TRE TEMI CHE TENGONO BANCO IN QUESTA ESTATE....LA GATTAIA CHE PARE NESSUNO VOGLIA RISTRUTTURATA, MA ABBATTUTA PER FAR TORNARE I BASTIONI ALLA FORMA ORIGINALE--IL SINDACO PARLA CHIARO SU COME STANNO LE COSE
POI L'ARGOMENTO POSEDONIA SULLE SPIAGGE....FASTIDIOSE PER IL TURISMO INDISPENSABILI PER LA NATURA ANCHE IN FUNZIONE ANTI EROSIONE. NURRA ANNUNCIA FUTURE NOVITA', IL FRONTE MARE , IL PIU' RECENTE.  CAPIRE SE PORTOFERRAIO SI RINNOVA IN MODO ECOSOSTENIBILE O NO; PER L'AMMINISTRAZIONE NON CI SONO DUBBI.

 

 

sabato 09 luglio 2011

L'Assemblea sul Water-Front portoferraiese
DA ELBAREPORT

081108b


Note su di un incontro pubblico atteso, che potrebbe portare ad una svolta della storia urbanistica della città che fu dei Medici e di Napoleone, se migliaia di metri cubi di città saranno divelti e ricostruiti.
Un piano innovativo che vuole, parole del sindaco Roberto Peria ”Attuare uno sviluppo sostenibile, rispettoso dell'ambiente, dare lavoro a 350 persone, annullare il degrado pluriennale esistente e non aggiungere cemento”.
Interventi radicali di ricostruzione dall'ultimo molo, dove resiste il compassionevole palazzo Coppedé, per proseguire verso viale Tesei fino al cantiere Esaom e a seguire lungo costa per giungere a san Giovanni, dove sorgerà un nuovo approdo che comprenderà l'appoggio dei pescherecci.
Quindi viali pedonali nel verde, percorsi per bici, un parco come esiste alle Ghiaie, e ancora un cinema, parcheggi tra cui uno a più piani (400 posti) al Residence, un'area per mercati e manifestazioni, una zona peep, una piscina e il potenziamento della cantieristica, della nautica e via dicendo.
Una rivoluzione urbanistica che intende rilanciare Portoferraio, ferma da decenni nel settore. “Ancora possibili varianti, modifiche, suggerimenti, il progetto deve essere condiviso, analizzato, lo esporremo alla Gran Guardia, lo metteremo nel sito internet del Comune", ha detto il sindaco.

Al Centro de Laugier si è potuto vedere tutto ciò illustrato con un filmato, condotto dal giornalista Fabio Cecchi di Tele Elba, proiettato unitamente ad una serie di slide lanciate col pc portatile, immagini e testi spiegati dal sindaco, dopo una breve introduzione dell'architetto Parigi.
Poi anche un test con scheda distribuita in sala agli intervenuti per sapere il loro gradimento o le loro proposte. La sala è stata piuttosto gremita, ma non sufficientemente secondo Gian Carlo Diversi, definitosi cittadino attivista nel suo intervento, vari i politici tra cui Mancuso, Segnini, Mazzei l'assessore che ha curato il piano per la giunta , associazioni, imprenditori e il presidente dell’Autorità portuale di Piombino ed Elba, Luciano Guerrieri.
Infine un dibattito per valutare e commentare il “temuto” waterfront osteggiato da Legambiente, dalla sinistra estrema e di cui si discute da mesi. Sono questi gli ingredienti dell'incontro promosso dall'amministrazione nell'ambito della linea di democrazia partecipata, avviata dal dicembre 2010, contestata nel meeting dall'avvocato Sangalli che ha dichiarato di essere stata scarsamente coinvolta come cittadina e quando ha potuto assistere ad un appuntamento in febbraio, l'architetto già citato l'ha trattata malamente. “Per fortuna- ha detto nel dibattito la donna spogliatasi della veste di avvocato per l'occasione - il sindaco Peria è stato gentile cercando di rimediare alla stonatura del suo funzionario”.
La spiegazione del primo cittadino è stata ampia, anche se, come hanno fatto notare gli oppositori, si tratta di un'utopia, termine usato dallo stesso Peria per definire il piano (utopia possibile). Lo ha evidenziato il criticamente ancora il Diversi, già compagno di scuola del sindaco al classico “L'utopia non si raggiunge mai-ha fatto notare l'internauta di “Noi cittadini dell'Elba" su Fb.
Ovviamente non sono mancate linee opposte tra maggioranza e chi sta fuori dal governo della città medicea. Il rappresentante del Cna e quello degli industriali si sono detti favorevoli, vigile l'esponente dell'Italia dei valori ha detto: ”Attenzione all'approdo di san Giovanni, che non si cada poi nel fare interessi di altri e non dei residenti”. Il confronto proseguirà, la città attende soluzioni. Non è mancato l'assessore regionale all'urbanistica Anna Marson che ha ribadito come il progetto debba e possa accogliere osservazioni o proposte di modifica di chiunque.

