INTERVENTI E NEWS

AUSPICHIAMO INTERVENTI CHE NON SIANO DI STERILE POLEMICA, MA CHE POSSANO FAVORIRE UN DIBATTITO CIVILE ED UTILE AL PROGRESSO DELLA COMUNITÀ ELBANA, CONSIDERANDO ANCHE CHE CI SI ESPRIME IN UN SITO CHE PORTA IL NOME DI UN GRANDE PERSONAGGIO, UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, UN UOMO CHE HA DEDICATO LA VITA ALLA COSTRUZIONE DELL'ITALIA DEMOCRATICA.



di Giuseppe TANELLI (Ex presidente del Parco - Università di Firenze)


090213Credo che saremo in molti, con il presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano Mario Tozzi, per tentare di impedire che a Pianosa torni il supercarcere. Ci saranno sicuramente i rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni ambientaliste e produttive, delle forze politiche e sociali, delle migliaia di cittadini che da quando nel giugno del 1998, è cessata la destinazione penitenziaria hanno visitato l’Isola. Ci sarà una bella fetta del mondo scientifico internazionale. Come nel 1970, per Montecristo e nel 2004 per le ex-aree minerarie elbane. Le strade di Pianosa sono dedicate agli eroi che hanno combattuto la mafia.

Il suo supercarcere ha voluto dire molto nel contrastare questo male. E’ comprensibile la posizione espressa da coloro che sono stati i più vicini alle vittime e che combattono in prima linea. Ma forse possiamo domandarci: è proprio necessario riaprire Pianosa? E’ proprio necessario creare uno scontro fra la lotta alla delinquenza organizzata, e la difesa di un grande ed unico patrimonio di natura e di storia? Perché una cosa è certa. Le esigenze di un supercarcere sono in contrasto con quelle che caratterizzano un Parco Nazionale e un’area protetta da direttive europee.

Quando Pianosa cessò la sua destinazione penitenziaria, dopo quindici anni di supercarcere, i vigneti ordinati e gli allevamenti di eccellenza della antica colonia agricola erano scomparsi. Le costruzioni erano fatiscenti, le catacombe ridotte ad un cloaca massima, piene di rifiuti e di acque di scarico. Poi Pianosa si è aperta al turismo contingentato e compatibile; alla didattica ed alla ricerca scientifica di livello e risonanza internazionale. Venne intrapresa la strada dei Monaci per dare una residenzialità costante all’ isola ed oggi il Carcere verde è un embrione educativo ed ecologico da espandere. Restano tante cose da fare, poiché purtroppo lo Stato “ha chiuso il carcere ed ha buttato via la chiave”, come giustamente ebbe a scrivere Piero Ottone per Capraia.

Il possibile ritorno del supercarcere, può essere una opportunità, affinchè tutti concorrano a trovare la “chiave“, per dare in pieno a Pianosa quel ruolo di “educatore” ecologico, economico e sociale, iniziato tanti anni fa e che sarebbe antistorico e sbagliato troncare, per i cittadini di oggi e di domani.


CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

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