. Lunedì 19 sarà qui la commissione
regionale per prendere ancora una volta le nostre rivendicazioni ,venerdì 23
sarà presente l'assessore regionale della sanità Marroni, al quale consegneremo
il messaggio di questa grande manifestazione nella quale 7000 cittadini isolani
hanno dato dimostrazione di civiltà e democrazia”. E si è fatta sentire anche
la donna sindaco, unitamente agli altri primi cittadini. “Dobbiamo avere
risposte dall'assessore Marroni quando verrà venerdì - ha detto il sindaco di
Marciana Anna Bulgaresi – il nostro documento di rivendicazione è stato
sottoscritto da tutte e otto le Amministrazioni comunali dell'isola d'Elba,
superando divisioni politiche, per attuare una presa di posizione unitaria in
difesa dei diritti degli isolami. Finora abbiamo avuto solo promesse in oltre
un anno di attesa. Determinante è il ruolo dei Comitati a fianco dei sindaci
per ottenere il massimo, e venite all'ospedale dove noi facciamo tutta la
settimana il presidio, partecipare con la vostra presenza”.
 
DA ELBAREPORT

Sanità: 7000 elbani manifestano in piazza Contestato vivacemente Ruggero Barbetti

Scritto da SR Venerdì, 16 Novembre 2012 16:15

7000 persone - la stima delle normalmente prudenti Forze dell'Ordine - sono davvero tante. Come dire che quello di questa mattina è stato un assembramento con nessun precedente almeno nella recente storia dell'Isola.

7000 (più di un quarto della popolazione realmente residente): Tanti sono stati quelli che hanno risposto all'appello dei comitati che hanno promosso la manifestazione e delle forze politiche ed istituzionali, nonché degli operatori economici che hanno aderito all'iniziativa, che mirava a far intendere quanto gli isolani siano decisi a difendere il loro ospedale.

A partire dalle prime ore del mattino i cittadini hanno preso a concentrarsi alla Banchina d'Alto Fondale, da poi cui si è mosso un corteo che si è snodato risultando un lungo e geremito serpentone che percorso le vie dell'area portuale e retroportuale del capoluogo elbano, per terminare davanti al palazzo della Provincia.

Una protesta impressionante e neppur troppo rumorosa, che dava tutta la misura della "tranquilla passione" o se vogliamo della "tranquilla incazzatura" degli isolani, del diffuso convincimento di una popolazione di essere trattata sempre più a pesci in faccia sul fronte dei servizi (non solo sanitari) che le sono stati resi dai governi nazionali e regionali succedutisi negli ultimi anni.

Sotto il Palazzo della provincia i Comitati con Semeraro, Luciana Gelli ed altri hanno spiegato le ragioni della loro protesta, poi il microfono è passato ai Sindaci che a partire da Peria hanno parlato alla folla.

E proprio durante l'ultimo intervento degli amministratori quello del Capoliverese Barbetti (che, ricordiamo, non partecipa all'occupazione simbolica dell'ospedale) si è registrato un momento di "vivacità".

Il primo cittadino di Capoliveri che fin dalle prime battutte ha portato un attacco a Peria riceveva infatti diverse bordate di fischi ed improperi dalla vasta platea, e si sentiva pure contestare dal suo collega Alessi, che continuava a ripetere "Unità, Unità", non certo per promuovere l'omonima testata, ma per sottolineare quando dovessero essere comuni, al di sopra degli schieramenti politici, la manifestazione e la linea degli elbani, per avere possibilità di successo in quella complessiva "Vertenza Elba", di cui la partecipata manifestazione odierna deve considerarsi un importante atto.

SR (foto Massimiliano Ranfagni)

  • Manifestazione sulla sanità: oltre 50 fasce tricolori in testa al corteo

    Scritto da S.B. Giovedì, 15 Novembre 2012 23:46

    PORTOFERRAIO. Chi sfilerà per le strade di Portoferraio in difesa della sanità isolana, vedrà in testa al corteo 50 "sindaci". Non si tratterà di primi cittadini venuti dal resto della Toscana per solidarizzare, le 50 fasce tricolori "aggiuntive" saranno indossate da attivisti dei comitati. “Peria ed i suoi colleghi, rappresentano certo le istituzioni, ma siamo tutti "sindaci"" dice Francesco Semeraro, uno degli animatori della protesta che agisce nei Comitati Sanità Riuniti, come Manola Balderi, Cheti Soldani, Adolfo Tirelli ed altri. In varie serate di riunioni programmatorie hanno cercato di creare per l'evento una coreografia utile ad esprimere con forza la protesta degli isolani, che vogliono tutelare il servizio sanitario, a partire dall'ospedale. "Non va ridotto ad un maxi ambulatorio" dicono mentre sono presenti la sera al presidio dell'ospedale, al momento in compagnia del sindaco Alessi, con Nadia Mazzei suo giovane assessore a Rio nell'Elba, presente con la figlia di tre anni. I sindaci protestano 24 ore su 24 con la loro presenza a turno nell'atrio dell'ospedale. E Luciano Campitelli poco più in là commenta: "Ci vogliono azioni sempre più forti e determinate per far sentire la nostra rivendicazione. L'Elba deve avere servizi sanitari garantiti ed efficienti, altro che tagli. Quando il tempo è inclemente anche l'elicottero non agisce e qualcuno a rischio salute può subirne le conseguenze".
    E quindi la regia di questa manifestazione ha voluto mettere davanti a tutti i "sindaci", con tanto di fascia per pretendere il rispetto dei diritti degli isolani, e a ruota dei 50 si noteranno anche le toghe nere degli avvocati, con in testa Di Tursi il coordinatore, per far capire che la protesta deve riguardare anche altri servizi indispensabili che si vogliono sopprimerei, come la sezione staccata del Tribunale di cui il governo ha decretato la chiusura. “Ci saranno anche i dipendenti del Conad in divisa di servizio -conclude Semeraro- la Nocentini Group consente loro di partecipare senza perdere lo stipendio”.