 samb

martedì 26 luglio 2011 - 18:27

Water Front di Portoferraio: un'altra stroncatura da Legambiente

DA ELBAREPORT 
Le considerazioni di Legambiente sulla presentazione del progetto di variante al Regolamento Urbanistico per la nautica del Comune di Portoferraio: Il filmato “Fronte mare, l’utopia possibile”, presentato lo scorso 8 luglio, mette in evidenza che le vere scelte sulla pianificazione urbanistica di Portoferraio in materia di portualità sono state prese lo scorso anno con la ratifica del Piano strutturale e dell’Accordo di programmazione tra Comune di Portoferraio, Provincia di Livorno e Regione Toscana.

Legambiente Arcipelago Toscano ribadisce che la partecipazione del pubblico andava sollecitata nel corso della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del Piano strutturale per condividere il quadro di riferimento e gli obiettivi della variante urbanistica. L’attuale fase di redazione del Regolamento urbanistico, è infatti finalizzata ad attuare le scelte già stabilite nel Piano strutturale.

La documentazione della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) che accompagna il Piano strutturale e la proposta di Regolamento urbanistico appare carente perchè non definisce la necessità da soddisfare e le motivazioni delle scelte. Anche il processo di comunicazione e di partecipazione è del tutto insoddisfacente. Nella presentazione dell’8 luglio scorso le autorità intervenute non hanno chiarito quali siano le fasi del procedimento in corso e la funzione del coinvolgimento del pubblico Sul sito del Comune di Portoferraio perdura l’assenza della necessaria comunicazione istituzionale relativa alla Procedura di variante urbanistica per la portualità. Questa carenza più volte segnalta, viola specifici obblighi di legge di trasparenza amministrativa e di comunicazione, e pregiudica la validità del procedimento di variante urbanistica in corso.

La conferenza dello scorso 7 luglio non risolve le criticità evidenziate a suo tempo dal Prof. Massimo Morisi, garante della comunicazione nel governo del territorio della Regione Toscana, che rispondendo a Legambiente sul tema della partecipazione osservava:

-la sostanziale assenza di iniziative che configurino una discussione pubblica sulle questioni di merito secondo gli intenti e lo spirito della legislazione regionale;

-la documentazione sul sito (...) risulta periodicamente “altalenante” nella sua effettiva disponibilità;

-la “legittimazione sostanziale” del procedimento di VAS è “categoria che non attiene al diritto e alla regolarità dei procedimenti ma alla qualità - intrinsecamente opinabile ma non esauribile nelle risultanze elettorali - del pubblico amministrare”.

(vedi https://sites.google.com/site/arcipelago21/waterfront/rassegnastampa/20110201)

Legambiente Arcipelago Toscano richiede pertanto che sul sito istituzionale del Comune di Portoferraio siano pubblicati tutti i documenti relativi al processo partecipativo, compresi i verbali delle riunioni alla Gran Guardia, il filmato presentato e la registrazione completa degli interventi dell’8 luglio scorso. Richiede inoltre che il Garante regionale della Comunicazione definisca le fasi di un corretto processo partecipativo, basato sulle esperienze di Baratti e di San Vincenzo, per informare la cittadinanza sull’effettivo stato del procedimento della variante e sulle modalità di partecipazione.

