DISASTRO SENZA PRECEDENTI, CON MIGLIAIA DI MORTI E DISTRUZIONI ENORMI IN GIAPPONE...C'E' ANCHE LA POSSIBILITA' DI RADIAZIONI DALLA CENTRALE NUCLEARE? L'UMANITA' MESSA IN GINOCCHIO, COME SEMPRE, DALLA NATURA, MA ANCHE DALLE SCELTE DI PRODUZIONE DELL'ENERGIA?

Piu' sotto un'analisi del problema energia nucleare E UN INTERVENTO DA ELBAREPORT DEL PRESIDENTE DEL PARCO TOZZI

 

La sicurezza è una chimera. Stop al nucleare in Italia  LEGAMBIENTE

DA ELBANETWORK

Aver evacuato le persone nel raggio di 10 chilometri e ordinato al resto della popolazione vicina di non uscire, non bere acqua di rubinetto e non toccare nulla che sia stato all’aria non basterà, purtroppo, a limitare le terribili conseguenze dell’incidente, culminato con l’esplosione di un reattore, nella centrale nucleare di Fukushima.

"La terribile situazione che si sta verificando in Giappone – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - dimostra che per le centrali atomiche non esiste sicurezza.

La centrale esplosa, dalla quale già ieri era fuoriuscito materiale radioattivo, era stata progettata con tutti i più avanzati sistemi di sicurezza e dotata di criteri tecnici che avrebbero dovuto resistere a terremoti di qualunque entità, così come previsto da un Paese, tecnologicamente molto avanzato, abituato a fare i conti con onde sismiche di elevata potenza. Eppure la tragedia in corso è immane e inarginabile. Le conseguenze saranno enormi e non ci sono strumenti di alcun tipo per fare fronte all’emergenza sanitaria che seguirà. Non c’è bisogno di aggiungere altro all’evidenza, ma dobbiamo riflettere attentamente nel valutare e definire ‘sicure’ le centrali che si vorrebbero costruire in Italia, paese a rischio sismico e idrogeologico, dove non è in alcun modo possibile garantire la stabilità e la sicurezza di impianti così pericolosi”.

 

Il nucleare presenta indubbiamente dei vantaggi:

  • Una centrale nucleare non emette CO2
    Le centrali nucleari non producono anidride carbonica ed ossidi di azoto e di zolfo, principali cause del buco nell'ozono e dell'effetto serra.
  • Vantaggio nella bilancia dei pagamenti
    La produzione di energia dal nucleare riduce l'importazione di petrolio e la dipendenza delle economie dal petrolio. La copertura del fabbisogno energetico interno tramite il nucleare riduce la possibilità degli shock esterni sull'economia e consente ai governi un minore carico di spesa sulla bilancia dei pagamenti con l'estero. Il tutto si traduce in una maggiore stabilità del sistema economico nazionale..
  • Maggiore stabilità politica
    Le principali riserve petrolifere sono concentrate in pochi paesi ad elevata instabilità politica (Medio Oriente) che rischia di trasmettersi anche nei paesi fortemente dipendenti dall'import del petrolio. L'uso del nucleare riduce la dipendenza occidentale dal petrolio mediorientale.

Vediamo ora quali svantaggi porta l'uso dell'energia nucleare:

  • Conseguenze in caso di incidente
    La storia ha già mostrato la gravità delle conseguenze degli incidenti alle centrali nucleari. Le radiazioni a cui la popolazione viene esposta causano un maggiore rischio di morte per leucemia e tumore. Dall'incidente di Chernobyl la sicurezza delle centrali nucleari è diventato uno dei principali aspetti critici dell'energia nucleare per uso civile. Negli ultimi anni il progresso tecnologico ha notevolmente migliorato la sicurezza delle centrali nucleari dotate di reattori di ultima generazione.
  • Le scorie nucleari
    Purtroppo le scorie nucleari sono un altro aspetto critico del nucleare. Non possono essere distrutte e l'unica soluzione, per il momento, sembra essere lo stoccaggio per migliaia di anni in depositi geologici o ingegneristici. La ricerca di un deposito sicuro è tra i principali obiettivi della UE e degli Usa. Sono necessari anni di studi e grandi investimenti per l'individuazione delle soluzioni di stoccaggio per centinaia di migliaia di anni.
  • Localizzazione centrali nucleari e proteste locali
    Anche il processo di localizzazione di una centrale nucleare o del deposito di scorie è molto difficoltoso. Nessuna comunità locale accetta di sacrificare il proprio territorio per ospitare i rifiuti nucleari. La Sardegna, la Puglia, la Basilicata sono i recenti casi italiani di forti proteste antinucleari (2003). Nello stesso anno una comunità locale cinese si oppose con successo alla decisione del governo di costruire un deposito geologico di scorie attuando una dura e prolungata protesta. In entrambi i casi vinsero le popolazioni locali.
  • Il terrorismo
    Viviamo in un'epoca in cui poche persone possono compiere grandi danni all'umanità. Il ricordo della tragedia dell'11 settembre 2001 ai grattacieli del World Trade Center è stato un duro shock per l'intera società occidentale. Il rischio che le centrali nucleari siano prese come obiettivi per atti di terrorismo o come bombe sporche è quindi molto realistico. E' lecito e razionale preoccuparsi. Le nuove centrali nucleari dovranno includere questo aspetto fin dalla fase di progettazione.
  • Il trasporto di materiale nucleare
    Il trasporto di scorie e di materiale nucleare è uno degli aspetti più critici della questione "sicurezza". Durante il trasporto, oltre all'opposizione delle popolazioni che vedranno passare treni o navi con carichi radioattivi vicino alle proprie abitazioni, sussiste il rischio di incidenti e di attentati terroristici. In Francia, il treni speciali adibiti al trasporto di scorie nucleari sono scortati da "carri armati" e da poliziotti a cavallo. L'itinerario del treno cambia in continuazione all'insaputa delle popolazioni residenti nei pressi delle ferrovie. Per questi motivi i depositi di scorie dovrebbero risiedere nei pressi delle centrali nucleari evitando in questo modo la necessità del trasporto delle scorie. La ricerca tecnologica e scientifica non ha ancora trovato il modo per distruggere le scorie all'interno delle stesse centrali nucleari. Si attendono ancora risposte in tale senso.

