mirabile lettera "comica" di un rappresentante di categoria speciale...probabilmente frutto del genio di sergio rossi, che ci fa divertire con uno dei temi elbani del momento, vale a dire la vittoria di cinghiali e mufloni, veri dominatori dell'isola.....che sebbene non siano proprio dei turisti registrano un costante aumento di presenze....

E DOPO QUALCHE RISATA PIU' SOTTO L'IDEA DEL SINDACO ANNA BULGARESI

 

Sciambere: lettera aperta di Antonio Maialoski Ciancovich


Caro Direttore
Mi chiamo Antonio Maialoski Ciancovich. Sono un cinghiale.Come dice il mio nome, sono un discendente ( in effetti un po’ immaialato) degli ungulati che una quarantina di anni fa furono deportati dalle foreste dell’ Europa orientale, qui all’ Elba, così da poter perpetrare la nobile ed antica tradizione dei “ cacciatori e raccoglitori” del Paleolitico.
E’ nota l’annosa questione sulla nostra presenza e sui danni che noi arrechiamo. Siamo un po’ come la crisi idrica, lo smaltimento dei rifiuti, i traghetti, i collegamenti aerei, la sanità, ect etc. In altre parole facciamo parte delle tradizionali problematiche, mai risolte e sempre rinverdite. Ma tornando ai nostri danni, scrivo a nome dei 4899 confratelli che popolano lo Scoglio. Poiché vogliamo far sentire anche la nostra opinione.
Mi sembra che ci siano due “ tifoserie”:
a) Eradicatori – Parco, associazioni ambientaliste, coltivatori, operatori turistici,voci varie della società civile
b) Contenitori – Associazioni venatorie, alcune voci animaliste
Poi ci sono Comuni, Provincia, Regione e Ministero dell’ Ambiente che stanno a guardare.
E’ evidente che noi parteggiamo per i ”contenitori”. Con i cacciatori ci possiamo sempre mettere d’accordo. Noi sacrifichiamo qualche confratello. Loro fra “padelle”, lungimiranti programmi per mantenere in vita il gioco il più a lungo possibile, blocco delle gabbie, pasture varie,… assicurano alla maggioranza di noi un soggiorno indisturbato.
Del resto vorrei anche dire che tutto filava liscio fino al 1996, quando venne istituito il Parco. Fino ad allora, vivevamo in un’Isola felice dove regnava un perfetto equilibrio fra noi e gli umani. Nessun danno all’agricoltura , niente giardini e campi da golf variamente arati, niente muri barati. Niente di niente. C’era, è vero, qualche “pennivendolo” che scriveva nei giornali di vigneti distrutti, incidenti vari, rischi per la salute, covate di pernici schiacciate, etc.etc. Ma erano tutte bugie. La verità è quella che abbiamo detto prima. Anzi i cacciatori, come ci insegnano valenti studiosi laureati in prestigiose università meneghine, essendo al vertice della catena alimentare espletavano una meritoria azione ecologica di “selezione naturale”. I cacciatori inoltre tenevano i sentieri dell’Isola, da Cavo a S.Piero, perfettamente puliti e liberi dai buscioni. Anche se al solito, i soliti pennivendoli scrivevano di sentieri impraticabili invasi dalla vegetazione e distrutti da moto e cinghiali. In effetti l’unica cosa che nei tempi felici pre-Parco, dava un po’ noia a residenti e turisti era il fuoco.
Di quanto in quando decine e centinaia di ettari di macchia e di bosco andavano a fuoco per autocombustione, poiché a quel tempo i raggi del sole erano particolarmente caldi. Ed allora, devo proprio dire, che nascevano un po’ di inconvenienti. Diventava un problema nascondersi per noi e per i nostri cugini mufloni che nel frattempo erano stati deportati nello Scoglio per aiutarci nel nostro lavoro di bersaglio-distruttori. Le padelle tendevano a diminuire.
Comunque queste sono cose antiche, o meglio polemiche da vecchi, fatte sulle spalle di quelle giovani e positive energie che vogliono spogliarsi delle scorie di un passato, infarcito di egoismi, stupidità ed arroganze.
Cordiali saluti

Antonio Maialoski Ciancovich

giovedì 18 agosto 2011 - 14:47

Il sindaco di Marciana: Trasformare i cinghiali da problema in risorsa


Perchè subire e basta, da decenni, il disastro ambientale provocato da cinghiali e mufloni? Se lo è chiesto Anna Bulgaresi sindaco di Marciana e la risposta è parsa ovvia, proviamo a trasformare un fatto negativo, che nessuno risolve da tempo, in un'azione produttiva in grado di dar lavoro e ottenere un prodotto di nicchia: quindi la macellazione degli animali abbattuti nel tentativo di eliminarli.
Bulgaresi si è così inserita nel dibattito "eterno" sulla problematica del flagello provocato dagli ungulati, azzera poi il discorso sulle responsabilità, ormai note, e pensa a come agire per dare all'isola qualcosa di positivo e non solo danni.
“Dopo la cattura gli animali vengono trasportati in continente- dice- e lì vengono venduti, macellati e magari quando noi partiamo dall’Elba e andiamo per sagre Toscane mangiamo, senza saperlo, proprio il cinghiale che qualche settimana prima scorrazzava liberamente nel nostro orto. Ricaviamo vantaggio da questa situazione negativa, creiamo prodotti di nicchia magari con il marchio dell’Ente Parco”.
E poi ribadisce: “Il piano di abbattimento selettivo del Parco e gli stessi interventi della Provincia non sono riusciti a limitare il proliferare degli ungulati. Vanno liberalizzate le azioni di caccia per abbatterli, non vanno poste limitazioni perché lo scopo è ridurre il numero, in linea ideale fino a arrivare allo zero, anche se la cosa pare ardua. E sono d'accordo col parco -prosegue- che però in generale mi ha deluso, quando dice di eradicare le bestie. Esiste una emergenza irrimandabile per motivi di sicurezza dei cittadini, di igiene e per dare risposte all'agricoltura messa in ginocchio dal proliferare degli ungulati che attaccano le colture”
Poi il sindaco va sulla questione sentieri. “ll Parco e anche vari Comuni hanno previsto progetti per risistemare i sentieri: ma quanto tempo può durare un sentiero pulito? Il tempo che passino qualche decina di cinghiali e tutto è andato in fumo.
Naturalmente spero in un confronto aperto e costruttivo, anche con le associazioni venatorie o con chiunque possa proporre una soluzione alternativa a quella proposta dal Parco di eradicare questi animali”.

samb
PLAVIO ROCCHI, DECANO DEGLI AGRICOLTORI NON NE PUO' PIU' DI SUBIRE E DICE CHE" I CACCIATORI DEVONO ABBASSARE LA CRESTA, E' TEMPO DI CHIEDERE LORO I DANNI PER TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO SUBITO DAGLI ANNI 80 ALMENO. SONO RESPONSABILI CERTE ASSOCIAZIONI DI CACCIATORI E IL COMUNE DI MARCIANA CHE AHNNO INTRODOTTO GLI ANIMALI. NOI ALL'AGRICOOP ABBIAMO DOVUTO NON FARE PIU' L'ORTO DA 10 ANNI, ERA INUTILE, VENIVA DISTRUTTO DA CINGHIALI E MUFLONI. HO CIRCA TRENTA ARANCI DA TRENTA ANNI CHE MI STANNO MORENDO SOTTO L'AZIONE DEGLI UNGULATI CHE LI DEFOGLIANO O LI DANNEGGIANO NEL FUSTO. BASTA INDUGIARE ELIMINIAMOLI".

CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

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