La variante urbanistica del Comune di Portoferraio, orientato allo sviluppo della nautica da diporto, ha una rilevanza territoriale, economica e sociale che interessa tutta l’isola d’Elba, l’Arcipelago Toscano, il Mar Tirreno centrale e settentionale e il Mar Ligure. E’ evidente che la frammentazione dei punti decisionali contrasta con la necessita di governare unitariamente il territorio dell’Arcipelago Toscano e dell’isola d’Elba in particolare assicurando la tutela del paesaggio e della natura prevista dalle norme statali e dagli accordi internazionali. In questa ottica è evidente che la variante urbanistica andrebbe accompagnata dalla proposta di estendere il Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano e l’istituzione/definizione dell’Area marina protetta dell’Arcipelago Toscano che comprenda il mare dell’Elba. La VAS avrebbe richiesto un approfondimento nel contesto territoriale allargato per analizzare con maggiore attenzione i valori del paesaggio e della natura da tutelare, il fabbisogno che si vuole soddisfare, la funzionalità del nuovo assetto urbanistico, gli impatti ambientali (risorsa idrica, energia, capacità depurativa, emissioni in atmosfera, qualità dell’aria, rumore), le conseguenze economiche e sociali. La VAS avrebbe dovuto anche definire, oltre agli indicatori di monitoraggio della realizzazione del Piano, anche un adeguato insieme di indicatori dell’impatto ambientale conseguente in area vasta che invece sono assenti.



Legambiente Arcipelago Toscano ha prodotto a suo tempo un contributo per orientare la variante del Regolamento urbanistico ad effettivi e non generici criteri di sostenibilità ambientale a cui anche in questa sede si fa riferimento.

(vedi https://sites.google.com/site/arcipelago21/waterfront/rassegnastampa/20110124 )

Per la tutela della “area umida straordinariamente importante anche dal punto di vista paesaggistico di San Giovanni” Legambiente ha inoltre richiesto alle autorità competenti di inserire le aree delle Saline, le Grotte e le Prade tra quelle area nel sistema europeo Natura 2000 (SIC e ZPS). Richiede al Comune di Portoferraio di sostenere formalmente tale richiesta e che la Variante al Piano strutturale consideri a tutti gli effetti quelle aree già soggette alle tutela del sistema Natura 2000.

(vedi https://sites.google.com/site/arcipelago21/waterfront/rassegnastampa/20110204)

In merito al filmato di presentazione della Varante urbanistica, peraltro non circostanziato nel contesto del procedimento decisionale e non collegato alla comunicazione istituzionale del sito del Comune di Portoferraio, Legambiente Arcipelago Toscano propone che:

-per assicurare “la prevalenza orizzontale del paesaggio” e il rispetto delle norme di tutela paesaggistiche vigenti venga esclusa la possibilita’ di realizzazare ulteriori opere a mare San Giovanni (come la “piattaforma belvedere proiettata sulla rada”, fatto salvo il riaffioramento della attuale diga foranea e la sua modesta estensione ad ovest), così come di estendere l’urbanizzazione ad ovest della frazione di San Giovanni;

- per ottimizzare l’uso del suolo sia previsto che la riconversione dei volumi esistenti non possa espandersi in aree finora non urbanizzate (come quella compresa tra via Leone Damiani e il Fosso del Condotto che peraltro ha elevati problemi idraulici e quella compresa tra viale Teseo Tesei e il lungomare );

- vista la crisi del turismo e la necessità di adeguamento/riqualificazione delle strutture alberghiere esistenti a Portoferraio, si rinunci alla previsione di realizzare un nuovo albergo che risulterebbe economicamente insostenibile

- l’espressione del numero di posti barca venga sempre accompagnato dalle specifiche dimensioni e dalla destinazione d’uso (stanziali, transito, residenti, ...) in particolarmente per l’area di San Giovanni che va destinata esclusivamente alle imbarcazioni dei residenti nel Comune di Portoferraio;

- per mitigare l’effetto di riflessione dell’onda e favorire la circolazione delle acque sia realizzata la struttura foranea del porto cantieri con strutture galleggianti che ricostruiscano la sinuosità naturale della linea di costa;

- per risolvere la domanda di picco del periodo estivo sia valutata la possibilità di realizzare campi boe come a Calvi e a Porquerolles ed in molte località italiane con strutture portuali in località ambientalmente e paesaggisticamente vulnerabili;