    S.B.

    (foto di repertorio: manifestazione sanità 2011)

     
     

    IL DIRETTORE SANITARIO TAMBERI

    Sanità garantita come a Cecina-Piombino Parla il direttore sanitario Paolo Tamberi

    Scritto da Giovedì, 15 Novembre 2012 17:40

    PORTOFERRAIO. L'Elba è in fibrillazione per la situazione dei servizi sanitari. Tagli di reparti? Carenze di personale? Sindaci, sindacati e comitati impegnati per evitare il peggio, ma, a ridosso della manifestazione di venerdì, decidiamo di sentire anche chi si ritrova a fare da controparte, ponendo alcune domande al sanitario dell'ospedale portoferraiese, il dottor Paolo Tamberi, elbano doc, che esprime il suo punto di vista: per lui l'isola non è una Cenerentola quanto a sanità.
    “Nessuno smantellamento dell'ospedale è in corso, tutt'altro. - dice il direttore sanitario- Gli elbani sono garantiti nella salute al pari dei piombinesi o dei cecinesi e sono serviti come qualsiasi altra località della Toscana periferica. Non sono cittadini di serie B. Noi stiamo investendo, lo dimostrano gli sforzi compiuti per la piazzola dell'elisoccorso, la nuova centrale termoelettrica, la realizzazione della rete anti-infarto, le nuove modalità di prenotazione telefonica degli esami e molto altro. Certamente vivere su un’isola comporta dei disagi, ma è bene sapere che dal punto di vista tecnico-organizzativo e clinico, ogni patologia non ha nessun rischio particolare all'Elba. La sanità locale in alcuni settori addirittura cresce grazie all’arrivo di un nuovo oculista esperto di interventi di cataratta che raddoppieranno azzerando le liste d'attesa. È inoltre in arrivo la nuova camera calda per l'accoglienza delle ambulanze che prevederà un collegamento diretto e protetto con il pronto soccorso. Importante infine l'aver installato il totem per il ritiro diretto delle analisi e chi si doterà la tessera sanitaria potrà il prossimo futuro leggersi i risultati a casa. Tutto questo non significa certamente depotenziamento o addirittura chiusura”.
    E sui tagli ai servizi che hanno motivato l'aspra contestazione degli amministratori e dei comitati?

    “Capisco il loro ruolo istituzionale, ma dal punto di vista sanitario l'isola non sta perdendo niente. La Regione assegna fondi all'Asl, anche sulla base delle caratteristiche e peculiarità dell'ospedale. Ecco che siamo chiamati a razionalizzare le forze in campo utilizzando al meglio il personale presente in ragione delle necessità e dei carichi di lavoro. Ognuno deve dare il proprio massimo. No tagli ma una ridistribuzione del personale e dei carichi di lavoro”.
    Una menzione specifica per Tamberi merita la nuova piazzola dell’elisoccorso collocata sopra l’edificio ospedaliero che permette di risparmiare minuti preziosi.
    “L'elisoccorso nel 2011 ha realizzato 139 interventi di cui 113 hanno raggiunto l'area livornese. Nel 2012 siamo già a 102 interventi di soccorso di cui 30 dalla inaugurazione della piattaforma sul tetto dell'ospedale. Ma la nuova piazzola sta per diventare una ricchezza per tutta l’isola visto che stiamo prendendo accordi con le autorità locali affinché sia messa a disposizione di interventi in emergenza di altro tipo, gestiti dalla protezione civile”.
    Ma come avviene la procedura in caso di situazioni critiche?

    “Il paziente è accolto dal pronto soccorso, stabilizzato e, nel caso sia necessario, disposto il trasferimento verso i centri sanitari specializzati. L'elicottero arriva in circa 20 minuti con un anestesista a bordo e un infermiere. I medici accompagnano tramite ascensore riservato esclusivamente a tale servizio, alla piazzola dove si trova l'elicottero a pale ferme. Una manovra che avviene supportata da verifiche tecniche e di sicurezza di due addetti all'antincendio, presenti in ospedale 24 ore su 24. Solo nei casi di condizioni meteo particolarmente avverse si affida il paziente alla guardia costiera che parte con ogni tipo di mare. Ricordo che se l'ascensore principale si guasta ne esiste uno di riserva che raggiunge il quinto piano e poi si fa ricorso a una ultima rampa di scale. Resta sempre salva chiaramente la possibilità di far atterrare l'elicottero all'aeroporto come avveniva fino a qualche mese fa”.

    Stefano Bramanti

     

    CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

    Questo sito utilizza cookie utili a migliorare la consultazione delle nostre offerte.
    Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando su qualunque suo elemento, acconsenti all’uso dei cookie.