INTERVENTI E NEWS

AUSPICHIAMO INTERVENTI CHE NON SIANO DI STERILE POLEMICA, MA CHE POSSANO FAVORIRE UN DIBATTITO CIVILE ED UTILE AL PROGRESSO DELLA COMUNITÀ ELBANA, CONSIDERANDO ANCHE CHE CI SI ESPRIME IN UN SITO CHE PORTA IL NOME DI UN GRANDE PERSONAGGIO, UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, UN UOMO CHE HA DEDICATO LA VITA ALLA COSTRUZIONE DELL'ITALIA DEMOCRATICA.


il Tirreno — 04 giugno 2009 pagina 07 sezione: PIOMBINO


Foto: Il Professor Mazzini
090608_1PIANOSA. L’ipotesi del nucleare a Pianosa fa paura. Lo hanno a più riprese ribadito cittadini e amministratori locali, preoccupati soprattutto per le conseguenze ambientali di una simile soluzione, oltre che per i danni che causerebbe al turismo. Ma nonostante tutto, finito l’incubo del ritorno al carcere duro, qualcuno già immagina accanto alla villa romana di Agrippa o alle Catacombe, un complesso di produzione dell’energia. Ma come dovrebbe essere realizzata una eventuale centrale? Abbiamo chiesto qualche dettaglio al professor Marino Mazzini, ingegnere all’Università di Pisa, in particolare sul percorso da compiere per la sua localizzazione. Un percorso complesso, forse inattuabile per le resistenze politiche e della comunità locale.

«Nel corso della conferenza di Livorno del 23 aprile scorso - dice il docente - io accennai alla procedura di localizzazione di impianti nucleari dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica dell’Onu, con una prima applicazione di tale procedura alla Toscana, sulla base di pochi parametri come popolazione, sismicità, orografia, disponibilità di acqua. Tale analisi indica la possibilità, peraltro da verificare alla luce di tutta una serie di altri parametri, di realizzare una centrale nucleare a Pianosa e a Torre del Sale. L’eventuale centrale di Pianosa avrebbe la necessita di usare torri di raffreddamento per la presenza del parco marino. Però a monte, per la localizzazione di impianti nucleari, occorre verificare tutta una serie di parametri ed aspetti da cui dipendono la funzionalità e la sicurezza dell’impianto e l’impatto radiologico, in condizioni sia di normale esercizio che in caso di incidente.

Per il primo obiettivo sono da considerare la disponibilità di acqua per la refrigerazione del condensatore, legato al discorso delle torri di raffreddamento, essendo impensabile la refrigerazione del condensatore direttamente con l’acqua di mare in un parco marino. Vanno poi considerate le caratteristiche geotecniche e geologiche del suolo, il problema delle fondazioni, gli eventi energetici esterni naturali (quali terremoti, trombe d’aria, inondazioni, tsunami, tempeste) ed antropici, tipo esplosioni, rilasci tossici, caduta d’aerei e altro. Per il secondo obiettivo, devono essere esaminate la distribuzione della popolazione nel raggio di decine di km, le loro abitudini alimentari, le caratteristiche meteorologiche del sito, e altro».

Dalle indicazioni dell’ingegnere non pare esistano facili potenzialità di una Pianosa nucleare, un impianto che potrebbe essere ostacolato da situazioni ambientali particolari dell’isola amata anche Napoleone. Del partito “Pianosa denuclarizzata” anche Giuseppe Tanelli, già presidente del Parco. «Il nucleare a Pianosa è impossibile - afferma - a partire dalla scarsità idrica dell’isola. Anche le centrali di potenza della terza generazione avanzata necessitano di notevoli quantità di acqua per il raffreddamento degli impianti, e poi Pianosa è parte integrante di un Parco Nazionale, come può convivere con il nucleare?

Il Professor Mazzini segnala un iter davvero complicato che non pare applicabile alla nostra isola, che viceversa deve tornare all’uso pubblico, con un turismo contingentato; c’è da sviluppare il vero recupero lavorativo di ex detenuti, progetti ambientali e sociali, tesi ad apprezzare i beni storici ed naturalistici. Ai fini del turismo consideriamo anche un altro dettaglio. L’impatto dovuto alla organizzazione per la sicurezza, il trasporto del combustibile per il nucleare, quello delle scorie. Voltiamo pagina e caso mai in fatto di energia pensiamo a Pianosa come un sistema integrato di energie e vettori energetici, puliti e rinnovabili: solare, eolico ed idrogeno».

Stefano Bramanti

CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

Questo sito utilizza cookie utili a migliorare la consultazione delle nostre offerte.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando su qualunque suo elemento, acconsenti all’uso dei cookie.