- per definire i criteri per l'ubicazione e per la progettazione delle differenti tipologie di intersezioni stradali (a raso, a livelli sfalsati, rotatorie, etc.) sia adottato il DM 19 aprile 2006 recante le «Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle intersezioni stradali»;

- per preservare e ripristinare gli ecosistemi e i loro servizi (come previsto dall’obiettivo 2 della “Strategia europea sulla biodiversita’ fino al 2020”) sia prevista una infrastruttura verde che ripristini ad uso pedonale e ciclabile il percorso storico tra Portoferraio, Carpani, fino ai Magazzini, rivedendo la proposta presentata con ponte “girevole” nell’area “Esaom”;

- per evitare equivoci sia adottata la terminologia usata dalle norme che regolano le specifiche materie (struttura ricettiva e non foresteria, porto turistico e non approdo leggero, …);

- per una corretto dimensionamento dei servizi sia prevista l’analisi del fabbisogno di energia , risorsa idrica, fabbisogno depurativo, gestione rifiuti che tenga conto del picco della domanda;

- siano previste idonee misure per la riduzione delle emissioni di rumore e di scarichi in atmosfera e per il rispetto del divieto di scarichi di acque reflue in mare;

- venga comunque assicurata la balneazione nell’area di Punta della Rena e a San Giovanni;

- venga documentata, anche dal punto di vista economico e di impatto ambientale, la necessità di realizzare nuove strutture ricettive nell’area del Porto cantieri e a San Giovanni (“foresteria”);

-venga analizzato l’effetto del nuovo assetto portuale sulla urbanizzazione e sulla rete commerciale esistente, con particolare attenzione al centro storico e all’asse via Caducci, via Manganaro;

-venga fornita idonea documentazione a supporto della possibilità di creazione di 350 posti di lavoro, indicando in quali settori e con quali competenze ed in base a quale tipo di rapporto sia con la possibilità ventilata di fare a San Giovanni un vero e proprio porto turistico non destinato ai residenti (o non esclusivamente destinato) sia con i porti già presenti o in via di progettazione/costruzione sulla costa toscana che hanno come obiettivo del turismo nautico “mordi e fuggi” l’Arcipelago Toscano e l’Isola d’Elba in particolare.