Abbiamo elencato quelli che reputiamo gli svantaggi e i vantaggi dell'energia nucleare. Ogni lettore potrà giungere alle sue conclusioni. Siamo in ogni caso aperti a ogni contributo esterno. Se pensate che nel dossier manchi qualche aspetto o ci siano inesattezze, scriveteci. Dopo aver verificato le vostre osservazioni sull'argomento, valutaremo di aggiungerle al nostro dossier.

 da

http://www.ecoage.it/energia-nucleare-vantaggi-e-svantaggi.htm

MARIO TOZZI SPIEGA PERCHE' DIRE NO AL NUCLEARE

Non si può addomesticare l’energia nucleare, esattamente come non è possibile domare lo tsunami, solo che della prima dovremo fare a meno (l’uranio, come il petrolio, è a termine), il secondo non lo elimineremo mai. Questo ci insegna il gravissimo incidente occorso alla centrale giapponese di Fukushima che, anche se fosse risolto ora, ci impone una pausa di riflessione significativa lungo l’eventuale strada del nucleare mondiale e italiano. Le barre di combustibile sono rimaste esposte completamente (“fully exposed” secondo TEPCO, il produttore di energia giapponese) in un reattore e parzialmente in un altro (2,95 m su 4 m). Questo, normalmente, significa impossibilità di raffreddare e, quindi, fusione parziale, il fenomeno maggiormente pericoloso in caso di incidenti nucleari. Ma da noi i politici diventati ideologi del nucleare ci dicono che questa è la prova che la sicurezza funziona e che si va avanti comunque. Peccato che neanche gli accortissimi geofisici giapponesi si aspettassero un terremoto di quella violenza sul proprio territorio, ma, al massimo di magnitudo 8 Richter (cioè centinaia di volte meno distruttivo). Perciò i parametri di sicurezza di quella vecchia centrale non erano adeguati al sisma. Ciò significa che un qualsiasi programma di costruzione di centrali sul nostro territorio deve essere rivisto per parametri di sicurezza non più commisurati a un terremoto massimo di magnitudo 7,1 Richter (quello di Messina preso a riferimento), ma anche di potenza maggiore. Con costi incrementati di conseguenza. In secondo luogo, oggi tutti possono comprendere che il costo di un kWh di origine nucleare non è stimabile a priori, ma solo a fine ciclo del combustibile. Cioè che vanno messi nel conto inertizzazione delle scorie (dove? Come?) e possibili incidenti, che, come si vede in queste ore, fanno lievitare i costi in maniera esponenziale. Chi costruisce una centrale lascia questi costi occulti a carico della collettività, che sarà obbligata a caricarseli lungo tutta la vita delle scorie, per non citare gli eventuali incidenti. Cioè per migliaia di anni. I guasti nelle centrali nucleari non sono frequenti, è vero, ma quando avvengono pesano più che in qualsiasi altro impianto industriale. Ecco perché la tolleranza deve essere zero. E questo nessuna centrale nucleare può garantirlo.

Purtroppo nessuna delle ragioni addotte dai fautori del ritorno all’energia nucleare è soddisfacente. Dico purtroppo perché tutti vorremmo energia a buon mercato, innocua e infinita. Ma questo non è certo il caso del nucleare. Abbiamo riserve di uranio per forse 50 anni, ma a patto di non accendere nuovi reattori, altrimenti dureranno molto meno, magari meno degli altri combustibili geologici (anche l’uranio lo è). Una centrale nucelare costa quasi 10 miliardi di euro, che potrebbero essere meglio impegnati nel risparmio energetico e nella migliore efficienza: coibentare bene le anbitazioni, per esempio, ridurrebbe le emissioni inquinanti di quel terzo dei consumi (che sono quelli domestici) di circa la metà, consentendo di non costruire nuove centrali di alcun tipo. E’ come se avessimo una vasca in cui mantenere costante il livello dell’acqua nonostante si aprano dei buchi: conviene metterci altra acqua o riparare i buchi? Poi c’è il problema non risolto delle scorie, che restano potenzialmente pericolose molto a lungo: in nessun posto al mondo di sa dove metterle per sempre.

Mario Tozzi

 

 

CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

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