Legambiente Circolo dell'Arcipelago Toscano
venerdì 01 luglio 2011 - 19:44

Gattaia: Il punto di vista del Sindaco

Caro Direttore,
in relazione alla vicenda Gattaia, su cui si è aperto un dibattito pubblico, ritengo di poter a mia volta contribuire con una breve ricostruzione della mia esperienza personale, dopo le testimonianze di Fratini e Fuochi.
Da queste ultime è emersa una teorica disponibilità della Soprintendenza del tempo a demolire la costruzione più alta dell’immobile, quella verso il benvenuto agli ospiti.
Per quel che mi riguarda, la questione non è così inquadrabile e fu chiarita definitivamente nel 2007-2008.
Con nota del 20 dicembre 2007, indirizzata al Soprintendente Malchiodi, personalmente chiesi una precisa indicazione in proposito.
In particolare ricordai come il recupero dei volumi fosse oggetto di dura polemica politica, poiché vi era chi sosteneva che assai più proficuamente si sarebbe potuto procedere alla demolizione totale o parziale dell’immobile, riscoprendo l’antico piede della fortezza medicea. Chiesi quindi “al fine di evitare un dibattito impazzito sul recupero di tale immobile”, una “espressione di parere in ordine alla possibilità di demolire anche parzialmente il bene in oggetto”.
Con nota del 10 gennaio 2008 rispose il Soprintendente Malchiodi, precisando che –citiamo testualmente- “non si può che confermare quanto espresso in precedenza e cioè che non è pensabile di poter procedere alla demolizione del complesso denominato ‘la Gattaia’ perché, anche se la denominazione con la quale oggi è conosciuto è riduttiva e fuorviante, siamo in presenza di un brano che costituisce parte integrante delle addizioni lorenesi alle Fortezze Medicee. Si tratta inoltre di prendere atto che la ventilata demolizione lascerebbe mutilata la porzione inferiore del Bastione della Cornacchia, con tutte le problematiche che ne conseguirebbero”-
La risposta del Soprintendente non lasciò adito a dubbi. Comune e Provincia hanno fatto, quindi, la migliore scelta possibile in rapporto alle circostanze, per quanto il primo cantiere, per varie problematiche, abbia proceduto in maniera piuttosto farraginosa.
Va peraltro ricordato un aspetto curioso. La questione fu affrontata qualche tempo fa dal Gruppo Consiliare Gente Comune, che, non convinto della letta, riletta e citatissima corrispondenza intercorsa con la Soprintendenza, attraverso l’On. Barani, interpellò il Ministro dei Beni Culturali Bondi.
Per esso rispose il sottosegretario Francesco Giro. Ecco, qua di seguito, l’ottima sintesi fatta da TE-News della risposta del sottosegretario:
“ Andranno avanti i lavori della Gattaia, all’ingresso della Calata e sarà terminato il progetto previsto dalla Provincia di Livorno insieme al comune di Portoferraio, al Bastione della Cornacchia. In pratica è stata questa la risposta del sottosegretario del ministero per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Maria Giro, all’interrogazione presentata in merito dal deputato Pdl Lucio Barani su sollecitazione del gruppo consiliare comunale, Gente Comune. Nell’interrogazione di Barani, discussa ieri mattina alla Camera, si chiedeva, come da tempo fa il gruppo consiliare Portoferraiese di non prevedere nuove costruzioni a ridosso delle Fortezze. Già però, come ha ricordato lo stesso sottosegratrio, la Sorprintendenza aveva escluso questa ipotesi, fissando precisi parametri per la costruzione della nuova struttura, che provvederà a monitorare costantemente. Una costruzione, come ha precisato sempre il sottosegretario, che risulta utile alla stabilità delle stesse fortezze medicee e a evitare cedimenti”.
Così abbiamo anche chiarito al Sig. Tavanti che non sono io che penso che gli ubriachi reggano i lampioni. Un caro saluto.

Roberto Peria
sabato 02 luglio 2011 - 19:08

 

"Alghe" spiaggiate, Nicola Nurra parla del loro possibile riciclo nell'ambiente

 

Portoferraio – Padulella danneggiata, secondo alcuni operatori turistici, perchè non piace la montagnetta di piante marine accumulate sulla spiaggia; a Marina di Campo altra discussione per un probabile interramento dei vegetali sullo stesso lido. Queste alghe o la Posidonia non hanno pace. "Sperimentiamo anche il ritorno a mare di tali foglie di Posidonia che invadono i lidi ", dice Nicola Nurra biologo portoferraiese , docente all’università di Torino che fa sperare in tempi migliori. Eppure i residui delle piante acquatiche sono un fatto naturale. "Si accumulano sulle spiagge diventando una barriera, chiamata “banquettes”- commenta lo studisoo fornendo il suo parere- contrastano il fenomeno erosivo del mare e sono fonte di minerali per organismi poco conosciuti che popolano i fondali. Meglio l’interramento dei residui, ogni sostanza naturale non va dispersa. Però per tale metodo o per il trasporto in discarica ci sono costi più elevati e soprattutto per lo smaltimento è facile che con i vegetali marini se ne vadano anche sabbia e ciottoli: l’erosione cresce. L’accumulo sulla spiaggia rimane la soluzione più semplice ed economica”. Ed esiste poi il disposto di legge. "Sono considerati rifiuti tali masse - fa notare Alessandro Bini, geologo responsabile del settore per la Provincia -. La Posidonia o alghe o altro tipo di pianta marina, possono essere accumulate e a fine stagione devono essere ridistribuite nel lido. L’interramento sul litorale, stabilito dal D. Lgs 3.12.2010 n. 205 e il trasporto in discarica sono gli altri metodi". "Ora si ipotizza di riportare in mare le foglie di Posidonia - conclude Nurra - potrebbe essere una novità interessante a garanzia di un ciclo biologico e sarebbe favorita una catena trofica che dà equilibrio. Di certo non possiamo arrestare i fenomeni naturali, meglio imparare a conviverci". Cura massima per le pocket beach isolane, ogni centimetro di spiaggia vale oro.
samb

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 06 Luglio 2011 17:45)

CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

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